-
UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET23:23
-
ENDER COMUNICAZIONI22:40
-
UF.ST.NURSIND SALERNO21:58
-
MARIATERESA CONTE21:48
-
SILVIA DE CESARE21:32
-
GIOVANNA DI GIORGIO19:39
-
UF.ST.ASSOCIAZIONE PRIMO AIUTO19:32
-
EMILIO D'ARCO STRATEGO COMUNICAZIONI19:20
-
UF.ST.P.A. ERCOLANO17:10
-
STAFF SINDACO16:58
-
ENZO RUGGIERO22:32
-
UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET22:24
-
UF.ST.FORZA ITALIA SCAFATI18:19
-
STAFF SINDACO17:45
-
UF.ST.ADRENALINE PARK19:28
QUAL E' LA REALE CAUSA DEI CROLLI IN EMILIA'
E' questo che si chiede la gente comune, ci sono delle responsabilità'La gente comune si fa spesso la domanda: "Come è possibile che in una zona, giudicata non sismica, accadano terremoti come quello che ha messo in ginocchio una Regione come l'Emilia?".
Ebbene, come abbiamo già avuto modo di precisare, l'area interessata dal terremoto è classificata come area a bassa probabilità di eventi sismici o "non sismica". Significa che i terremoti hanno bassa intensità ed avvengono raramente. La mappa sismica indica che una zona è dichiarata ad alto grado di sismicità quando in passato sono avvenuti eventi sismici di rilievo. In Emilia non avvenivano terremoti di rilievo da 500 anni. Purtroppo le due condizioni si sono oggi verificate entrambe in Emilia. E pur essendo di grado 5.9, è ritenuta una magnitudo medio-bassa.
Il problema vero è che tutti gli edifici crollati non era stati progettati con criteri antisismici, poichè c'è stato un ritardo nell'adozione della nuova mappa sismica che è avvenuta solo nel 2003. Ma anche dopo il 2003 non vi è stata obbligatorietà di applicazione di norme tecniche moderne sino al decreto che ha fatto seguito al terremoto dell'Aquila, nel 2009.Tutte le costruzioni realizzate nella zona dell'epicentro prima di questa data non hanno nessuna capacità di resistere alle azioni sismiche. Praticamente le costruzioni, da un punto di vista normativo, avevano il "diritto di crollare". Oggi in quelle zone basta costruire seguendo la nuova norma tecnica e le mappe di pericolosità esistenti per essere sicuri.
Il crollo di molti capannoni industriali e commerciali, con perdite di vite umane, non è adducibile alla magnitudo del sisma. Indubbiamente l?intensità del sisma è un fattore importante nel crollo di una struttura, ma in questo caso ha avuto un ruolo determinante la grande vulnerabilità di questa tipologia strutturale. Infatti, se non vengono prese in considerazione alcune misure in fase progettuale e costruttiva, avendo il terremoto una capacità diabolica di mettere a nudo le debolezze nascoste di una struttura, le fa crollare.
I capannoni nella maggior parte dei casi sono stati costruiti senza criteri antisismici, peraltro non richiesti dalla normativa all?epoca della costruzione. Quindi nodi tra travi e colonne senza connessioni meccaniche e piccoli appoggi. Tegoli di copertura semplicemente appoggiati. La maggior parte dei collassi è dovuta alla caduta delle travi dagli appoggi per limite di spostamento. Per evitare questi problemi è necessario introdurre delle connessioni meccaniche in corrispondenza degli appoggi. In questo caso è possibile per la struttura sopportare le azioni sismiche.
Dire adesso se ci sono responsabilità è un pò presto, ma sicuramente si poteva fare di più. Le colpe dei progettisti possono essere molte e rilevanti, ma in generale non in un quadro di responsabilità giuridica: sotto questo profilo la sicurezza degli edifici andrebbe verificata solo nel contesto delle norme in vigore al momento della costruzione. Quindi, saranno pochi i casi in cui si potranno verificare le responsabilità oggettive di progettisti e costruttori. Allora sarebbe meglio dire che le colpe cominciano dal potere, cui importa essenzialmente che un problema non si ponga durante il proprio mandato, dai mezzi di comunicazione, che tra un mese parleranno d?altro, dai committenti, che enfatizzano il risparmio rispetto alla qualità ed alla competenza.
Insomma, affinchè in futuro, non si abbiano più tutti questi crolli e vittime, basterà adottare la nuova normativa antisismica, come sta avvenendo da tempo in Campania, memore della lezione del terremoto dell'80.
Ma una cosa è importante che si precisi: L'Italia è una terra giovane, per cui deve ancora stabilizzarsi. Essa fa parte della zolla crostale africana che, attualmente, si sta scontrando e infilando sotto la zolla crostale euro asiatica, con una velocità che va da 1 a 6 cm l'anno. Praticamente è come se due fette biscottate vengono premute uno contro l'altra. Dopo un pò si sbriciolano, ed è quello che succede alle due zolle crostali. Dopo anni di pressione, una contro l'altra, si ha uno sbriciolamento, una rottura che provoca il terremoto, fino a che, dopo scosse ripetute, si stabilizza. Poi riprende la spinta e, dopo anni, si ha di nuovo il fenomeno sismico. Questo in poche parole quello che succede all'Italia e a tutte le Nazioni sulla direttiva di scontro delle due zolle.



