IL PUNTO SUL TERREMOTO: LA PAROLA ALL’ESPERTO, IL PROF.FRANCO ORTOLANI DELL’UNIVERSITA’ DI NAPOLI

Franco Ortolani, Ordinario di Geologia presso l’Università studi di Napoli, Federico II
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Abbiamo intervistato un esperto, il prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia presso l’Università di Napoli, affinchè ci dica qualcosa in più su questi eventi sismici che stanno colpendo il centro Italia e faccia luce anche su certi aspetti trascurati dai politici e dai mass media.

MEZZOSTAMPA: Professore Ortolani, dal 24 agosto sono state registrate più di 18mila scosse, in un’area che si estende per oltre 60 chilometri, lungo la catena appenninica, culminate nella scossa del 30 ottobre di magnitudo 6,5: sono circa 300 quelli di magnitudo compresa tra 3 e 4, 18 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 e 4 quelli di magnitudo superiore a 5. E’ la natura che si sta ribellando? 

ORTOLANI: La natura non si sta ribellando, ha una sua evoluzione e Il terremoto ci dice che la crosta terrestre si è mossa e che è ancora in evoluzione. Una evoluzione iniziata milioni di anni fa; a volte lenta, a volte “concitata”. Oggi, come negli ultimi millenni, sembra strano dirlo, ma ci troviamo in un periodo di calma rispetto a quelle che i geologi chiamano fasi tettoniche che hanno determinato l’assetto morfostrutturale della terra su cui viviamo. Quando cioè gli spostamenti verticali e orizzontali hanno originato le montagne, le colline e le pianure nonché i vulcani e le aree sommerse dal mare.

MEZZOSTAMPA: Ma l’uomo in tutto questo è inerme?

ORTOLANI: La natura è potente e agisce senza chiedere il permesso a nessuno: impone le sue “leggi”! Non va prima a leggere le valutazioni di impatto ambientale fatte dagli uomini. Non va a leggere cosa gli uomini hanno scritto nelle leggi “antisismiche” per poi regolarsi nel rilasciare le sollecitazioni sismiche dalle aree epicentrali a quelle esterne. Non si attiene ai valori di accelerazione che gli uomini hanno scritto.

MEZZOSTAMPA; Professore, capiamo che l’uomo non adotta leggi antisismiche adeguate, non è il caso delle costruzioni vecchie dei centri crollati, ma allora cosa si può fare?

ORTOLANI: Beh, il problema è che si misurano valori di accelerazione di gravità, dopo i recenti terremoti, molto superiori a quelli che gli uomini usano per progettare le case anche nelle aree epicentrali, come registrato in occasione del terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009 e in quelli successivi. Vale a dire che i manufatti nelle aree epicentrali possono essere sollecitati orizzontalmente molto di più di quanto prevedano le norme antisismiche. Si deve adeguare la natura o l’uomo? Costruire case costa e costava in passato. Chi aveva più soldi costruiva meglio; gli altri costruivano come potevano! Nei centro storici ci sono case la cui costruzione risale, a volte ad alcuni secoli fa. Diverse esigenze c’erano al momento della costruzione rispetto a quelle dei tempi moderni. Le famiglie si sono accresciute, si sono divise, nuove esigenze hanno imposto, nel tempo, varie modifiche anche alle parti strutturali. Allora non si camminava con le automobili, i camion e i tir per costruire le case nei centri storici. Si usavano i carretti, le carriole… Si costruiva, si abitava… fino a quando un nuovo terremoto cambiava improvvisamente il tranquillo tran tran paesano. E poi? Si ricostruiva sempre allo stesso modo fino a qualche decina di anni fa! Quando l’uomo moderno ha capito che era meglio adeguare le costruzioni per resistere alle azioni dei terremoti. Troppo tardi…per molti centri storici che l’uomo moderno ha ereditato e che rappresentano il risultato di azioni umane stratificate nel tempo su manufatti che non erano stati costruiti tenendo conto del terremoto. L’uomo moderno ha costruito scuole, ospedali, chiese, vari edifici pubblici, ha portato le reti tecnologiche spesso senza chiedere il permesso alla natura e alla sua potenza, senza adeguare i propri manufatti alle periodiche sollecitazioni derivanti dalla tettonica attiva.

MEZZOSTAMPA: Chiarissimo! Allora professore, basta costruire di nuovo in quei siti con metodi antisismici per stare tranquilli?

ORTOLANI: Ricostruiamo tutto come prima! Si dice! Naturalmente e obbligatoriamente in maniera antisismica! Dove? Naturalmente nei centri abitati colpiti dal disastro che è una conseguenza del modo con cui sono state costruite le case: cioè non adeguate a resistere alle sollecitazioni orizzontali imposte improvvisamente e per pochi secondi dai movimenti della terra. Ma questo si dovrebbe estendere ai centri storici costruiti nel tempo sulla superficie del suolo nel cui sottosuolo ci sono le faglie attive che hanno originato e originano terremoti? Centri abitati in cui si trovano monumenti, opere d’arte, luoghi nei quali si è fatta la storia d’Italia. LUOGHI UNICI AL MONDO NON SOLO PER IL PATRIMONIO CULTURALE STRATIFICATOSI IN ALCUNI MILLENNI MA ANCHE PERCHÉ SONO LIBERAMENTE FRUIBILI DAI CITTADINI DEL MONDO. SENZA TIMORI DI GUERRE, ATTENTATI DEVASTANTI, LOTTE TRIBALI, CANCELLAZIONI DEI DIRITTI UMANI… Ricostruire e mettere in sicurezza si può e si deve. Senza questi centri storici appenninici l’uomo non avrebbe più memoria di una parte significativa del suo passato, della sua evoluzione. Ma non solo gli italiani: in quei centri c’è una parte della storia fatta negli ultimi millenni da popolazioni europee: vale a dire di quasi tutto il mondo.

MEZZOSTAMPA: Cosa bisogna fare?

ORTOLANI: Un recupero intelligente che prenda spunto anche dalle risorse autoctone del territorio, risorse naturali che hanno dato da vivere ai cittadini che per secoli si sono succeduti nella parte interna dell’Appennino sviluppando, per necessità, una cultura ambientale tesa a utilizzare quello che la natura offriva per campare! Senza distruggere ma valorizzando i prodotti della terra. Storia, cultura, monumenti, risorse della terra enogastronomiche, acqua pulita, aria e suolo non inquinati, tranquillità, rispetto reciproco, solidarietà: abbondano nei paesi appenninici (per fortuna non solo in quelli). Strade sicure per raggiungere quei posti anche dopo un terremoto. Un piano di restauro e recupero ambientale complessivo: non più del solo monumento, della chiesa, delle vestigia romane e medievali. In sicurezza, prima di tutto. Una sfida per chi governa: una sfida a chi governa. Dopo i necessari e urgenti interventi per garantire ospitalità nei luoghi originari alle decine di migliaia di cittadini che hanno dovuto abbandonare case e luoghi momentaneamente. Pensiamoci: un modo, per “rioccupare” i paesi e i territori appenninici, compatibile e sostenibile dall’uomo e dalla natura! UNA PROPOSTA PER L’EUROPA E PER IL MONDO INTERO!

MEZZOSTAMPA: Sismicità, ricerca e sicurezza dei cittadini: qualcosa non va professore! L'esempio del terremoto del 30 ottobre 2016. Ma si poteva prevedere che in queste zone si scatenavano un terremoto di quella portata? Si conoscevano già le faglie attive?

ORTOLANI:  Stiamo assistendo agli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016 nella zona di Amatrice e propagatisi il 30 ottobre 2016 fino alla zona di Norcia con un terremoto di 6,5 di magnitudo che ha ampliato l’area devastata e danneggiata. I rilievi satellitari evidenziano che con quest’ultimo terremoto si è determinato un abbassamento della superficie del suolo fino al massimo di circa 70 cm. Un aspetto molto importante riguarda le accelerazioni di gravità misurate che sono circa il doppio dei valori che vanno adottati nei calcoli delle strutture antisismiche. Questi terremoti sono una "sorpresa geologica", o meglio la magnitudo dell'evento del 30 ottobre 2016 rappresenta una "sorpresa geologica"? NO!

Nel 2003 due colleghi, Fabrizio Galadini dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria, CNR, Roma, e Paolo Galli del Servizio Sismico Nazionale, DPC (Dipartimento della Protezione Civile), Roma, hanno pubblicato sulla rivista scientifica ANNALS OF GEOPHYSICS, VOL. 46, N. 5, October 2003, la nota scientifica dal titolo “Paleoseismology of silent faults in the Central Apennines (Italy): the Mt. Vettore and Laga Mts. Faults.” In questa nota gli autori evidenziano che le faglie del Monte Vettore da diversi secoli non hanno causato terremoti e che, per la lunghezza della faglia, ben individuata con rilievi geomorfologici, strutturali e con trincee, si possono originare terremoti fino alla magnitudo di 6,5. Gli autori evidenziano pure che conseguentemente alla loro ricerca dovevano essere elaborati scenari con la previsione dei danni attesi in relazione ad un futuro terremoto di magnitudo 6,5 essendo l’area caratterizzata da vari centri abitati con numero di abitanti variabile da qualche migliaio a circa 10.000.

MEZZOSTAMPA: Ci sembra di capire che questo studio non sia stato preso in considerazione dalle Istituzioni, non per individuare l’esatto momento del terremoto, ma perché si potevano prendere provvedimenti per tempo e mettere in sicurezza questi centri storici costruiti con sistemi non antisismici?

ORTOLANI: I COLLEGHI CITATI, AUTORI DI QUESTA PREGEVOLE RICERCA, LAVORANO IN ISTITUZIONI PUBBLICHE E LA RICERCA È STATA FINANZIATA CON IL DENARO PUBBLICO; I PRODOTTI DELLE LORO RICERCHE SONO FONDAMENTALI PER AVERE UN QUADRO DETTAGLIATO DEL PERICOLO RAPPRESENTATO DALLE FAGLIE ATTIVE E DAI TERREMOTI CHE ESSE POSSONO INNESCARE. I RISULTATI DELLE LORO RICERCHE, PERTANTO, COSTITUISCONO CONOSCENZE A DISPOSIZIONE DEI RESPONSABILI ISTITUZIONALI NAZIONALI E LOCALI CHE DEVONO TENERNE CONTO PER AGIRE IN MODO DA ATTENUARE I RISCHI PER I CITTADINI, E PER IL PATRIMONIO ABITATIVO, ARTISTICO E CULTURALE.

SI PRESUME CHE I DATI DELLA RICERCA CITATA SIANO STATI TRASMESSI AI RESPONSABILI ISTITUZIONALI CITATI. A GIUDICARE DAI RISULTATI CONSEGUENTI AI TERREMOTI SUCCEDUTISI DA AGOSTO AD OTTOBRE SEMBRA CHE NON SIA STATO FATTO TESORO DEI RISULTATI DELLA PREGEVOLE RICERCA GEOLOGICA PUBBLICATA DA GALADINI E GALLI BEN 13 ANNI FA. COME MAI? E' EVIDENTE CHE QUALCOSA NON VA! SI RAVVISA UNA OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO? Se non si utilizzano in tempo reale i validi ed innovativi risultati, conseguiti dai geologi, per mitigare gli effetti di futuri terremoti, perchè si finanziano le loro ricerche? Non credo che si faccia per "tenerli buoni" e dare loro un contentino. Si tratta di ricerche i cui risultati devono avere una immediata applicazione. Ora fa rabbia leggere che i due autori citati ricevono solo i complimenti per la validità delle loro ricerche e constatare che a niente sono serviti i risultati acquisiti 13 anni fa. Si, perchè il terremoto del 30 ottobre 2016 è stato di magnitudo 6,5 proprio come previsto da Galadini e Galli nel 2003. DA CITTADINO MI DOMANDO: CHI DOVEVA UTILIZZARE QUESTI DATI DAL 2003 E NON LO HA FATTO, PERCHÈ NON LO HA FATTO?

MEZZOSTAMPA: Caro professore, abbiamo capito tutto, e, credo, capiranno anche i lettori. Grazie per questa lunga intervista e approfitteremo ancora di Lei.