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SARNO, IL PROF. ORTOLANI: "IL PERICOLO IDROGEOLOGICO DOPO L'INCENDIO DEI GIORNI SCORSI
Francesco Ortolani, Ordinario di Geologia presso l'Università di Napoli Federico IIIl 12 agosto 2016 un incendio devastante è stato appiccato da mani criminali a monte di Episcopio di Sarno proprio lungo i versanti che furono interessati dalle distruttive colate rapide di fango nel maggio 1998.
Grazie a Bruno Annunziata e Vincenzo Adamo che mi hanno inviato alcune foto propongo uno schema della situazione idrogeologica dopo l'incendio.
L'immagine 1 riproduce (prima dell'incendio) l'area che è stata interessata dall'incendio del 12 agosto 2016: è individuato il bacino idrografico A che attualmente convoglia il deflusso nella vasca realizzata a valle dopo le colate del 1998. L'immagine 2 illustra l'area dopo l'incendio. L'immagine 3 è tratta da una foto del 2000 da Portale Cartografico Nazionale ed evidenzia le colate di fango del maggio 1998 e i percorsi effettuati fino a raggiungere l'area abitata a valle. Sono individuati i vari bacini idrografici(linea azzurra) e con le frecce sono evidenziati i percorsi delle colate di fango. L'immagine 4 riproduce una foto aerea scattata dopo che sono state realizzate le vasche nelle quali sono stati convogliati i vari valloni e gli eventuali flussi detritici che si possono originare nei bacini idrografici.
Come si vede, tutti i valloni affluiscono nelle vasche.
Dopo gli incendi possono verificarsi nubifragi, non è una novità.
Qualora ciò avvenga si possono originare flussi detritici veloci con notevole potere distruttivo quando si incanalano. La cenere impermeabilizza la superficie del suolo e favorisce lo scorrimento dell'acqua di ruscellamento durante i nubifragi.
La conseguenza è rappresentata dai flussi detritici.
Nella situazione attuale è evidente che eventuali flussi detritici scorrerebbero negli alvei fino a riversarsi nelle vasche dove si deporrebbe il detrito con tronchi d'albero.
L'assetto idrogeologico attuale garantisce sicurezza per l'area abitata a valle dei versanti devastati dal fuoco in quanto le vasche realizzate per contenere eventuali altre colate rapide di fango funzionerebbero come vasche di decantazione per i flussi detritici che hanno portate inferiori alle colate distruttive come quelle del maggio 1998.



