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LA VITA QUOTIDIANA, LA FAMIGLIA E L’EDUCAZIONE NELL’ANTICA POMPEI
(PRIMA PARTE) LA FAMIGLIA
(Nella foto il Larario della Casa dei Vetti). Fondamento della società umana fu sempre la famiglia in cui era profondo il sentimento religioso. Infatti nella casa non mancava mai l’altare degli Dei domestici, i “Lares”, e su di esso si accendeva un fuoco dove venivano messi ad ardere profumi. Si badava a non farlo spegnere, difatti la sua estinzione equivaleva a funesto presagio: focolare estinto equivaleva a famiglia estinta. Questo fuoco era adorato e venerato con offerte di fiori, d’incenso; in esso si vedeva un Dio benevolo. La parte più importante del larario era, senza dubbio, il dipinto e nella parte inferiore di esso si trova spesso rappresentata l’ara domestica.
Nel larario trovava posto la suppellettile sacra, consistente in statuette e in offerte votive. Tra queste ultime meritano di essere ricordate la “Bulla”, che il giovanetto consacrava ai Lari domestici al momento di indossare la “toga” virile, e i “crepulia” che la sposa deponeva poco prima di prendere il velo. Accanto al Larario, inoltre, figuravano talvolta i Penati.
Il padre di famiglia era il sacerdote degli Dei domestici e grandissima era la sua autorità (pater familias). Questa autorità in origine era assoluta: egli solo poteva parlare ed agire in nome della famiglia intera; per la legge egli era il solo proprietario dei beni della famiglia; poteva persino vendere i figli o decretarne la morte. Godeva anche di autorità indiscussa sulla servitù e sulla moglie. Tuttavia questa autorità con il passare del tempo si attenuò. Il capo famiglia svolgeva anche funzioni sanitarie, in base alla sua esperienza, preparando infusi, decotti, impiastri. Ciò avveniva perché gli abitanti di Pompei, come quelli dell’anntica Roma, non ebbero mai molta stima della medicina e per i medici in genere; diffidavano di tutti coloro che volevano prendersi cura della loro salute.



