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UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET21:24
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UF.ST. COMUNE DI SALERNO16:37
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SILVIA DE CESARE16:15
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Di Luca Spagnolo, rappresentante legale del MOSAC – Movimento Sindacale Autonomo Carabinieri15:41
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MARCO PIROLLO15:23
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UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET18:15
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ANTONIO ABATE22:39
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UF.ST. Flaica Cub Salerno22:30
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Antonio Abate22:05
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Raffaele Paciello Segretario Provinciale Avellino OR.S.A. Trasporti TPL Campania21:43
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Marella Brunetto18:52
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VINILE PRESS15:58
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UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET22:57
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Silvia De Cesare16:28
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UF.ST.P.A.ERCOLANO15:48
ORGANIZZAZIONE MUNICIPALE E PROPAGANDA ELETTORALE NELL’ANTICA POMPEI (TERZA PARTE)
Le elezioniIl momento più importante della vita pubblica a Pompei era quello delle elezioni, caratterizzato dalla partecipazione qualificata e attiva dei cittadini, anche di coloro che non avevano diritto al voto.
Per aprire la campagna elettorale bisognava attendere che i candidati avessero manifestato la loro volontà di concorrere per quella carica al magistrato incaricato di presiedere lo scrutinio, e che i nomi fossero pubblicati. Solo allora poteva iniziare la campagna delle raccomandazioni elettorali che era la parte più viva, più dinamica e più sentita delle elezioni e che difatti coinvolgeva enormi masse di cittadini. Ad essa prendevano parte tutti, a partire dai singoli votanti fino alle associazioni, dalle corporazioni agli stessi candidati e, per finire, alle famiglie più in vista, che avevano logicamente maggiori mezzi e possibilità.
Non vi era preclusione per nessuno, anche perché i mezzi di comunicazione erano limitati: oltre alla propaganda orale, alle raccomandazioni, non rimanevano che le scritte murali o manifesti.
Questi ultimi venivano scritti o dipinti sui muri con vernice rossa o nera su uno strato di intonaco. Erano delle vere e proprie raccomandazioni per i candidati espresse con la formula ORO VOS (O UT) FACIATIS “Vi prego di fare”, cioè di eleggere, votare. Oppure la formula era abbreviata in O V F. Per indicare poi il nome della carica usavano anche numeri come “II VIR” o “II VIR I D”per indicare “Duovirum o Duovirum inre dicundo” e “AED” per aedilem.
La parte principale del manifesto era il nome del candidato, scritto a lettere grosse per evidenziarlo; si sono rinvenute anche scritte con il solo nome del candidato o addirittura con il nome abbreviato come per indicare che la persona in questione era notoriamente conosciuta.
Per rendere più efficace la raccomandazione accanto ad essa o alle scritte normali, in casi sporadici, si aggiungevano i meriti, le lodi, le promesse di quanti sostenevano quella determinata candidatura, specialmente se facevano parte di una organizzazione o erano persone influenti. (FINE TERZA PARTE)



