NAPOLI CALCIO, SCONFITTO SOLO DAL "POTERE"

Ancora una flebile speranza, ma non basta il bel gioco contro il potere economico e quello occulto....il pensiero di un tifoso, Giulio Palumbo
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Sono rimasto in silenzio per molto tempo. Il mio è un silenzio di sconfitta. Non parlo solo della sconfitta del Napoli, ma la sconfitta di una guerra. Sono stanco, stremato dalle delusioni di una battaglia che non porta a nessun risultato. In matematica, ci hanno ben insegnato al liceo, è semplice dimostrare una tesi, basta argomentare con la logica e con i teoremi per poter al fine inserire sul fondo del foglio le tre magiche lettere CVD…ve le ricordate? Ebbene, nella guerra che portavo avanti, avrei voluto combattere con le stesse armi della statistica, dell’evidenza. Ma tutto ciò non basta nel mondo assurdo delle opinioni umane, quindi dell’apparenza, della soggettività, perché risulta totalmente vano il tentativo di raccogliere un’ampia condivisbilità tra le persone attraverso le evidenze presentate. Proprio il riconoscimento di questa invalicabile complessità mi ha portato a desistere dal continuare.

Il sistema calcio è ben oleato, non è certo scalfibile da uno come me che ha compreso i suoi sporchi meccanismi ma che ha in mano uno stuzzicadenti e pretende di perforare un portone d’acciaio. Nella mia vita ho sempre indossato i panni di Don Chichotte e mi sono sempre risvegliato con un grosso bozzo quando ho battuto la testa contro i mulini a vento credendo di sconfiggere il nemico. Anche stavolta mi arrendo. Non sono riuscito neanche a convincere voi amici, figuriamoci l’Italia intera.

E va bene, allora faccio finta anche io che non esista un potere di palazzo, che non esistano profonde ingiustizie economiche, che non esista un sistema che tende ad allargare sempre di più la forbice tra le società ricche e quelle povere.

Facciamo quindi finta che la Juventus non abbia lo strapotere economico che le permette di spadroneggiare, facciamo finta che non sia avvantaggiata dagli arbitri, facciamo finta che giochi il calcio migliore e facciamo finta che non abbia anche a favore una fortuna mai vista prima. Facciamo finta che a Cagliari la Juventus abbia giocato molto bene, facciamo finta che meritasse la vittoria. Facciamo finta che negli ultimi minuti della partita l’arbitro non abbia visto il mani di Bernardeschi in area che avrebbe portato al probabile pareggio i sardi. Vabbè, può capitare, no? Evvabbene. Allora, nella successiva trasferta dei piemontesi, facciamo finta che a Chievo la Juventus, su un campo dove avevano pareggiato Napoli e Roma, abbia meritato di vincere, facciamo finta che l’arbitro non abbia visto il rigore per il chievo per gomitata in area su Cacciatore. Facciamo finta che lo stesso arbitro abbia voluto mettere fuori campo lo stesso giocatore per far battere il calcio d’angolo alla juve ben sapendo che il chievo era già in 10 uomini.

Vabbè, può capitare, no? Evvabbene! Allora, tu pensi che almeno a Firenze non si possa ripetere un canovaccio del genere. E invece si ripete. L’arbitro non fischia un fallo di mani in area di Chiellini, poi la fortuna ci mette il suo mandando sul palo il tiro dell’attaccante fiorentino e la juve, ancora una volta, senza aver fatto un tiro in porta si porta a casa la vittoria con una punizione di bernardeschi, altro traditore di giornata. Vabbè, può capitare, no? Evvabbene.

Ma possibile che gli errori arbitrali capitino sempre a loro favore? Possibile che giochino così male e continuino a vincere? Mi aggrappo quindi alla regola delle probabilità. Se lanci una moneta in aria, ogni volta hai il 50% che venga fuori testa o croce, ma per la statistica, se si presenta una lunga serie di testa, prima o poi vien fuori croce.

Allora, convinto che non può sempre piovere, mi accingo a vedere la trasferta più difficile della juve, quella contro la Lazio. Solita juve che non gioca al calcio, portiere della lazio completamente inoperoso. Al 54’ fallo netto di Benatia in area di rigore e l’arbitro, ancora una volta, non assegna il rigore alla lazio e non va ancora una volta, neanche a vedere il Var. La juve, ancora una volta aiutata finanche dalla fortuna vince al 93’. Basta!

In quel momento è scattato in me qualcosa che non vi so descrivere. Ero fuori lo stadio san Paolo con i miei ragazzi e vi giuro che non avevo più alcuna voglia di entrarci. Mi è dispiaciuto però per i miei figli, ai quali insegno i concetti base dell’onestà e del rispetto, abbiamo assistito alla partita con la Roma dove il Napoli, essendo una squadra come le altre, prima o poi avrebbe potuto incappare in qualche errore. Il gioco è sempre stato quello, anche contro la Roma che, al contrario, buttava spesso la palla in tribuna, ma giustamente, se noi compiamo qualche errore, è plausibile essere puniti.

Da quel momento in poi non ho più ascoltato né visto nulla che riguardi il calcio. E vi giuro che non ho visto neanche il primo tempo di Inter e Napoli perché ero convinto di dover assistere ad una sconfitta della mia squadra ormai massacrata psicologicamente da tutto ciò che accade. Per fortuta abbiamo pareggiato, nonostante abbiamo giocato come al solito, con un possesso palla del 64% e facendo molti più tiri in porta degli avversari.

Il sogno è finito, tutta la stampa italiana tira un sospiro di sollievo e nessuno, ripeto nessuno, che abbia posto il problema del potere di palazzo. Sono tutti solidali, tutti contenti che il sistema vada avanti in questo modo. Non esiste episodio, statistica, evidenza. Il metodo scientifico di Galilei non serve a nulla. E allora sono io che faccio un passo indietro.

Avrei voluto perdere in modo diverso, ma so che non è possibile. Adesso, quando la juve raggiungerà un numero di punti di vantaggio ragguardevole, ci saranno probabilmente anche degli errori arbitrali a loro sfavorevoli e la stampa sarà subito pronta ad evidenziare che quella è la dimostrazione che gli arbitraggi sono regolari. Ma questo, come ben sapete, non succede solo quest’anno. Tutti gli anni. Per il sol fatto che la juve sia oggettivamente più forte, tutti gli altri fattori che le permettono di vincere non vengono evidenziati. Al momento non ho più voglia di seguire il calcio e immagino che, fino alla fine dell’anno, lo seguirò da molto lontano. Da noi il Leicester non avrebbe mai vinto!