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COPPA ITALIA, NAPOLI-ATALANTA 1-2, STRASCICHI E POLEMICHE PER LA SCONFITTA CASALINGA
articolo di Valeria IulianoAvessimo perso contro la Juve, avrei potuto capire le critiche alla rosa, ma caspita ci ha battuto la "grande" rosa dell'Atalanta: non credete che forse sia stato proprio sbagliato l'approccio al match? O meglio, mi è parsa una partita snobbata dal Napoli quella di ieri.
In Italia manco la Juve può cambiare eccessivamente formazione, ma noi abbiamo la presunzione di poter pensare che far turnover significhi sostituire 11/11 di formazione.
Ho ritenuto sempre le seconde linee all'altezza (tranne Giak, che avrei ceduto volentieri), soprattutto per competizioni minori (Coppa Italia e Europa League) e, relativamente a Ounas, l'unico dubbio che ho palesato in estate e che mi ha indotta a fare forse una battuta infelice ("Devo portare in palestra con me Ounas") è stato quello relativo infatti alla sua struttura fisica. Ero però fiduciosa, perché secondo me con un lavoro specifico in palestra avrebbe potuto mettere su massa. Bentancur ha messo 5 kg in un mese e mezzo dall'arrivo in Italia: forse l'uruguaiano avrà dalla propria parte la genetica, ma dubito che Ounas - vista l'assenza di cambiamenti - abbia lavorato specificatamente in palestra. Dico questo perché la sua struttura fisica è un problema, non soltanto se vorrà giocare nel Napoli, ma in generale lo sarà per la Serie A.
Non può essere sufficiente una partita per bocciare ragazzi come Diawara e Rog che, fino a qualche settimana fa, ritenevamo TUTTI all'altezza dei titolari: li ho sognati io grandi complimenti a questi due giocatori? Un po' di equilibrio ogni tanto?
La verità è che abbiamo affrontato una squadra tremenda per quelle che sono le nostre caratteristiche, compagine contro la quale lo scorso anno ABBIAMO PERSO CON I TITOLARI entrambi gli scontri diretti. Sarri è molto più onesto di tanti che lo idolatrano: con estrema sincerità e fermezza ieri ha smentito tutti, dicendo che con i titolari altre volte non abbiamo certo creato di più.
Lo stesso Sarri ha rilevato un problema di natura mentale ed ha espresso un concetto che io ho provato, con fatica, a condividere sin dal primo anno (era una mia sensazione): questa squadra palesa delle difficoltà nelle partite secche, ma riesce a giocarsela più in un doppio confronto o nel lungo periodo. Sono anni che affermo questo: finalmente è Sarri a riconoscerlo.
Maurizio è un maestro e come tutti i maestri lavora su dei concetti specifici di tattica (anche di tecnica!) individuale e collettiva ben chiari e i frutti si vedono, nel lungo periodo: quando un allenatore che trasmette informazioni ne sa davvero, poi riesce a far assorbire in toto quei concetti nella mente e nel corpo dei calciatori, i quali li fanno propri e li mettono in pratica sempre. Questo non accadeva ad esempio con Benitez: lo spagnolo, a mio avviso, non riusciva a trasferire concetti calcistici duraturi nel tempo; ciò che si vedeva in campo, a mio avviso, era più il frutto di un lavoro estemporaneo. Non è un caso che lo spagnolo è sempre stato efficace nelle finali, ma in campionato ha praticamente fatto piangere ovunque (rafaeliti non me ne vogliate!).
La squadra esprime il carattere e le peculiarità del proprio allenatore: sempre. Se questa squadra non riesce a spuntarla nelle partite secche, probabilmente il proprio allenatore non è in grado di lavorare sulla mente dei ragazzi prima che scendano in campo in match che sono da dentro o fuori: è evidente.
Non è questa la partita nella quale avrebbe inciso la "debolezza" delle seconde linee: ve lo dice l'allenatore e ve lo dicono i valori di mercato delle squadre scese in campo; trovate altre ragioni per attaccare la società e, sono certa, saprete trovarne in abbondanza.
La squadra e l'allenatore in primis vogliono concentrarsi sul campionato, chest è. Sarri, l'ho scritto proprio ieri (e non solo!), ritrova serenità quando esce da tutte le competizioni: torna in sé, con le scelte di campo e dinanzi ad un microfono.
Io ho preso consapevolezza di tutto questo da molto tempo, quando lo farete voi?
La cosa migliore ora è che Sarri sia sereno e se questo vuol dire uscire da tutte le competizioni, lo accetto, lo accetto per il bene del Napoli: giocare su più fronti significa esporre Sarri a delle difficoltà (non è mai stato in grado in tre anni di gestire più competizioni).
Non mi parlate di rosa non all'altezza per più competizioni: l'Atalanta è in corsa su tutti e tre gli obiettivi (per quelli che, chiaramente, sono i suoi obiettivi).
Ora testa al campionato e auguriamoci di poter gioire tutti insieme a maggio. Ora e sempre, forza Napoli!



