"CIAO NINA!": UN CORTO PER RACCONTARE IL FEMMINICIDIO

letto 2416 volte
22855600-10212749860493916-136437603-n.jpg

Si chiama Nina ma potrebbe chiamarsi Maria, Rebecca, Antonia ma anche Caroline, Alyssa, Amina, Jameela, Aisha ecc…È la protagonista di un interessante corto che racconta il femminicidio. Diciannove minuti di pura drammaticità e profondità per un tema troppo presente nella realtà odierna, e che quasi ogni giorno occupa spazio nelle notizie di cronaca. Solo diciannove minuti per provare a comprendere dove abita la violenza, mostrarla e consegnare al pubblico gli strumenti per combatterla: denunciare, non trascurare nessuna situazione, combattere per la libertà. La libertà di essere donna, di scegliere, di vivere dignitosamente. Un messaggio affidato ad uno dei volti più noti e amati delle soap: l’attrice americana Katherine Kelly Lang (Brooke di Beautiful).

Il cortometraggio, scritto e interpretato nel ruolo principale da Maria Guerriero, racconta di Nina, una ragazza come tante altre, coinvolta in un amore che la porterà alla morte. Importante il contributo del regista Adelmo Togliani e di un cast di tutto rispetto che hanno abbracciato nell’immediato il progetto di un cortometraggio incentrato sul femminicidio.

Oltre a Katherine Kelly Lang nei panni di mamma Elisa, anche l’attore Alex Belli che interpreta Marco, il fidanzato violento che non accetta la separazione da Nina e l’attore Massimiliano Buzzanca nel ruolo del conduttore televisivo che racconta il triste epilogo. A dare il proprio sostegno al progetto sono anche i produttori della Maxa Film, della Far Srl e la partecipazione della Young Fashion Agency, i quali, attraverso il grande schermo cinematografico, hanno dato un volto alla sofferenza di tutte quelle donne che in silenzio custodiscono questo triste dramma.

Trama:

Nina, una vita normale fatta di alti e di bassi, con i suoi affetti e la sua famiglia, con un destino che nessuna donna dovrebbe mai dover affrontare. Una storia di ordinaria follia, un alternarsi di dolcezza e momenti di puro terrore che inizia con la separazione mai accettata di una coppia e che si concluderà con un finale già visto. Marco, l’ex che non accetta la fine della relazione, da una parte il cuore che vorrebbe tornare con lei, mentre dall’altra una mente contorta che sa che ciò non potrà mai accadere e premedita il peggio. Una sera si presenta infatti da lei con in una mano una rosa, nell’altra un sonnifero. Da qui dopo insistenti tentativi di tornare insieme, l’estremo gesto del sequestro e l’inizio dell’inferno di Nina. Ci si trova davanti a scene crude che mostrano la realtà della violenza, dello stupro in modo diretto senza troppi giri di parole, ma in particolare ci si trova faccia a faccia con la vittima. Gli occhi dello spettatore sono la piccola videocamera che la ragazza trova nella sua borsa durante i giorni di prigionia. La stessa che un momento prima riprende una serena quotidianità tra sorrisi e affetto con la madre e ora invece descrive una fine già scritta. È la ragazza, la vittima, a raccontare la sua fine, come un testamento che ci lascia intestatari di un bene assoluto, la libertà di vivere.

 

Presto anche on line,  il corto si spera possa lasciare nelle coscienze di tutti un segno su un tema che non può e non deve essere messo in ombra in nessuna stagione.