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BARONISSI (SA), SPETTACOLO MUSICALE "IPAZIA E LO SPECCHIO IN FRANTUMI". IL RACCONTO ATTRAVERSO PAROLE, VIDEO PROIEZIONI, DANZA E RECITAZIONE DELLA RINASCITA DI UNA SPERANZA
. …La ricerca di se stessi nel primordiale respiro, l’amore in primis verso sé e poi verso gli altri, la consapevolezza di ciò che si è e di ciò che si può diventare… e ancora domande, che non necessariamente attendono risposte, ma diventano nuovi punti di partenza….. La prima all’anfiteatro Pino Daniele in sinergia con il Baronissi Blues Festival - Mercoledì 19 luglio ore 21 Anfiteatro Pino Daniele di Baronissi (Sa) - Ingresso Gratuito.Debutta all’anfiteatro “Pino Daniele”, mercoledì 19 luglio alle ore 21 (ingresso gratuito), “Ipazia e lo specchio in frantumi”, lo spettacolo musicale nato da un’idea di Linda Andresano e Stefania Fuschini, con la regia di Aniello Nigro e le musiche di Daniela Somma e Federica Ferro.
Un flusso attraverso le arti, promosso dall’associazione culturale “Ormanomade”, che si proietta alla prima con il supporto della’Associazione culturale “Tutti Suonati”, come diramazione e ampliamento della programmazione delBaronissi Blues Festival, che si apre a nuove contaminazioni ed incursioni artistiche.
“Ipazia e lo specchio in frantumi” immagina di raccontare attraverso parole, videoproiezioni, danza e recitazione la rinascita di una speranza.
C’è un tempo oltre il quale la vita di una donna non attende più. C’è un attimo in cui la voce interiore inizia a diventare presente, irrompe e chiama. Da nenia di sofferenza si trasforma in grido di rabbia e da rabbia in canto di speranza.
Ecco che Ipazia si risveglia dal suo sonno doloroso e inizia a camminare verso la vita, esplorando i suoi sentimenti più profondi senza paura, con il coraggio di vivere fino in fondo la sua storia.
La trama fa rivivere i passi della favola di Lewis Carroll “Alice nel paese delle meraviglie”, ma al contrario. È una Alice adulta, ormai in crisi e completamente assuefatta dalle maschere dei ruoli che le sono stati imposti dalla sua vita, che scelto per lei. Mentre Alice di Lewis Carroll è ingenua, Ipazia è una donna già strutturata, consapevole, con un’identità che vuole destrutturarsi e diventare libera dai condizionamenti. È una Alice intimistica che si intravede sullo sfondo della storia: Ipazia ha quasi 40 anni e si spoglia delle pesanti vesti del ruolo si “spersonifica’ per diventare la “Vera Ipazia”, quella leggera, creativa che vive dentro e fuori di sé e lo fa attraverso la bellezza delle cose. E all’orizzonte il sogno, da cui nasce nuova speranza.
Una storia che comincia sulle note di brani inediti, rivisitati o riarrangiati. La voce dentro irrompe e distrugge lo specchio che ritrae questa maschera. Comincia il viaggio, fatto di movimenti danzati, parole, monologhi, canzoni. Ipazia si rivela nel canto attraverso i brani scritti da Linda Andresano, Daniela Somma e Federica Ferro.
I personaggi/attori Antonella Iannone, Giuliano Cipresso, Patrizia Capacchione e Rosario D'Onofrio dialogano lasciando scorrere e rivelare la trama del percorso di Ipazia, attraverso l’arte drammaturgica di Aniello Nigro. Le scenografie video, curate da Rosanna Rago, accompagnano e scioccano lo spettatore. I ballerini, sulle coreografie di Stefania Fuschini, interpretano attraverso la corporeità, i sentimenti nascosti.
Uno spettacolo che vuole sensibilizzare lo spettatore ad ascoltarsi e ad avere il coraggio di osare.



