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<title>titolo pagina</title>
<link>url sito web</link>
<description>nome sito</description>
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<title>INAUGURAZIONE MOSTRA &quot;BALNEA DACIAE. LE TERME ROMANE DELLA DACIA&quot; - LUNEDI' 6 LUGLIO 2026,</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30828.xhtml</link>
<description>Nell'ambito dell'Anno Culturale Romania-Italia 2026, l'Ambasciatrice di Romania in Italia, S.E. Gabriela Danc&#259;u, e il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Dott. Gabriel Zuchtriegel, sono lieti di invitarvi all'inaugurazione della mostra &ldquo;Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia&rdquo;. 
 
Interverranno:
- il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel;
- l'Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Danc&#259;u;
- il Direttore del MNIR, Cornel Ilie;- il curatore della mostra, Ovidiu &#538;entea, seguito da una visita guidata della mostra.
 
Per adesioni: pompei.ufficiostampa@cultura.gov.it</description>
<author>UF.ST.P.A. POMPEI</author>
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<title>APERTURE SERALI AL PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI DA FINE GIUGNO E PER TUTTO IL MESE DI LUGLIO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30806.xhtml</link>
<description>Da fine giugno e per tutto luglio - nei giorni 25, 27, 28 giugno e 2, 4, 6, 10, 11, 13, 16, 17, 18, 22, 24, 25, 26, 27 luglio - sar&agrave; possibile visitare anche di sera una parte della antica citt&agrave; di Pompei, nell'area dell'Anfiteatro e della Palestra Grande. Un'occasione per scoprire Pompei dopo il tramonto, tra approfondimento storico, percorsi archeologici e degustazione delle eccellenze enogastronomiche locali.
 
I visitatori potranno accedere alla mostra permanente allestita nei portici della Palestra Grande dedicata alla storia dell'eruzione del 79 d.C., ai calchi delle vittime e ai reperti organici. Ma anche intrattenersi nel giardino della Palestra per un aperitivo con prodotti del territorio, a cura di Chora, nonch&eacute; partecipare a visite presso l'antico Vigneto della Casa del Triclinio all'aperto e degustare il vino delle cantine Feudi, partner del Parco per la gestione e valorizzazione dei vigneti antichi del sito archeologico.
 
La mostra potr&agrave; essere visitata autonomamente, acquistando un biglietto d'ingresso al Parco Archeologico del costo di 5 euro (online tramite Vivaticket oppure presso la biglietteria di Piazza Anfiteatro). Riduzioni e gratuit&agrave; come da normativa vigente. Orario visite: dalle ore 21:00 alle ore 23:30 (ultimo ingresso alle ore 23:00).
 
Per chi invece desidera approfondire i contenuti della mostra, sono disponibili visite a pagamento, curate dagli archeologi e dagli storici dell'antichit&agrave; de &ldquo;Le Nuvole&rdquo;. (Alle ore 21:30 - Durata circa 45 minuti, per gruppi di 25 partecipanti). Costo 8 euro a persona, oltre al costo di ingresso al sito. Prenotazione sul sito del Pompeii Children's Museum.
 
Le aperture serali offrono anche l'occasione di conoscere e degustare le eccellenze del territorio. Oltre all'aperitivo nella Palestra Grande, presso il Vigneto della Casa del Triclinio all'aperto sono organizzate visite e degustazioni che mettono a confronto le antiche tecniche di coltivazione dell'uva e di produzione del vino con le metodologie contemporanee, a cura di Tenute Capaldo &ndash; Feudi di San Gregorio. Per informazioni e prenotazioni &egrave; possibile scrivere a progettopompei@feudi.it.
 
Completa l'offerta la possibilit&agrave; di cenare o consumare un aperitivo sulla terrazza panoramica del ristorante della Casina dell'Aquila, previa prenotazione all'indirizzo info@chorapompei.com.
 
Le aperture serali si svolgono nelle stesse date in cui sono programmati i concerti all'Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei, nell'ambito della rassegna BOP &ndash; Beats of Pompeii. I visitatori in possesso del biglietto per i concerti possono visitare gratuitamente la mostra nella Palestra Grande, prima dell'inizio degli spettacoli o richiedere una visita (ore 20:00, al costo di 8 euro a persona) su prenotazione sul sito del Pompeii Children's Museum.
 

web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiiparcoarcheologico/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
Instagram: https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc
TikTok:https://www.tiktok.com/@parcoarcheologicopompei
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<author>UF.ST.P.A. POMPEI</author>
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<title>POMPEI LANCIA LA REALTA' AUMENTATA. LA CASA DEL CITARISTA APRE E DIVENTA PALESTRA PER L'ARCHEOLOGIA </title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30793.xhtml</link>
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Pompei lancia la realt&agrave; aumentata. Grazie ad una app, Portyl, diventa ora possibile esplorare la citt&agrave; cos&igrave; come era nel 79 d.C., vivendo un'esperienza che unisce rigore scientifico, innovazione tecnologica e fruizione immersiva.
 
La Casa del Citarista, una tra le pi&ugrave; grandi case di Pompei e la prima a essere interessata da questo progetto digitale, apre al pubblico il 24 giugno 2026 e diventa una vera e propria palestra per l'archeologia del futuro: un luogo in cui ricerca, ricostruzione e narrazione si fondono per restituire vita a uno spazio antico.
 
All'interno della casa, celebre per la statua dell'Apollo Citarista &ndash;da cui il nome della dimora &ndash; i visitatori possono osservare ambienti, arredi e scene di vita quotidiana ricostruiti digitalmente. Ma l'esperienza non si limita a questo edificio: anche luoghi simbolo come il Foro, l'Anfiteatro, il Teatro Grande e l'Odeion (Teatro Piccolo) diventano visibili in realt&agrave; aumentata, offrendo un viaggio immersivo nel cuore della citt&agrave; antica.
Portyl, una App per ricostruire la casa e vivere i luoghi

L'app Portyl consente ai visitatori di vivere i siti storici cos&igrave; come apparivano nel periodo di massimo splendore, utilizzando un iPhone, uno smartphone Android o un tablet. Attraverso ricostruzioni digitali dettagliate e storicamente accurate, i visitatori possono esplorare liberamente ogni luogo, osservando non solo l'architettura, ma anche le persone, gli animali e gli eventi che un tempo davano vita a questi spazi.
 
Gli utenti possono assistere a momenti della vita di Pompei come i combattimenti dei gladiatori nell'Anfiteatro, gli spettacoli nel Teatro Grande e nell'Odeon, e l'eruzione del Vesuvio. Presso la Casa del Citarista, i visitatori possono immergersi nella vita quotidiana all'interno della domus e dell'ambiente circostante.

La tecnologia su cui si basa l'app Portyl, realizzata da Histoury Inc., utilizza le pi&ugrave; recenti innovazioni nei campi del LiDAR, della fotogrammetria e dell'intelligenza artificiale generativa. Ogni sito all'interno di Pompei &egrave; stato meticolosamente scansionato, studiato approfonditamente e ricreato con cura dal team di artisti della Histoury Inc.
Il visitatore pu&ograve; scaricare gratuitamente l'app Portyl attraverso QR Code &ndash; posizionati presso le tre entrate del Parco, oppure nelle aree incluse nell'esperienza &ndash; che indirizzano all'App Store o al Play Store.

Portyl sar&agrave; gratuita per tutti i visitatori fino al 15 luglio 2026. Successivamente, all'interno dell'app saranno disponibili tre contenuti gratuiti: la Basilica (nei pressi del Foro), Quadriportico ed esterno dell'Anfiteatro. Tutti gli altri contenuti immersivi saranno disponibili a pagamento, al costo di 15,00 euro. I siti inclusi nell'esperienza completa sono: il Foro, la Domus del Citarista, il Teatro Grande, l'Odeon e l'Anfiteatro.
 
Inoltre, presso la biglietteria, il bookshop e gli infopoint gestiti da Opera Laboratori Fiorentini sar&agrave; possibile noleggiare al costo di 20,00 euro un tablet che include l'app Portyl con tutti i contenuti interamente sbloccati, consentendo anche ai visitatori sprovvisti di un dispositivo compatibile di accedere all'esperienza immersiva.
 
Portyl utilizza un sistema di geofencing basato sul segnale GPS per riconoscere la presenza fisica del visitatore all'interno delle aree abilitate. Questa tecnologia consente un allineamento estremamente preciso tra gli ambienti ricostruiti e la sua posizione reale, permettendo un utilizzo senza interruzioni. In pochi secondi, il visitatore viene posizionato virtualmente nel punto in cui si trova fisicamente, potendo osservare l'ambientazione storica ricostruita e riportata in vita.
 
Per favorire una fruizione pi&ugrave; ampia, anche al di l&agrave; della presenza fisica sul posto, l'app sar&agrave; utilizzabile anche in modalit&agrave; remota al di fuori di Pompei.
 
Non si tratta solo di un progetto digitale, ma di un nuovo modo di intendere l'archeologia. &laquo;L'introduzione dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali segna un passaggio cruciale. Questi strumenti sono destinati a rivoluzionare la tutela, la ricerca e la fruizione del patrimonio culturale. Tuttavia, questa rivoluzione non &egrave; neutrale - spiega il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - il suo esito dipende dall'uso che ne faremo. L'IA rappresenta una straordinaria opportunit&agrave; se orientata alla democratizzazione della conoscenza, rendendo accessibili a tutti contenuti complessi e spesso difficili da comprendere. Pu&ograve; ampliare il pubblico, coinvolgere nuove generazioni e abbattere barriere culturali e fisiche. Allo stesso tempo, esiste un rischio: che la tecnologia si chiuda in un circuito autoreferenziale, arrivando a produrre contenuti per s&eacute; stessa, senza un reale legame con la ricerca scientifica e con il patrimonio autentico. &Egrave; proprio qui che entra in gioco il ruolo dell'archeologia. Gli archeologi non devono diventare spettatori passivi di macchine che elaborano dati e ricostruzioni, ma registi consapevoli della trasmissione del patrimonio. La sfida &egrave; guidare queste tecnologie, assicurando che ogni ricostruzione digitale sia fondata su basi solide, verificabili e condivise mantenendo un equilibrio tra spettacolarizzazione e rigore scientifico&raquo;.
 
Inclusione e creativit&agrave; nella Casa del Citarista
Inoltre, con l'apertura della Casa del Citarista, Parvula Domus &ndash; la fattoria culturale e sociale del Parco, gestita dalla cooperativa &ldquo;Il Tulipano&rdquo; &ndash; prosegue il proprio impegno per favorire inclusione e creativit&agrave; all'interno del sito archeologico di Pompei. I ragazzi di Parvula Domus, ogni mercoled&igrave; a partire dal 1&deg; luglio, accoglieranno il pubblico in un appuntamento dedicato alla visita degli ambienti e ai laboratori correlati ai temi che connotano la casa.
 
Il &ldquo;mistero&rdquo; della statua dell'Apollo Citarista e nuove ipotesi sulla storia della casa del Citarista
Il progetto di realt&agrave; aumentata &egrave; basato su una ricerca multidisciplinare sulla casa del Citarista, che &egrave; stata scavata a partire dal 1853 ed &egrave; oggi difficilmente comprensibile, dal momento che molti affreschi e reperti furono portati al Museo di Napoli, come era usuale a quei tempi.
 
I risultati delle ricerche coordinate dal direttore Zuchtriegel sono confluite in un nuovo modello digitale della casa, elaborato insieme a un gruppo di ricerca guidato da Francesco Colace, Dipartimento di Ingegneria industriale dell'Universit&agrave; di Salerno, e a Luisa Ferro della facolt&agrave; di architettura del Politecnico di Milano. Il modello &egrave; stato costruito con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale (IA) e ha fornito una base scientifica per l'app che viene messa a disposizione del pubblico. Inoltre, &egrave; stato pubblicato un libro dal titolo L'Apollo di Pompei: ricostruzione di un capolavoro classico, a cura del direttore e con un'appendice dei collaboratori Anna Civale e Alessandro Russo, stampato da Giunti e Sillabe quali concessionari del servizio editoriale di Pompei.
 
Il libro sostiene che la statua dell'Apollo Citarista, ovvero dell'Apollo suonatore di cetra (in realt&agrave; pi&ugrave; verosimilmente di una lira), che a lungo &egrave; stata ritenuta un'invenzione classicistica di epoca imperiale, in realt&agrave; &egrave; una copia fedele di un originale greco di V secolo a.C., di cui si conservano altre copie, in tutto una decina. Tra esse, la statua di Pompei &egrave; l'unica in bronzo, mentre le altre sono realizzate in marmo. Attraverso la &ldquo;critica delle copie&rdquo;, il metodo sviluppato dall'archeologia ottocentesca per la ricostruzione degli originali greci tramite le copie romane, e l'analisi accurata del contesto della casa, gli autori cercano di mostrare come la domus pompeiana sia una grandiosa rievocazione della casa di Augusto sul Palatino, al cui centro sorgeva il tempio di Apollo, divinit&agrave; a cui l'imperatore era molto legato. Considerando, inoltre, che Augusto aveva posseduto una statua di Apollo realizzata da Mirone, scultore ateniese di V secolo a.C., prende forma l'ipotesi che l'Apollo Citarista di Pompei discenda da un celebre archetipo classico.
 
La casa, in questi anni, &egrave; anche oggetto di ricerche stratigrafiche e di archivio, a cura di Annette Haug e Asja M&uuml;ller dell'universit&agrave; di Kiel (Germania), che mirano a chiarire meglio la complessa storia edilizia dell'edificio, che nasce dall'unificazione di pi&ugrave; unit&agrave; abitative originariamente separate.

Gli interventi di restauro e di ricostruzione storica dei giardini
 
La Casa del Citarista ha due ingressi distinti, situati rispettivamente su via dell'Abbondanza e su via Stabiana. L'abitazione occupa gran parte dell'isolato in cui sorge, poich&eacute; nacque nel I secolo a.C. dalla fusione di due dimore preesistenti. Questo accorpamento, che richiese importanti interventi
 
di ristrutturazione e decorazione, ha dato vita a un complesso di ben 2.700 mq, caratterizzato da due atri e tre peristili.
La casa &egrave; stata oggetto di interventi strutturali, di miglioramento dell'accessibilit&agrave; e di restauro conservativo a cura del Team Ales Manutenzione Programmata e dei restauratori di Ales S.p.A. Nella quasi totalit&agrave; degli ambienti si &egrave; proceduto alla pulitura e consolidamento delle murature. Particolare cura &egrave; stata dedicata ai peristili, le cui colonne sono state consolidate. Sul fronte dell'accessibilit&agrave; e della fruizione, il percorso di visita &egrave; stato integrato per superare i dislivelli della domus e abbattere le barriere architettoniche, secondo gli standard del percorso facilitato &ldquo;Pompei per tutti&rdquo;. Infine, gli interventi conservativi hanno interessato superfici e manufatti.
 
Un meticoloso lavoro di restauro ha interessato anche le celebri sculture bronzee dell'antica fonderia Chiurazzi, nello specifico la statua dell'Apollo Citarista, la figura del serpente e il gruppo con cani e cinghiale, che sono copie degli originali oggi conservati presso il Museo archeologico di Napoli.  Le copie sono state accuratamente ripulite dai materiali estranei, salvaguardando le loro patine nobili di cuprite e malachite, preservando cos&igrave; un tassello fondamentale della storia e della vita quotidiana di Pompei.
 
Il restauro del giardino della Casa del Citarista si &egrave; basato sull'analisi delle tracce archeologiche e sull'impiego della vegetazione come elemento strutturale dello spazio. Il progetto valorizza la visione d'insieme degli ambienti, utilizzando per la ricostruzione botanica il Laurus nobilis (alloro), pianta sacra ad Apollo.
 
VIDEO GREZZI : https://drive.google.com/drive/folders/1Y-GD-cTG1k6ipvHBPJBmBe8o8abf7-_O
FOTO: https://we.tl/t-7vp6VSDKHRuRWPsz
 
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<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
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<title>POMPEI, LA BELLEZZA SI PREMIA: IL 25 GIUGNO TORNA &quot;LA GRANDE POMPEI&quot;</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30785.xhtml</link>
<description>La bellezza, in tutte le sue sfaccettature. Torna per il secondo anno &ldquo;La Grande Pompei &ndash; La bellezza nelle sue molteplici sfaccettature&rdquo;, il concorso di Scrittura Creativa, Arti Figurative e Fotografia indetto dall'Associazione culturale Sensi Linguaggi Creativi.
La cerimonia di premiazione si terr&agrave; il 25 giugno alle ore 19.00 nell'aula consiliare, Palazzo de Fusco, sede del Comune, di fronte al Santuario di Pompei. L'evento &egrave; organizzato sotto la presidenza di Giuseppe Scagliarini, Presidente dell'Associazione Sensi Linguaggi Creativi, mentre la direzione creativa &egrave; affidata alla Prof.ssa Maria Tedeschi, autrice e docente, anima del progetto.
&ldquo;Dopo il successo della prima edizione &ndash; spiega Scagliarini &ndash; abbiamo voluto ampliare lo sguardo. Il titolo non &egrave; casuale: la bellezza non &egrave; solo un tramonto o un volto. &Egrave; un gesto gentile, una parola giusta, un'opera d'arte che nasce dalla fatica e creativit&agrave;. Questo concorso &egrave; un modo per dirlo ad alta voce&rdquo;.
A impreziosire la serata una performance musicale a cura della soprano Mariaangela Iozzino e del tenore Luca Venditto. La giuria, di alto profilo culturale, ha valutato oltre 200 elaborati pervenuti entro il 28 aprile. Ne fanno parte:
Sezione Racconti: Maria Tedeschi, Docente e Autrice; Giulia De Felice, Autrice &ndash; Madrid; Maria Angela Iozzino, Docente, Autrice e Soprano lirico.
Sezione Poesia:  Stefania Spisto, Presidente Casa Editrice Il Quaderno; Salvatore Annunziata, Poeta.
Sezione Arti Figurative: Stefania Sabatino, Docente e Artista; Aldo Bisogno, Architetto e Docente; Mariacarla Panariello, Architetto e Autrice.
Sezione Fotografia: Gennaro Piscopo, Fotografo Professionista &ndash; Studio Kromatica.
I vincitori:
Racconti Brevi: 1&deg;) 230 gradi di Giulia Stellato; 2&deg;) La promessa mantenuta di Maria Giglio; 3&deg;) La bellezza che resta di Carlo de Felice &ndash; Liceo Severi di Castellammare.
Poesia: 1&deg;) Meditazione di Lucia Ferrigno; 2&deg;) La Forma dello Splendore di Maria Luisa Fortuna Lungangeli; 3&deg;) Inappresa verit&agrave; di Francesco Pio Comentale &ndash; Liceo Pascal.
Fotografia: 1&deg;) &ldquo;The beauty of the Poem&rdquo; &ndash; &lsquo;Ho sceso dandoti il braccio' di Giovanna Zamboli &ndash; Liceo Pascal; 2&deg;) La bellezza dell'innocenza di Ersilia Torello; 3&deg;) Come candide ali di Maria Rosaria Rocco.
Arti Figurative: 1&deg;) La bellezza nella completezza di Roberta Fattoruso &ndash; Liceo Caccioppoli; 2&deg;) L'inganno del riflesso di Giulia Carmela Savarese &ndash; Liceo Pascal; 3&deg;) Bellezza velata di Cristina Mazzucca &ndash; Liceo Pascal.
Numerose anche le menzioni di merito e speciali assegnate dalla giuria, a testimonianza del livello qualitativo raggiunto. Oltre agli studenti, riconoscimenti alle eccellenze del territorio
Durante la serata saranno consegnati attestati di merito a personalit&agrave; che si distinguono per l'impegno culturale e sociale in Campania: Il neo sindaco eletto dottor Giuseppe Tortora, Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Pompei; il Prof. Giuseppe Reale, Direttore del Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova; il Dott. Vincenzo Cirillo, Consigliere della Citt&agrave; Metropolitana di Napoli con delega ad Agricoltura e Promozione del Territorio; l'On. Ciro Buonajuto, Avvocato e Consigliere regionale, gi&agrave; Sindaco di Ercolano e Vicepresidente nazionale ANCI; Giovanni Della Porta, Giovane imprenditore e avvocato; Antonio Di Giovanni, Giornalista con notevole curriculum, conduttore RadioTv e Direttore Artistico della Fiera dei Libri di Atrani.</description>
<author>PRISCO CUTINO</author>
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<title>ROSCIGNO VECCHIA, LA &quot;POMPEI DEL XX SECOLO&quot;: UN MODELLO DI FUTURO TRA LA CONVENZIONE DI FA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30752.xhtml</link>
<description>Marted&igrave; 16 giugno 2026, il borgo di Roscigno Vecchia (SA) ospiter&agrave; un importante incontro operativo promosso dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio (ABAP) di Salerno e Avellino, dal Comune di Roscigno (SA) e dalla Pro Loco Roscigno Vecchia, con il coinvolgimento di una fitta rete di attori istituzionali, economici e sociali.
 
L'obiettivo della giornata &egrave; il confronto sulla futura pianificazione strategica di iniziative mirate al rilancio culturale, sociale e territoriale del sito.
 
Definita suggestivamente da Mario A. De Cunzo, primo Soprintendente ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Salerno e Avellino, come la &ldquo;Pompei del XX secolo&rdquo;, Roscigno Vecchia, ubicata nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, &egrave; un paese fantasma ma prezioso e silenzioso custode di eccezionali testimonianze storiche e culturali del territorio. Il borgo fu interessato, a partire dai primi anni del secolo scorso, da un graduale spopolamento a causa della franabilit&agrave; del luogo che indusse, nel tempo, i suoi abitanti a spostarsi completamente in un nuovo nucleo abitativo.
 
Il progetto di rilancio si inserisce attivamente nelle attivit&agrave; ispirate al Piano Olivetti per la Cultura, promuovendo un percorso di rigenerazione culturale delle comunit&agrave; basato sull'armonia tra sviluppo economico, progresso sociale e identit&agrave; locale. L'intero programma si sviluppa, inoltre, nel segno e in armonia con i principi della Convenzione di Faro.
 
L'iniziativa punta a rafforzare ulteriormente il ruolo del borgo di Roscigno Vecchia come museo diffuso a cielo aperto e come laboratorio permanente di sperimentazione culturale in cui possano operare, in un cammino condiviso di progettualit&agrave;, promozione e rilancio, non solo le istituzioni pubbliche e private, ma anche la comunit&agrave; tutta che dovr&agrave; essere sempre sensibilizzata al fine di riappropriarsi del proprio patrimonio culturale.
 
In quest'ottica di recupero delle testimonianze del passato, rientra anche l'attivit&agrave; di ricerca che da anni interessa il sito archeologico in loc. Monte Pruno nel Comune di Roscigno (SA), uno dei pi&ugrave; importanti contesti indigeni dell'entroterra campano, dove, proprio nei giorni scorsi, sono riprese le indagini di scavo archeologico, condotte dall'Universit&agrave; degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con la Soprintendenza, nell'ambito di una concessione di scavo rilasciata dal Ministero della Cultura.
 
A dare forza a queste iniziative di rilancio territoriale &egrave; anche il continuo sostegno della Fondazione Monte Pruno, da tempo al fianco dei progetti di valorizzazione culturale locale. L'intero percorso di tutela e valorizzazione intende promuovere un modello di gestione condiviso che metta al centro le comunit&agrave;, il loro legame con l'eredit&agrave; culturale e il diritto al patrimonio.</description>
<author>UF.ST.SABAP SA-AV</author>
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<title>ERCOLANO, VILLA SORA, LE SCOPERTE DELLÂ'ULTIMA CAMPAGNA DI SCAVO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30751.xhtml</link>
<description>Si &egrave; tenuta a Palazzo Vallelonga, Torre del Greco, la giornata di studi dedicata ai risultati delle indagini archeologiche condotte dal Parco Archeologico di Ercolano a Villa Sora nel corso della campagna 2025&ndash;2026. L'evento &mdash; promosso nell'ambito delle Giornate Europee dell'Archeologia 2026 &mdash; &egrave; stato organizzato in collaborazione con il Comune di Torre del Greco e la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, con il coordinamento scientifico di Domenico Camardo, Marina Caso e Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.
 
Villa Sora &mdash; complesso residenziale di et&agrave; tardorepubblicana e primo imperiale affacciato sul Golfo di Napoli, a Torre del Greco &mdash; &egrave; tra le pi&ugrave; sontuose ville d'otium di rango senatorio e imperiale sorte lungo la costa campana. Edificata intorno alla met&agrave; del I secolo a.C. e oggetto di successivi rifacimenti, si sviluppava lungo la linea di costa con un impianto scenografico articolato su terrazze digradanti verso il mare, per un'estensione stimata di circa 150 metri lungo il litorale. Le indagini 2025&ndash;2026 &mdash; avviate nel novembre 2025 &mdash; sono le prime indagini sistematiche condotte sul sito dopo oltre trent'anni, rese possibili da un finanziamento di 150.000 euro nell'ambito della Campagna nazionale di scavi archeologici promossa dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura (stanziamento complessivo 2025: 4,8 milioni di euro), con il supporto del Packard Humanities Institute (PHI) e il sostegno del Comune di Torre del Greco attraverso un progetto Art Bonus.


&laquo;Aprire cantieri e laboratori al pubblico, condividere le scoperte nel momento stesso in cui emergono: questo &egrave; il senso pi&ugrave; profondo delle Giornate Europee dell'Archeologia e dell'impegno del Parco a Villa Sora. Le indagini di questa campagna restituiscono dati straordinari sulla qualit&agrave; architettonica e decorativa della villa, confermandone il rango eccezionale nel panorama delle residenze di lusso del Golfo di Napoli.&raquo;
 
Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano


 
Il saggio di scavo: obiettivi e metodo

Le indagini hanno preso avvio dalla necessit&agrave; di messa in sicurezza del fronte nord-est del settore gi&agrave; scavato a cielo aperto tra gli anni '80 e '90, cogliendo al contempo l'opportunit&agrave; di ampliare le conoscenze sul complesso. L'intervento si &egrave; concentrato sull'ambiente 22 &mdash; di dimensioni contenute (circa 10 mq) ma di eccezionale qualit&agrave; decorativa &mdash; gi&agrave; parzialmente visibile attraverso un cunicolo. Le attivit&agrave; hanno contestualmente ampliato l'area visitabile con il prolungamento della tettoia e la nuova disposizione della passerella. La lettura stratigrafica ha consentito di ricostruire con chiarezza la sequenza degli eventi distruttivi del 79 d.C.: le colate piroclastiche investirono le strutture, provocando il collasso delle coperture, del soffitto e il successivo cedimento delle pareti.


Le scoperte


La decorazione pittorica
 
I numerosi frammenti di intonaco affrescato di pareti e soffitto attestano un programma decorativo di grande raffinatezza. Le analisi preliminari collocano la produzione in un linguaggio figurativo intorno al 50 d.C.: maestranze che esprimono una singolare innovazione creativa.
 
Le pareti su fondo nero, scandite da fasce in cinabro, presentano il motivo del candelabro metallico in oro animato da aironi: figure di straordinaria resa naturalistica inserite in uno schema decorativo di fine eleganza. Il soffitto a fondo chiaro era ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche, tra cui grifi inseriti in un ricco repertorio ornamentale.
Tra i ritrovamenti pi&ugrave; eccezionali, i frammenti del soffitto ricompongono la figura di un ittiocentauro alato: una raffigurazione di eccezionale unicit&agrave; iconografica, trattata non come ornamento accessorio ma come figura protagonista, ricca di chiaroscuri e lumeggiature, in una posa dinamica e plastica di significativo impatto scenico.

Il capitello, le cistae e la villa in cantiere
 
All'interno dell'ambiente erano presenti tre cistae plumbee finemente decorate, riconducibili alla medesima officina, insieme a elementi architettonici in marmo bianco di elevata qualit&agrave;: tra questi spicca il capitello corinzieggiante con motivo liriforme, rinvenuto in stato di conservazione sorprendente, eseguito interamente a scalpello e riconducibile al linguaggio figurativo di et&agrave; augustea. La qualit&agrave; della lavorazione e la presenza di ulteriori frammenti marmorei indicano con chiarezza uno stoccaggio intenzionale di elementi destinati a lavori edilizi in corso: la villa era in pieno cantiere al momento dell'eruzione del 79 d.C.


Prospettive e prossimi passi

 
I risultati della campagna 2025&ndash;2026 confermano il rango eccezionale di Villa Sora e aprono nuove prospettive di indagine. L'elaborazione dei dati &egrave; in corso, con particolare attenzione alla ricomposizione dei frammenti affrescati e all'interpretazione del programma decorativo del soffitto. Le prossime campagne punteranno all'ampliamento dello scavo e alla realizzazione di nuovi percorsi di fruizione.</description>
<author>UF.ST.P.A. ERCOLANO</author>
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<title>IL PREMIO DE SANCTIS ARRIVA AL SALERNO LETTERATURA FESTIVAL</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30745.xhtml</link>
<description>






 



Il Premio De Sanctis, realizzato con il sostegno dell'Accordo per la Coesione della Regione Campania, nell'ambito del Piano Strategico Cultura e Turismo 2026, approda a Salerno Letteratura Festival con un appuntamento dedicato al confronto sui grandi temi del presente.
Sabato 13 giugno alle ore 17.30, nella cornice di Palazzo Fruscione, il festival accoglier&agrave; Tonia Mastrobuoni, vincitrice del Premio Giornalismo con La Peste (Feltrinelli), e Roberto Battiston, vincitore del Premio Saggistica con Energia. Una storia di creazione e distruzione (Raffaello Cortina Editore). A dialogare con gli autori sar&agrave; la scrittrice Dacia Maraini e lo scrittore e giornalista Paolo Di Paolo, entrambi componenti della giuria del Premio De Sanctis,
L'incontro, inserito nella sezione &ldquo;Sguardi sul mondo attuale&rdquo;, rappresenta una delle attivit&agrave; che il Premio De Sanctis promuove sul territorio campano grazie alla collaborazione con la Regione Campania, con l'obiettivo di favorire la diffusione della cultura, del dibattito pubblico e della riflessione sui temi pi&ugrave; rilevanti della contemporaneit&agrave;: dall'analisi delle trasformazioni politiche e sociali dell'Europa contemporanea alle grandi questioni legate all'energia, alla sostenibilit&agrave; e al futuro delle societ&agrave; moderne. Attraverso opere diverse per linguaggio e prospettiva, i due autori offrono strumenti preziosi per comprendere la complessit&agrave; del presente.
Il Premio De Sanctis, promosso dalla Fondazione De Sanctis, &egrave; uno dei pi&ugrave; autorevoli riconoscimenti culturali italiani e dal 2009 valorizza opere e personalit&agrave; capaci di interpretare il proprio tempo attraverso la forza della scrittura e del pensiero critico. Nel corso degli anni ha premiato alcune delle voci pi&ugrave; significative della cultura nazionale e internazionale.
L'appuntamento di Salerno offrir&agrave; la possibilit&agrave; di incontrare da vicino due tra gli autori pi&ugrave; significativi dell'attuale panorama culturale italiano e di confrontarsi sui temi che stanno ridefinendo il nostro presente.







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<author>LICIA GARGIULO</author>
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<title>POMPEI SI PREPARA ALL'ESTATE DEI GRANDI NUMERI ED EVENTI: NUOVI PERCORSI PER GESTIRE I FLUSSI. REALI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30743.xhtml</link>
<description>Pompei si prepara a un'estate di grandi flussi ed eventi, tra concerti, teatro e aperture serali. Una stagione ricca di appuntamenti che vedr&agrave;, dal 18 giugno, l'inaugurazione della rassegna Pompeii Theatrum Mundi al Teatro Grande, con il primo spettacolo Le Baccanti, e l'avvio della stagione musicale all'Anfiteatro dal 24 giugno. Sar&agrave; inoltre possibile, per spettatori e visitatori serali, accedere in area Anfiteatro all'esposizione permanente sull'eruzione e i calchi presso la Palestra Grande degli scavi, conoscere gli antichi vigneti, degustare un aperitivo nell'area archeologica e passeggiare nel Foro triangolare nei pressi del teatro.
 
Si registra un forte incremento di pubblico anche durante il giorno, con medie giornaliere intorno ai 15 mila visitatori. Al fine di migliorare l'esperienza di visita e rendere pi&ugrave; agevoli gli spostamenti all'interno del sito, il Parco si sta attivando con una serie di misure e interventi di potenziamento dei servizi: dal rafforzamento dei tornelli di ingresso, aumentati per velocizzare l'accesso dei visitatori e snellire le file, alla riprogettazione della scala esterna antistante l'Antiquarium.
 
Proprio quest'ultimo intervento rappresenta uno dei punti chiave nella gestione dei flussi. La scala collega direttamente l'area del Foro Antico e del Tempio di Venere con Piazza Esedra, uno dei tre principali ingressi del sito, e si trova in un nodo particolarmente sensibile del percorso di visita. Negli ultimi anni, anche le guide turistiche hanno pi&ugrave; volte segnalato la complessit&agrave; dei movimenti in questo tratto, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza, in quanto i gruppi si concentrano in uno spazio ristretto e delicato.
 
Il nuovo sistema consente di raddoppiare la capacit&agrave; di deflusso, contribuendo a rendere i percorsi pi&ugrave; sicuri e meglio distribuiti, oltre a ridurre i punti di congestione, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza. L'intervento si inserisce nel pi&ugrave; ampio percorso di miglioramento dell'accessibilit&agrave; interna al Parco e punta a offrire una visita sempre pi&ugrave; agevole, sicura e coerente con la complessit&agrave; di uno dei siti archeologici pi&ugrave; visitati al mondo.
 
La struttura, inoltre, &egrave; stata progettata con particolare attenzione alla tutela delle preesistenze e del paesaggio archeologico. Con questo intervento, il Parco Archeologico di Pompei conferma il proprio impegno nella tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio, accompagnando l'aumento dei visitatori con soluzioni capaci di coniugare innovazione, sostenibilit&agrave; e rispetto delle preesistenze archeologiche.

Gruppo di lavoro
L'opera, parte del programma di valorizzazione e messa in sicurezza dell'Insula Meridionalis, ha visto impegnati: il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel; il R.U.P. Ing. Vincenzo Calvanese; il Direttore dei Lavori e Coordinatore della Progettazione Arch. Paolo Mighetto; il Progettista strutturale Ing. Federico Di Carlo; il Collaudatore statico Ing. Italo Tavolaro. Il gruppo di supporto alla Direzione Lavori composto da: Arch. Raffaele Martinelli, Ing. Pasquale Spiezia, Dr.ssa Teresa Argento, Dr.ssa Paola Sabbatucci, Dr. Antonino Russo, Dr. Giuseppe Scarpati, Arch. Irene Savinelli (Ales SpA), Arch. Anita Bianco (Ales SpA), Geom. Raimondo Marrazzo (Ales SpA), Dr.ssa Ilaria Cangiano, Dr.ssa Serena Guidone, Arch. Giuseppe Mastrangelo (LVNG), Dr. Valentino Limata (LVNG), Ing. Gaetano Cantisani (LVNG), e Prof. Ing. Massimo Mariani, consulente per la progettazione strutturale. Impresa esecutrice: RTI tra Minerva Costruzioni (mandante), Cooperativa Archeologia (mandataria) e De Marco S.r.l. (mandante).
 

web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiiparcoarcheologico/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
Instagram: https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc
TikTok:https://www.tiktok.com/@parcoarcheologicopompei
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<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
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<title>ESSERE DONNA NELL'ANTICA POMPEI: AD OSLO LA MOSTRA FOTOGRAFICA SULLA CONDIZIONE FEMMINILE NELL'ANTIC</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30742.xhtml</link>
<description>Il racconto della condizione dell'universo femminile nella Pompei di duemila anni fa arriva ad Oslo. La capitale norvegese ospita da ieri, 11 giugno 2026, nella sala polifunzionale dell'IIC &ndash; Istituto Italiano di Cultura, la mostra fotografica &ldquo;Essere donna nell'antica Pompei&rdquo;.
 
Il progetto espositivo, nato dalla collaborazione dell'Istituto culturale con il Parco Archeologico di Pompei, propone un nuovo capitolo &ndash; una versione per immagini &ndash; della pi&ugrave; ampia esposizione di reperti e testimonianze allestita nella Palestra Grande del Parco dall'aprile 2025 fino a gennaio scorso.
 
La mostra &egrave; stata inaugurata con la conferenza di Monica Salvadori e Monica Baggio, docenti di Archeologia classica presso l'Universit&agrave; di Padova, nonch&eacute; curatrici della mostra stessa insieme a Francesca Ghedini, che con il loro intervento hanno illustrato al folto pubblico norvegese gli obiettivi e la struttura della mostra, la ricerca che ne &egrave; alla base, unitamente ad un'ampia documentazione fotografica relativa ai reperti e alla preziosa documentazione attraverso cui &egrave; stato possibile ricostruire le storie dell'universo femminile pompeiano. Tra i partecipanti, anche l'Ambasciatore d'Italia Stefano Nicoletti, e i professori Knut &Oslash;deg&aring;rd e Jon Iddeng, due tra i massimi esperti di storia e archeologia romana in Norvegia.
 
Pompei si conferma, dunque, come osservatorio privilegiato per conoscere aspetti della vita quotidiana dei suoi abitanti. In particolare, con questo progetto si intende esplorare la condizione femminile nella societ&agrave; romana.
 
L'originale percorso allestito a Oslo presenta infatti le storie di cinque donne, i cui profili sono tratteggiati attraverso un'accurata selezione di immagini. La tessitrice Amaryllis, l'ostessa Asellina, l'imprenditrice Eumachia, la liberta Nevoleia Tyche e la schiava Eutychis si raccontano attraverso le foto di ritratti privati e funerari, affreschi, graffiti, iscrizioni ed oggetti d'uso quotidiano.
 
L'esposizione offre uno sguardo intimo sulle vicende di donne di diversa estrazione sociale, che indaga la vita privata, quella pubblica e lavorativa, offrendo interessanti spunti per riflettere sul loro ruolo, ancora poco noto e difficile da ricavare dalle &ldquo;pagine di silenzio&rdquo; che narrano la storia del mondo antico.
 
La mostra fotografica &ldquo;Essere donna nell'antica Pompei&rdquo; sar&agrave; visitabile fino al 4 settembre 2026 durante gli orari di apertura dell'Istituto Italiano di Cultura di Oslo. Tutti i materiali sono utilizzati su concessione del Ministero della Cultura &ndash; Parco Archeologico di Pompei. Le foto sono di Luigi Spina, Silvia Vacca e Amedeo Benestante. Ne &egrave; vietata la riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo.
 
&laquo;Questa mostra vuole offrire al pubblico norvegese la possibilit&agrave; di conoscere pi&ugrave; da vicino uno dei siti archeologici pi&ugrave; straordinari al mondo, favorendo una comprensione pi&ugrave; ricca e sfaccettata dell'antichit&agrave;. La prospettiva femminile consente di raccontare la storia non solo attraverso grandi eventi e figure di potere, ma anche attraverso le esperienze quotidiane di donne appartenenti a diversi ceti sociali&raquo; commenta la direttrice dell'IIC, Raffaella Giampaola, che aggiunge: &laquo;In un contesto contemporaneo caratterizzato da una crescente attenzione ai temi dell'inclusione e della valorizzazione del contributo femminile alla storia, questa mostra assume un significato particolarmente attuale. Essa promuove il dialogo interculturale, rafforza i legami tra Italia e Norvegia e invita i visitatori a riflettere sulle continuit&agrave; e sui cambiamenti nella condizione delle donne nel corso dei secoli, dimostrando come il patrimonio culturale possa essere uno strumento di conoscenza, confronto e crescita condivisa&raquo;.
 
&laquo;Con questa mostra &ndash; dichiara il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel &ndash; portiamo a Oslo una ricerca profonda sulle vite di coloro che nelle fonti ufficiali non hanno trovato un'adeguata rappresentazione: le donne. Parliamo di quel 50% o poco pi&ugrave; della popolazione antica appartenente al genere femminile, fondamentale per la societ&agrave; e la cultura dell'epoca a tutti i livelli, ma sistematicamente messo in secondo piano. Se lo scorso anno a Pompei abbiamo indagato questo tema attraverso i reperti fisici, oggi, con questo percorso fotografico, vogliamo restituire la parola a quelle esistenze, offrendo al pubblico internazionale una nuova prospettiva, intima e potente, sulla storia di Pompei&raquo;.
 
&laquo;Anche questo progetto espositivo &ndash; aggiunge il direttore &ndash; ci fa capire che l'ultima parola su cosa significava essere una donna nell'antica Pompei non &egrave; ancora stata pronunciata. In virt&ugrave; di questo, la nuova mostra fotografica di Oslo rappresenta un momento importante per quel processo continuo di revisione e riflessione: un invito a cercare, dietro l'immagine familiare e acclamata della citt&agrave; antica, un'altra Pompei. &Egrave; esattamente quel processo che si chiama &ldquo;ricerca&rdquo; e che sta alla base di ogni progetto culturale. Questa tappa internazionale dimostra che l'indagine non si &egrave; fermata nel 2025, ma continua a evolversi e a dialogare con il mondo&raquo;.</description>
<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
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<title>TRA I PRIMI DIECI D'EUROPA: L'IMPRESA DEI BAMBINI SALERNITANI ALLE OLIMPIADI DI LINGUA INGLESE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30719.xhtml</link>
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Raggiungere le prime posizioni in una competizione internazionale che coinvolge oltre 60 nazioni &egrave; un risultato che pochi studenti possono vantare. Ancora pi&ugrave; significativo quando a riuscirci sono bambini della quarta classe della scuola primaria, provenienti da un territorio dove l'esposizione quotidiana alla lingua inglese &egrave; limitata rispetto a quella dei coetanei madrelingua. &Egrave; il traguardo conquistato dagli alunni della scuola primaria Infanzia Serena di Salerno, protagonisti di un percorso straordinario nell'ambito della Hippo Olympiad, il prestigioso concorso scolastico che promuove l'eccellenza nella lingua inglese tra gli studenti di tutto il mondo.

Dopo aver superato con successo le fasi nazionali disputate a Caserta, i giovani studenti salernitani hanno conquistato l'accesso alle finali europee svoltesi a Venezia, classificandosi tra i primi dieci posti della competizione continentale.A distinguersi sono stati Brunella Battipaglia, Galatea Bozza ed Erik Cirkjau, che hanno ottenuto risultati di assoluto rilievo confrontandosi con bambini provenienti da Paesi in cui l'inglese viene utilizzato quotidianamente.Il medagliere finale parla da solo: due medaglie d'oro, conquistate da Brunella Battipaglia ed Erik Cirkjau, e una medaglia di bronzo, che confermano l'eccellenza del percorso formativo svolto dagli studenti.&laquo;Questi risultati hanno un valore enorme perch&eacute; i nostri bambini si sono confrontati con coetanei che vivono e respirano la lingua inglese ogni giorno&raquo;, dichiara Bianca D'Acunto, docente madrelingua inglese dell'istituto. &laquo;I nostri alunni, invece, hanno costruito le proprie competenze attraverso lo studio, l'impegno e la passione. Vederli arrivare tra i migliori d'Europa rappresenta una soddisfazione immensa per loro, per le famiglie e per tutta la scuola&raquo;.La docente sottolinea inoltre l'importanza del percorso affrontato dagli studenti: &laquo;Partecipare alla Hippo Olympiad significa mettersi alla prova in un contesto internazionale, oggettivo e altamente competitivo. I ragazzi hanno dimostrato non solo una preparazione linguistica eccellente, ma anche determinazione, concentrazione e capacit&agrave; di gestire l'emozione di una gara di livello europeo&raquo;.Per la scuola Infanzia Serena, il risultato rappresenta un motivo di orgoglio e una conferma della qualit&agrave; del lavoro educativo svolto quotidianamente. &laquo;Questi bambini hanno dimostrato che il talento, accompagnato da un percorso didattico serio e costante, pu&ograve; superare qualsiasi barriera geografica o culturale&raquo;, aggiunge D'Acunto. &laquo;Essere tra i primi dieci in Europa &egrave; un traguardo che rester&agrave; nella loro storia scolastica e che deve essere motivo di orgoglio per tutta la citt&agrave; di Salerno&raquo;.L'esperienza alla Hippo Olympiad si conclude cos&igrave; con un bilancio eccezionale: tre giovani talenti salernitani tra i migliori studenti europei di lingua inglese e un risultato che porta il nome di Salerno sul palcoscenico internazionale dell'istruzione.</description>
<author>COMUNICAZIONI GIORNALISTICHE</author>
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