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<title>DALLA SUGGESTIVA STRADINA DEI POETI DI BARLETTA AL PREMIO SENECA: I VERSI DI RINASCITA E LIBERTA' DE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30940.xhtml</link>
<description>Nelle sere dal 13 al 16 agosto, Barletta ha accolto la ventesima edizione de &ldquo;La Stradina dei Poeti&rdquo;, trasformando Vicolo Stretto in un suggestivo percorso dedicato alla poesia. I versi, esposti lungo la stradina come panni stesi al vento, hanno accompagnato i visitatori dall'ingresso del vicolo, creando un'atmosfera sospesa tra arte, cultura ed emozione. &ldquo;La Stradina dei Poeti&rdquo;, organizzata da CeSACooP ARTE, si conferma un appuntamento di rilievo nel panorama culturale barlettano, sostenuto con interesse dall'Amministrazione comunale.
Tra le protagoniste della manifestazione la poetessa Anna D'Auria che ha preso parte all'iniziativa portando la propria voce poetica e condividendo con il pubblico versi capaci di affrontare temi profondamente umani e sociali, con l'intento di sensibilizzare contro ogni forma di violenza, soprattutto quella perpetrata ai danni dei minori.
La partecipazione a &ldquo;La Stradina dei Poeti&rdquo; arriva in un momento particolarmente significativo per il percorso letterario di Anna D'Auria, che ha recentemente ricevuto il Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea &ldquo;Lucio Anneo Seneca&rdquo; &ndash; X Edizione per la sua silloge poetica &ldquo;Cristalli. L'Anima delle donne&rdquo;, con prefazione a cura di Cinzia Baldazzi.
Si tratta di un importante riconoscimento alla sua produzione poetica. La cerimonia di premiazione &egrave; in programma sabato 24 ottobre 2026, alle ore 15:30, presso il suggestivo Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari, alla presenza di autorit&agrave; istituzionali e personalit&agrave; del mondo della cultura, dell'informazione e dello spettacolo. &ldquo;Cristalli. L'Anima delle donne&rdquo;, gi&agrave; candidata al Premio Strega Poesia &ndash; II edizione, si presenta come una silloge profondamente legata alla dimensione femminile, alla natura, alla memoria e alla ricerca dell'identit&agrave;. Un'opera nella quale la parola poetica diventa strumento di esplorazione dell'anima e di confronto con le contraddizioni dell'esistenza.
Nella prefazione, il critico letterario Cinzia Baldazzi evidenzia la particolare ricchezza linguistica della raccolta, sottolineandone la dimensione classica e la presenza di vocaboli ed espressioni di origine latina e di forme linguistiche dal sapore arcaico. Una scelta stilistica che contribuisce a costruire una poesia capace di dialogare con il passato guardando, al tempo stesso, alle inquietudini del presente. Particolarmente centrale &egrave; il rapporto con la Madre Terra, con la natura intesa come forza vitale e scenario di trasformazione, morte e rinascita. La poesia di Anna D'Auria sembra cos&igrave; muoversi continuamente tra gli opposti: fragilit&agrave; e forza, dolore e rinascita, memoria e futuro.
La prefazione di Baldazzi mette inoltre in luce la dimensione della &ldquo;psych&egrave;&rdquo;, l'anima, e la poesia come libert&agrave; capace di vibrare interiormente. In questa prospettiva, &ldquo;Cristalli&rdquo; diventa un viaggio attraverso la sensibilit&agrave; femminile, nel quale la parola non impone risposte, ma invita alla scoperta e alla riflessione.
La partecipazione di Anna D'Auria a &ldquo;La Stradina dei Poeti&rdquo; assume quindi un valore particolare: i suoi versi, affidati per alcune sere agli spazi di Vicolo Stretto, hanno incontrato il pubblico proprio mentre il suo percorso letterario raccoglie nuovi e importanti riconoscimenti. Un'estate ricca di poesia, dunque, per Anna D'Auria, che continua a portare avanti la propria ricerca letteraria attraverso una scrittura fortemente personale, capace di intrecciare classicit&agrave;, natura, memoria e universo femminile. 
CHI E' ANNA D'AURIA?












Anna D'Auria &egrave; un'autrice che si distingue per una letteratura al femminile, a tutela dei diritti delle donne e dei minori.
 
Laureata e abilitata in Lettere Classiche presso l'Universit&agrave; Federico II di Napoli, dal 2012 &egrave; docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico &ldquo;Plinio Seniore&rdquo; di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Ha conseguito una formazione specifica in ambito poetico e narrativo che le consente, nella sua produzione, di spaziare dai motivi e dagli stilemi classici di matrice greco-latina a tecniche e tematiche attuali e contemporanee.
 
Promotrice ed organizzatrice di concorsi letterari per gli studenti e della prima edizione dell'Agone Omerico e del Certamen Statianum presso il Liceo &lsquo;'Plinio Seniore'', rispettivamente una competizione di Lingua e Cultura Greca e Latina con il patrocino dell'Universit&agrave; degli Studi della Campania &lsquo;' L.Vanvitelli'' e dell'Universit&agrave; di Salerno.
 
&Egrave; stata candidata al Premio Strega Poesia nel 2023 e nel 2024 con le sillogi poetiche "I colori di Kiev" e "Cristalli. L'anima delle donne", quest'ultima candidata anche al Premio Nobel per la Letteratura nel 2024.
 
&Egrave; stata insignita del Premio Internazionale &ldquo;Oscar Wilde&rdquo;, del Premio &ldquo;Verzella 2025&rdquo; e del prestigioso &ldquo;The Grand Award to Excellence&rdquo;, riconoscimento alla carriera letteraria.
 
Nel 2023 le sono stati conferiti il titolo di Ambasciatrice della Cultura nell'ambito del Premio Letterario &ldquo;L'Azalea&rdquo;, quello di Ambasciatrice di &ldquo;Costruiamo Gentilezza&rdquo; e la nomina ad Accademico Onorario dell'International Universum Academy di Lugano.
 
Convinta sostenitrice della pace, dei diritti e delle libert&agrave;, &egrave; attivamente impegnata nel sociale e ha collaborato con enti e associazioni del territorio. La sua scrittura rappresenta uno strumento di libert&agrave; e resilienza contro il sessismo e la violenza.
 
Nel settembre del 2025 &egrave; stata inserita tra &ldquo;I poeti per il Giubileo&rdquo;, e ha dedicato al Santo Padre la silloge &#7977; &#7940;&nu;&omicron;&iota;&xi;&iota;&sigmaf; &tau;&#8134;&sigmaf; &psi;&upsilon;&chi;&#8134;&sigmaf; &ndash; La Primavera dell'Anima tra Fede e Speranza, consegnata insieme a un'antologia contenente le liriche e i profili dei poeti selezionati. L'opera ha ricevuto tre premi presso la Camera dei Deputati: il Premio Speciale del Giubileo, la Medaglia &ldquo;Tu sei poesia vivente, Papa Leone XIV&rdquo; e la Medaglia &ldquo;Sperare la Pace&rdquo; per la lirica "Il tuo sorriso".
 
Ha dato voce al sacrificio delle donne curde nel romanzo pluripremiato "Mala Jin. Tulipani nel cemento", edito da Albatros, oggetto di concorsi e convegni nelle scuole campane e presentato a Palazzo Theodoli presso la Camera dei Deputati. Ha affrontato il tema delle spose bambine nel romanzo pluripremiato "La rosa bianca di Izmir" (Guida Editori).
 
Con "Trema la vita", edito da Officine Culturali Romane, ha raccontato la forza delle donne nel ricostruire la propria esistenza dalle macerie del sisma. La silloge I colori di Kiev, edita da OCR, &egrave; stata presentata al Maschio Angioino durante l'evento &ldquo;Guerra e pace in Ucraina&rdquo;, candidata al Premio Strega Poesia e oggetto di un concorso per studenti liceali.
 
Di recente pubblicazione &egrave; la silloge "Cristalli. L'anima delle donne", con prefazione a cura del critico letterario Dott.ssa Cinzia Baldazzi, edita da OCR e dedicata all'universo femminile, proposta al Premio Strega Poesia. Il romanzo Trema la vita &egrave; stato adattato in forma teatrale e rappresentato al Teatro di Brindisi. Anche il romanzo "Nayef e Norah. L'Amore non tace" &egrave; stato trasposto per il teatro dalla compagnia Vocazioni Creative, diretta dal regista Gabriele Saurio, e rappresentato il 29 e 30 gennaio 2026 al Teatro Supercinema di Castellammare di Stabia, riscuotendo grande successo di pubblico e critica.
 
Madrina, testimonial e giurata in numerose manifestazioni culturali nazionali e internazionali, da Tirana a Brindisi, ha ricevuto un riconoscimento dall'impresa editoriale Treccani. Le sue poesie sono state tradotte in rumeno e pubblicate su riviste internazionali.
 
Con Mala Jin, tradotto anche in lingua inglese, ha ottenuto numerosi riconoscimenti:
-il Premio Internazionale &ldquo;Letteratura&rdquo; bandito dall'Istituto Italiano di Cultura di Napoli (sezione narrativa edita)
-il Premio Speciale della Giuria del Concorso Letterario Samnium
-la Menzione d'Onore della Biennale d'Arte Unica Milano
-il Premio Officine Culturali Romane nell'ambito di &ldquo;Lettere al Sempione&rdquo;
-il Diploma d'Onore con Medaglia &ldquo;Premio Argentario &ndash; Caravaggio 2022&rdquo; e il Premio Narrativa, Teatro e Poesia dell'Associazione Luce dell'Arte di Roma.
 
Il libro &egrave; stato inoltre selezionato per Sanremo Writers 2023 e scelto come oggetto di un concorso di narrativa patrocinato da associazioni culturali del territorio stabiese e rivolto agli studenti di licei della provincia di Napoli.
 
Con La rosa bianca di Izmir ha vinto il primo premio del concorso &ldquo;Litterae Fiorentine&rdquo; (sezione &ldquo;Opere a tema&rdquo;) e il Premio della Critica; ha ricevuto la Menzione d'Onore al Premio Internazionale di Arte e Letteratura &ldquo;Il Canto di Dafne&rdquo; (sezione &ldquo;Per dire no alla violenza di genere&rdquo;, in memoria di Anna Maria Marino), la Menzione Speciale al Premio Letterario Nazionale &ldquo;P. Virgilio Marone&rdquo; e la Menzione Speciale della Critica al Premio Letterario Internazionale &ldquo;Massa, Citt&agrave; fiabesca di Mare e di Marmo&rdquo;.
 
Tra gli altri riconoscimenti figurano il Premio Borghi della Lettura per I colori di Kiev, il Premio &ldquo;Pino Daniele&rdquo; dell'Associazione culturale &ldquo;La Madia dell'Arte&rdquo;, il Premio &ldquo;Emozione in versi&rdquo;, la Menzione d'Onore al concorso Casa Sanremo Writers 2024, il Diploma d'Onore Premio L'Azalea 2024 per Trema la vita e il riconoscimento conferito dalla Giuria della Rassegna Artistico-Letteraria Intercontinentale &ldquo;Stabia in versi&rdquo; 2025, per la lirica e la narrativa, presso il Circolo Nautico di Castellammare di Stabia.
 
Il romanzo Nayef e Norah. L'Amore non tace, con prefazione dell'Avv. G. Ettore Gassani edito da Casa Sanremo Edizioni, &egrave; stato presentato durante la prestigiosa vetrina di Sanremo Writers 2025, premiato da Sanremo Library e insignito del Premio Cultura.
 
Ha inoltre ricevuto il Premio &ldquo;Costadamalfi&rdquo;, il Premio d'Onore e il Premio al Talento al concorso bandito dal quotidiano &ldquo;Dentro la Notizia Salerno&rdquo;, il Primo Premio (sezione Romanzi) al concorso artistico-letterario organizzato da dentroSalerno.it e il Primo Premio del Concorso Letterario Nazionale &ldquo;SS. Cosma e Damiano&rdquo;.
 
Tra i riconoscimenti istituzionali si annoverano il Premio Speciale &ldquo;Presidenza della Repubblica&rdquo; &ndash; Omaggio a Giorgio Napolitano, in occasione dei 100 anni dalla nascita, il Premio Speciale &ldquo;Strade di Poesia&rdquo; (XII edizione) per una lirica inserita nell'Antologia Natale di Pace, inviata al Santo Padre, e il Premio d'Onore &ldquo;Karol Wojty&#322;a&rdquo; per il romanzo Nayef e Norah. L'Amore non tace, oltre al Premio Contemporaneit&agrave; per la lirica Palingenesi dell'anima.
 
Premiata recentemente per la sua produzione lirica e narrativa nella Sala Colombo del Consiglio Regionale di Liguria (Premio &lsquo;'Poesie sotto la lanterna'' e Premio &lsquo;'Castelli Romani''). Ha ricevuto i premi dal consigliere regionale della Liguria, On. Giovanni Boitano.
 
Nel mese di giugno 2026, il suo testo poetico dal titolo "Figlia del vento" ha vinto il 1&deg; Premio del concorso poetico &lsquo;'Versi sotto gli irmici'', tra oltre 100 poeti e pittori provenienti da tutta Italia e oltre. Una lirica dedicata a tutte le bambine, vittime di abusi e violenze. L'opera &egrave; nata da un profondo dialogo tra le arti: &egrave; ispirata dal magnetico dipinto "Shador" della pittrice Attardi L.
 
A luglio di quest'anno, a Santa Maria degli Angeli, il Dott.Luigi Ruggeri, presidente dell'Ass. &lsquo;'Beniamino Joppolo'' le ha assegnato il Gran Premio Speciale &lsquo;'Fratello Sole, Sorella Luna''per la poesia &lsquo;'Fratello di ogni cosa'', una riflessione sulle difficolt&agrave; della vita, un cammino tortuoso in cui la poesia diventa cura per i vulnera dell'anima, abbraccio che nobilita ogni creatura, unica e speciale nella sua essenza.
 
 
I libri di Anna D'Auria sono stati presentati in diversi salotti letterari e in prestigiose location, tra cui la Camera dei Deputati, il Castello di Lettere, la Biblioteca Comunale di Ronciglione, l'Aula Magna del Convento San Francesco a Conegliano Veneto, la Sala consiliare del comune di Gragnano, il Palazzetto del Mare e il Circolo Velico di Castellammare di Stabia, la Biblioteca di Pimonte, la Pro Loco di Nocera, la Biblioteca &ldquo;Asperula&rdquo; di Torre Annunziata, il Bookstore Mondadori di Nola, oltre che in diverse librerie e salotti culturali di Roma, Torino e Napoli, nonch&eacute; in numerose scuole campane e laziali di primo e secondo grado.
 
Anna D'Auria continua a promuovere, attraverso la parola scritta, una cultura di pace, memoria e rinascita, organizzando concorsi di scrittura per studenti liceali e partecipando attivamente a book tour ed eventi letterari di rilievo nazionale e internazionale. 











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<author>PRISCO CUTINO</author>
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<title>MARIA TEDESCHI TRA I &quot;100 LIBRI D'AUTORE&quot; CON IL ROMANZO &quot;SARO' LI' AD ASPETTARVI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30934.xhtml</link>
<description>Il progetto "100 Libri d'Autore" &egrave; un'iniziativa culturale internazionale che unisce poesia, narrativa e prosa, promuovendo la creativit&agrave; contemporanea. &Egrave; curato da Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio, e mira a raccogliere e valorizzare la ricchezza della letteratura. Ogni titolo &egrave; un tassello di un mosaico pi&ugrave; grande, invitando alla lettura e alla riflessione. Il progetto &egrave; un simbolo di un impegno culturale che celebra la pluralit&agrave; delle voci letterarie e promuove la partecipazione attiva tra scrittori e lettori.
 
Un progetto che nasce nel solco delle iniziative dedicate alla diffusione della cultura e alla valorizzazione delle voci letterarie contemporanee. L'obiettivo &egrave; riunire cento opere selezionate tra autori italiani e internazionali per promuovere la lettura, la conoscenza e la circolazione del libro come strumento di crescita collettiva.
 
Tra i titoli selezionati per il Vol. 1trova spazio anche il romanzo di Maria Tedeschi (docente, autrice  delegata alla cultura di Sensi Linguaggi Creativi di Pompei):  
&ldquo;Sar&ograve; l&igrave; ad aspettarvi&rdquo; &ndash; Edizioni Il Seme Bianco, Roma 2025
 
Un'opera che si inserisce in una raccolta pensata per dare voce a scrittrici e scrittori che, con stili e storie diverse, contribuiscono a tenere viva la letteratura del nostro tempo.
 
&ldquo;100 Libri d'Autore&rdquo; non &egrave; solo una raccolta. Il progetto accoglier&agrave; anche enti, blog, radio e realt&agrave; culturali affini, ai quali sar&agrave; dedicata una sezione istituzionale volta a valorizzare il loro contributo alla diffusione dell'arte e della cultura.
 Un ringraziamento a tutti coloro che rendono possibile questa grande rete culturale. 
CHI E' MARIA TEDESCHI?
Maria tedeschi &egrave; un'autrice emergente, professoressa del liceo Pascal di Pompei, eletta vincitrice di diversi premi. Il suo libro "Sar&ograve; l&igrave; ad aspettarvi" &egrave; un romanzo psicologico che ha suscitato grande interesse e attenzione. La Tedeschi &egrave; candidata al premio Nobel per la letteratura nel 2024 ed ha ricevuto anche il premio internazionale "Spoleto Art Festival letteratura 2024 e il premio internazionale "Oscar Wilde" nel 2024. La sua opera &egrave; parte del progetto "100 libri d'autore Volume 1", curato, come abbiamo detto prima, da Gioia Lomasti e Emanuele Marcuccio.
 
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<author>PRISCO CUTINO</author>
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<title>ERCOLANO NON VA IN VACANZA: IL PARCO ARCHEOLOGICO APERTO ANCHE A FERRAGOSTO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30928.xhtml</link>
<description>Parco Archeologico di Ercolano  &middot;  aperto anche venerd&igrave; 15 agosto  &middot;  ore 8:30&ndash;19:30 (ultimo ingresso 18:00)
Anche quest'anno il Parco Archeologico di Ercolano sar&agrave; regolarmente aperto il giorno di Ferragosto, con il consueto orario estivo dalle 8:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18:00), offrendo a visitatori e appassionati di storia l'occasione di trascorrere una giornata immersi nel fascino di un'antica citt&agrave; romana perfettamente conservata, sito Patrimonio dell'Umanit&agrave; UNESCO. Gli ingressi restano quelli abituali, da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19.
Un invito che arriva in un momento particolarmente positivo per il Parco: i dati di affluenza di luglio, appena consolidati, raccontano una crescita netta rispetto agli ultimi anni e confermano Ercolano tra le mete pi&ugrave; amate dell'estate campana.

Un luglio da record
A luglio 2026 il Parco Archeologico di Ercolano ha registrato 44.985 visitatori, in crescita del +6,8% rispetto ai 42.110 di luglio 2025 e del +16,9% rispetto ai 38.474 di luglio 2024: il quinto miglior luglio della serie storica del Parco.
&laquo;Il Ferragosto al Parco &egrave; un'occasione preziosa per vivere la cultura all'aria aperta, in un momento in cui la domanda culturale si rinnova e cresce, come dimostrano i numeri di questi mesi. Vogliamo offrire ai visitatori un'esperienza di visita confortevole e suggestiva, un invito a esplorare con calma i luoghi, le storie e i reperti che raccontano una delle pi&ugrave; affascinanti citt&agrave; romane sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.&raquo;
&mdash; Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano

Dopo l'estate, l'appuntamento de &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo;
Alla crescita generale del Parco si affianca il grande successo de &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo;, la rassegna di aperture serali che nella sua nona edizione ha registrato un record, con il sold out di venerd&igrave; 7 agosto che si aggiunge a quello gi&agrave; raggiunto nella serata precedente.
Dopo l'ultima serata estiva di venerd&igrave; 7 agosto, la rassegna si ferma per la pausa estiva per tornare con un appuntamento speciale sabato 26 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio: un'occasione in pi&ugrave;, a fine mese, per chi vuole scoprire il Parco in una veste insolita, tra performance di teatro, musica e danza nell'area archeologica illuminata.

Informazioni pratiche per Ferragosto
Il Parco &egrave; aperto tutti i giorni, Ferragosto compreso, con orario estivo 8:30&ndash;19:30 (ultimo ingresso 18:00). Si consiglia l'acquisto online in anticipo per evitare le code in biglietteria, scarpe comode e una protezione solare adeguata per la visita nelle ore centrali della giornata.
Viste le alte temperature di questo periodo, si raccomanda ai visitatori di munirsi di un abbigliamento adeguato, copricapo, ombrellino parasole e una scorta d'acqua per affrontare la visita in sicurezza e nel massimo comfort.

Il prossimo appuntamento: Gli Ozi di Ercole
Prima del ritorno de &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo; il 26 settembre, il pubblico &egrave; atteso dal 10 al 12 settembre per &ldquo;Gli Ozi di Ercole&rdquo;, la rassegna di lezioni-spettacolo, reading teatrali e concerti che trasforma l'Antica Spiaggia in un palcoscenico a cielo aperto. L'edizione 2026, dal titolo Amore e guerra, propone tre serate, dalle 20:00 alle 24:00, tra conversazioni, letture sceniche e concerti, con ospiti come Lucia Mascino, Laura Pepe, Ambrogio Sparagna e Raffaello Simeoni, Carmen Gallo, Isabella Ragonese, Silvia Romani, Carlo Boccadoro, Gennaro Carillo, Federica Fracassi e Francesco Di Bella.
 
Biglietti disponibili su Gli Ozi di Ercole | Amore e guerra | CoopCulture (intero &euro;10,00, ridotto &euro;5,00, abbonamento alle tre serate &euro;15,00).</description>
<author>UF.ST.P.A.ERCOLANO</author>
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<title>POMPEI: NUOVE RICERCHE BIOARCHEOLOGICHE SULLE VITTIME DI OPLONTIS PUBBLICATE SUL JOURNAL OF ARCHAEOL</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30918.xhtml</link>
<description>Pompei, 7 agosto 2026 &mdash; Un nuovo studio multidisciplinare sui resti umani rinvenuti a Oplontis offre dati inediti sull'alimentazione e sulle condizioni di vita della popolazione vesuviana al momento dell'eruzione del 79 d.C.
 
La ricerca, frutto della collaborazione tra il Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei e il DiSTABiF - Universit&agrave; della Campania &ldquo;Luigi Vanvitelli&rdquo;, &egrave; stata pubblicata sulla rivista internazionale Journal of Archaeological Science: Reports.
 
L'articolo A multidisciplinary bioarchaeological approach to diet at Oplontis (Pompeii): evidence for predominantly terrestrial resources, espone i risultati dello studio che ha riguardato i resti umani delle vittime rinvenute a Oplontis e che ha applicato un approccio bioarcheologico multidisciplinare per ricostruire alcuni aspetti della loro alimentazione.
 
L'indagine ha preso avvio da una revisione critica del contesto rinvenuto nell'ambiente 10 della cosiddetta &ldquo;Villa B&rdquo; di Oplontis, dove furono recuperati i resti di persone che cercavano di sfuggire all'eruzione del 79 d.C. e trovarono la morte in un ambiente antistante il porto.
 
La nuova lettura del contesto, condotta attraverso analisi bioarcheologiche, ha permesso di stabilire che il numero delle vittime era maggiore rispetto a quanto identificato finora e ha rappresentato un primo passo verso uno studio complessivo dell'alimentazione della popolazione vesuviana in et&agrave; romana.
 
Le analisi isotopiche dei resti scheletrici hanno evidenziato differenze tra gli individui, ma anche una dieta tendenzialmente basata su risorse terrestri, in particolare alimenti vegetali integrati da una componente proteica di origine animale, e non su risorse marine, come invece ci si sarebbe potuti aspettare data la vicinanza al mare.
 
In sintesi &egrave; emerso che nella dieta quotidiana rientravano soprattutto cereali, come grano e orzo, legumi e altri prodotti agricoli locali. A questi alimenti si aggiungeva una quantit&agrave; moderata di proteine animali, probabilmente attraverso il consumo di carne e latticini. Il pesce era presente tra le possibili risorse alimentari, ma i dati hanno indicato un peso marginale nella dieta.
 
&laquo;Ci&ograve; conferma &ndash; ha commentato il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel &ndash; che quando il Vangelo dice &ldquo;dacci oggi il nostro pane quotidiano&rdquo;, non si trattava tanto di una metafora, nel senso di cibo e pi&ugrave; in generale di sostentamento, quanto della realt&agrave; della maggioranza della popolazione, che mangiava principalmente pane e cereali&raquo;.
 
Lo studio ha inoltre rilevato che le differenze alimentari tra uomini e donne non erano particolarmente marcate, mentre alcuni animali venivano probabilmente nutriti in modo diverso rispetto ad altre specie.
 
Oplontis si configura, quindi, come un caso di studio fondamentale per comprendere l'alimentazione e le modalit&agrave; di vita degli abitanti dell'area vesuviana, in un percorso di ricerca che in futuro includer&agrave; anche le vittime degli altri siti della Grande Pompei.
 
L'articolo, a cura di Valentina Giacometti, Simona Altieri, Noemi Mantile, Maria Rosa di Cicco, Chiara Comegna, Valeria Amoretti, Gabriel Zuchtriegel e Carmine Lubrito, &egrave; disponibile in open access al seguente link:
 
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2352409X26004219
 
Per approfondire questi temi e i lavori scientifici in corso, l'ultimo numero di National Geographic (volume 02/August 2026) dedica un articolo alle ricerche sull'alimentazione e sulle modalit&agrave; di vita delle popolazioni vesuviane.</description>
<author>uf.st.P.A. Pompei</author>
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<title>PRESENTAZIONE DEL CANONE DI POLICLETO. RICOSTRUZIONE SCIENTIFICA IN BRONZO DALLE MATRICI DELLA STORI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30909.xhtml</link>
<description>Luned&igrave; 3 agosto sar&agrave; presentato presso il Parco Archeologico di Pompei, alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, la ricostruzione scientifica in bronzo del Canone di Policleto, realizzata a partire dalle matrici della storica Fonderia Chiurazzi. L'intervento restituisce al pubblico uno dei pi&ugrave; celebri modelli della scultura classica e rappresenta un significativo progetto di valorizzazione di un patrimonio artistico e culturale di straordinario rilievo.
 
Interverranno il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel e il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso.
 </description>
<author>uf.st.P.A. Pompei</author>
</item>
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<title>GLI OZI DI ERCOLE. BIGLIETTI GI&Agrave; IN VENDITA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30906.xhtml</link>
<description>Torna al Parco Archeologico di Ercolano &ldquo;Gli Ozi di Ercole&rdquo;, la rassegna estiva di lezioni-spettacolo, reading teatrali e concerti che per tre serate trasforma l'Antica Spiaggia in un palcoscenico a cielo aperto, tra le rovine restituite dall'eruzione del 79 d.C.
 
L'edizione 2026 &mdash; in programma il 10, l'11 e il 12 settembre &mdash; ha per titolo e filo conduttore il binomio amore e guerra: un legame che attraversa tutta la cultura classica, da Platone a Tucidide, da Lucrezio a Freud, e che richiama nel titolo anche il celebre film di Woody Allen. Un viaggio tra poesia e filosofia, in un continuo dialogo fra antico e moderno, in cui ogni conversazione trova il proprio contrappunto in una lettura scenica e ogni serata si chiude in musica, tra sonorit&agrave; popolari, colte, rock e jazz, senza gerarchie.

IL PROGRAMMA


10 SETTEMBRE

Nella mischia. Tra amore e guerra
Lucia Mascino / Laura Pepe
 
Canti d'amore e di guerra
Ambrogio Sparagna / Raffaello Simeoni in concerto

11 SETTEMBRE

Furiose. Sulla follia d'amore
Carmen Gallo / Isabella Ragonese / Silvia Romani
 
Il panettiere e l'astronomo. Le due vite di Johann Sebastian Bach
Conversazione con Carlo Boccadoro
 

12 SETTEMBRE

Baci e morsi. Se l'amore ti fa a pezzi
Gennaro Carillo / Federica Fracassi
 
Acqua santa
Francesco Di Bella in concerto
 
INFORMAZIONI PRATICHE

Date e orari
Tre aperture serali, il 10, l'11 e il 12 settembre 2026. Il Parco Archeologico sar&agrave; accessibile al pubblico dalle ore 20:00 alle ore 24:00, con ingresso da Corso Resina 187 e da Via dei Papiri Ercolanesi 19. L'accesso a ciascuna serata &egrave; consentito a un massimo di 400 persone.
Biglietti disponibili su Gli Ozi di Ercole | Amore e guerra | CoopCulture

Intero: &euro; 10,00
Ridotto 18-25 anni non compiuti compresi i cittadini UE: &euro; 5,00
Abbonamento nominativo all'intera rassegna: &euro; 15,00 (valido per l'ingresso alle serate dal 10 al 12 settembre)
Gratuito per i minorenni, per i disabili e un loro accompagnatore, per i possessori di abbonamento al Parco Archeologico di Ercolano (acquistabile sia on line sul sito ercolano.coopculture.it, sia presso la biglietteria del Parco), previa prenotazione sul sito ercolano.coopculture.it

La biglietteria &egrave; attiva online e in loco fino all'orario di inizio dell'evento e fino a esaurimento dei posti disponibili.
 
Consigli utili

Si raccomanda l'uso di scarpe basse e comode.
Si consiglia di proteggere la pelle con repellenti per insetti, per un maggiore comfort durante gli spettacoli serali.

Parcheggi

Parcheggio gratuito, fino a esaurimento posti, presso l'Istituto Comprensivo 1 &ldquo;Giulio Rodin&ograve;&rdquo; (Via IV Novembre, 43) e presso l'Istituto Comprensivo &ldquo;Iovino Scotellaro&rdquo; (Traversa I Via IV Novembre, 28).
Parcheggio a pagamento presso il Parcheggio Comunale &ldquo;Herculaneum Parking&rdquo;, in Via dei Papiri Ercolanesi.
</description>
<author>UF.ST.P.A.ERCOLANO</author>
</item>
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<title>UN WEEKEND DA VIVERE AD ERCOLANO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30902.xhtml</link>
<description>Parco Archeologico di Ercolano &middot; venerd&igrave; 31 luglio (ore 20:00&ndash;24:00) &middot; domenica 2 agosto (ingresso gratuito)
Le sere d'estate a Ercolano continuano ad accendersi di luce, musica e parole antiche. Prosegue con crescente successo il format &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo;, la rassegna giunta alla sua nona edizione, che quest'anno sta riscuotendo un apprezzamento particolarmente caloroso da parte del pubblico.
Promemoria per il prossimo appuntamento: venerd&igrave; 31 luglio il Parco Archeologico torner&agrave; a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell'antica citt&agrave;, sito Patrimonio dell'Umanit&agrave; UNESCO. Un nuovo appuntamento imperdibile per vivere una serata diversa dal solito, tra i vicoli illuminati di una citt&agrave; che ha duemila anni e non li dimostra.
La fascia serale scelta per la rassegna &mdash; dalle 20:00 a mezzanotte &mdash; regala ai visitatori il momento pi&ugrave; piacevole della giornata per una passeggiata all'aperto: la luce calda del tramonto e le atmosfere sospese delle domus di Ercolano, illuminate ad arte per l'occasione, compongono uno scenario che pi&ugrave; che una visita &egrave; un'esperienza da vivere con tutti i sensi.
Il filo conduttore dell'edizione 2026, Amore e Guerra, attraversa sette performance site-specific distribuite nei diversi ambienti del sito archeologico. Il pubblico potr&agrave; muoversi liberamente lungo un percorso illuminato, incontrando di volta in volta gli spettacoli, ciascuno ripetuto ciclicamente durante la serata: un'esperienza libera e immersiva, adatta a chi desidera scoprire l'archeologia in una veste inedita.
&laquo;La risposta del pubblico a questa nona edizione dei &ldquo;Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo; ci sta riempiendo di soddisfazione. Con questa rassegna il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L'antica citt&agrave; diventa luogo di incontro tra memoria e creativit&agrave;.&raquo; &mdash; Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano
Le prime serate della rassegna hanno registrato un pienone di pubblico e un riscontro molto positivo, confermando &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo; come uno degli appuntamenti pi&ugrave; amati dell'estate campana.
Le prossime date
Dopo l'ottima accoglienza riservata alle prime serate, la rassegna prosegue venerd&igrave; 31 luglio e venerd&igrave; 7 agosto 2026, con un'ulteriore data speciale sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.
Informazioni pratiche e biglietti
Orari Dalle 20:00 alle 24:00, in due turni (20:00&ndash;21:30 e 22:00&ndash;23:30)Ingressi Corso Resina 187 e Via dei Papiri Ercolanesi 19Biglietto intero &euro; 10,00Biglietto ridotto &euro; 5,00 (18-25 anni non compiuti, cittadini UE)Gratuito Minorenni, disabili e accompagnatori (prenotazione obbligatoria)
Acquisto Online su ercolano.coopculture.it o al call center +39 081 0106490 (lun&ndash;sab 9:00&ndash;17:00, festivi esclusi)
Consigli Scarpe basse e comode, repellente per insetti: per godersi al meglio la serata all'aperto
Domenica 2 agosto: ingresso gratuito al Parco
Nel weekend l'appuntamento serale con &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo; si affianca a un'altra occasione per scoprire il sito: domenica 2 agosto, prima domenica del mese, il Parco Archeologico di Ercolano aderisce a &ldquo;Domenica al Museo&rdquo; (#domenicalmuseo), l'iniziativa del Ministero della Cultura che consente l'ingresso gratuito nei musei, nei parchi archeologici e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese.
L'ingresso sar&agrave; libero secondo i consueti orari di apertura diurna del Parco. Per le domeniche gratuite la prenotazione online non &egrave; richiesta n&eacute; disponibile: il biglietto d'ingresso gratuito va ritirato lo stesso giorno direttamente presso la biglietteria del Parco. 
Una serata a Ercolano, tra le luci soffuse delle antiche domus e le note della musica dal vivo, e una domenica di visita libera tra le rovine della citt&agrave; sepolta dal Vesuvio: due modi diversi, nello stesso weekend, per riscoprire il fascino di uno dei siti archeologici pi&ugrave; straordinari al mondo. Per &ldquo;I Venerd&igrave; di Ercolano&rdquo; i biglietti sono disponibili online: si consiglia di prenotare con anticipo, vista la disponibilit&agrave; limitata di posti per ciascun turno.</description>
<author>UF.ST.P.A.ERCOLANO</author>
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<title>IL RESTAURO DEL SOFFITTO DELLA CASA CON PANIFICIO DELLA REGIO IX. IL GRANDE AFFRESCO ISPIRATO AL TEM</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30895.xhtml</link>
<description>Presentato presso la Palestra Grande degli Scavi, il restauro del soffitto a volta di un ambiente della Casa con Panificio della Regio IX importante testimonianza della ricca decorazione delle dimore pompeiane e del tema dionisiaco.
 
La presentazione ha fatto seguito al Workshop Internazionale "Pompei: scavi e ricerche in corso", svoltosi presso l'Auditorium, che ha visto un confronto tra le istituzioni e le universit&agrave; italiane e straniere impegnate nelle attivit&agrave; di ricerca all'interno del Parco archeologico, con l'obiettivo di fare il punto sulle campagne di scavo e favorire la condivisione dei risultati.
 
L'intervento di restauro del soffitto, condotto sui frammenti recuperati durante le indagini archeologiche, ha consentito di ricostruire oltre un quarto della composizione originaria, mantenendo per&ograve; aperta la possibilit&agrave; di ulteriori integrazioni grazie al proseguimento delle ricerche.
 
I frammenti della decorazione appartengono al soffitto a volta di una sala da banchetto che era situata al piano superiore (cenacolo) della Casa. Proprio il rinvenimento dei lacerti nel luogo del crollo ha consentito agli archeologi di attribuirne con certezza la provenienza e di avviare gi&agrave; durante lo scavo una prima ricomposizione, individuando numerosi collegamenti tra i frammenti.
 
Il restauro ha preso avvio da questo lavoro preliminare di ricomposizione, sviluppando un percorso che ha integrato attivit&agrave; conservative, studio archeologico e progettazione dell'allestimento. L'intervento &egrave; stato limitato ai frammenti la cui collocazione risultava sufficientemente documentata, permettendo di ricostruire una porzione significativa della decorazione senza alterarne la leggibilit&agrave; e nel rispetto dei principi di riconoscibilit&agrave; e reversibilit&agrave; del restauro.
 
L'elemento di maggiore innovazione dell'intero progetto &egrave; rappresentato dalla progettazione del nuovo supporto destinato alla ricomposizione dell'affresco. A differenza di un tradizionale pannello piano, il sistema &egrave; stato sviluppato parallelamente all'avanzamento del restauro, poich&eacute; soltanto la progressiva ricomposizione dei frammenti ha consentito di definire con precisione la curvatura originaria della volta. Il supporto &egrave; stato quindi progettato per restituire la spazialit&agrave; dell'apparato decorativo, garantire la conservazione dei frammenti e, soprattutto, consentire future implementazioni. La struttura modulare permette, infatti, di aggiungere nuovi lacerti senza compromettere la ricostruzione gi&agrave; eseguita, trasformando il restauro in un processo aperto e aggiornabile.
 
Questa caratteristica assume particolare rilievo perch&eacute; la ricomposizione non pu&ograve; essere considerata conclusa. Numerosi frammenti pertinenti al soffitto sono infatti conservati separatamente e altri potrebbero emergere nel prosieguo delle indagini nella Casa con Panificio della Regio IX. La soluzione adottata permette quindi di integrare eventuali nuovi elementi che dovessero essere individuati in futuro, aggiornando progressivamente la ricostruzione sulla base delle nuove acquisizioni archeologiche.
 
La decorazione ricostruita rivela un articolato progetto figurativo, sviluppato attorno a un grande riquadro centrale, circondato da edicole, bordure, festoni vegetali, figure allegoriche delle stagioni, geni alati e numerosi elementi ornamentali. L'insieme &egrave; caratterizzato da una ricca policromia e da una complessa successione di motivi decorativi che testimoniano l'elevata qualit&agrave; della decorazione originaria.
 
Il tema principale del soffitto &egrave; riconducibile alla ierogamia, ovvero all'unione sacra tra Dioniso e Arianna. Sebbene la scena centrale sia conservata solo in modo frammentario, la ricostruzione &egrave; stata possibile attraverso il confronto con altre opere antiche. Al centro della composizione Dioniso &egrave; raffigurato disteso sul carro, di fronte ad Arianna intenta a suonare l'arpa, accompagnata da un erote citaredo, mentre il carro &egrave; trainato da due centauri musicisti.
 
L'identificazione del soggetto trova conferma nella presenza di numerosi richiami al mondo dionisiaco distribuiti nell'intero apparato decorativo. Tra festoni ricchi di frutti e fiori compaiono infatti simboli rituali del culto di Dioniso, maschere teatrali, strumenti per le libagioni e altri elementi che celebrano la coppia divina rappresentata al centro della volta.
 
 &laquo;L'Italia &egrave; leader mondiale nel restauro archeologico e Pompei, con il suo ufficio di restauratori &ndash; dichiara il direttore Gabriel Zuchtriegel &ndash; ne &egrave; un tassello centrale. Per questo siamo felici di condividere con tutto il mondo i risultati dei nostri progetti conservativi, che sono sempre anche occasioni di ricerca e confronto&raquo;.
 
Il recupero dell'affresco si inserisce nel filone di studi dedicato al tema dionisiaco, scelto dal Parco archeologico di Pompei come filo conduttore delle iniziative del 2026. L'interesse per questa tematica &egrave; stato rafforzato dalle recenti scoperte nella Casa del Tiaso della Regio IX, dove tra il 2024 e il 2025 &egrave; emersa una delle pi&ugrave; importanti megalografie finora rinvenute, raffigurante un corteo dedicato al dio Dioniso.
 
Proprio ai misteri del culto dionisiaco sar&agrave; dedicata anche la seconda edizione di "Esopop &ndash; Storie in Festival", dal titolo "Ecstatic Pompeii". Il progetto del Parco archeologico di Pompei porter&agrave; performance teatrali dal vivo nei siti culturali dell'area vesuviana ogni venerd&igrave; e sabato, dal 28 agosto al 26 settembre 2026, in occasione delle aperture serali del Parco. L'iniziativa intende valorizzare il patrimonio archeologico attraverso il linguaggio del teatro, creando un dialogo tra la ricerca scientifica, i nuovi ritrovamenti e la fruizione culturale contemporanea.
 
LINK VIDEO DICHIARAZIONI E COPERTURE:
https://we.tl/t-zL13YODvVCha9gaU
 
LINK E-Journal : 
https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/</description>
<author>UF.ST.P.A.POMPEI</author>
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<title>CASTEL SANT'ANGELO INAUGURA LA MOSTRA &quot;ERCOLANO. L'ARTE DI VIVERE&quot;</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30888.xhtml</link>
<description>Reperti straordinari provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano e raramente esposti al pubblico, oggetti che raccontano la vita quotidiana dell'antica citt&agrave; preservata dall'eruzione del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall'eruzione del Vesuvio, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d'uso quotidiano. Dal 22 luglio 2026 Castel Sant'Angelo apre le sue sale monumentali a Ercolano. L'arte di vivere, la mostra che conduce il visitatore alla scoperta della citt&agrave; vesuviana, fermata per sempre dall'eruzione del Vesuvio.
 
L'esposizione &egrave; a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attivit&agrave; Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell'Istituto Pantheon e Castel Sant'Angelo &ndash; Direzione Musei nazionali della citt&agrave; di Roma, e di Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. 
 
Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant'Angelo e il Parco archeologico di Ercolano. L'esperienza della mostra Dall'uovo alle mele. La civilt&agrave; del cibo e i piaceri della tavola nell'antichit&agrave;, presentata nelle sale affrescate di Villa Campolieto a Ercolano, costituisce il punto di partenza di un nuovo progetto espositivo, completamente ripensato per gli spazi monumentali della Mole Adriana. Il percorso, articolato in sette sezioni, amplia significativamente il racconto, estendendolo dall'alimentazione alla vita quotidiana dell'antica Ercolano, ed &egrave; arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra.
 
Il percorso si apre con una straordinaria Wunderkammer, una &laquo;camera delle meraviglie&raquo; ispirata alle celebri raccolte rinascimentali. Vi sono riuniti 42 reperti di eccezionale valore provenienti dai depositi del Parco archeologico di Ercolano: statue, busti, affreschi, gioielli e oggetti della vita quotidiana che raccontano la raffinatezza artistica, il livello culturale e la qualit&agrave; della vita nell'antica citt&agrave; alla vigilia della catastrofe. Come nelle originarie camere delle meraviglie, l'obiettivo non &egrave; soltanto esporre, ma suscitare stupore. 
 
Il visitatore entra quindi nel cuore dell'evento che ha segnato il destino di Ercolano: una sala immersiva dedicata all'eruzione del Vesuvio, tra contenuti audiovisivi, dipinti, stampe e arti decorative che documentano la costruzione dell'immaginario del vulcano nell'Europa del Grand Tour. Accanto alla tradizione resa celebre da Pierre-Jacques Volaire, la tempera di Giacomo e Antonio Baseggio (1784), la Burrasca al chiaro di luna nel Golfo di Napoli (1822) di Joseph Rebell e una rara porcellana della manifattura Poulard Prad restituiscono il fascino del sublime che attir&ograve; a Napoli viaggiatori, artisti e studiosi da tutta Europa. 
 
Dal mito alla strada: la mostra ricostruisce poi, con installazioni audiovisive e reperti archeologici, la citt&agrave; viva, con le sue botteghe e i thermopolia, luoghi destinati alla vendita di cibi e bevande pronti per il consumo quotidiano. Tra i reperti pi&ugrave; sorprendenti, le pagnotte carbonizzate dall'eruzione ma conservate intatte, identiche a quelle raffigurate nel celebre affresco pompeiano della distribuzione del pane, e le teglie del forno di Sextus Patulcius Felix, parte di una serie di 25 stampi rinvenuti a Ercolano. Il percorso entra quindi nell'intimit&agrave; della domus, tra cucina e dispensa: mortai, pentole, casseruole e preziosi reperti organici &ndash; cereali e legumi restituiti dagli scavi &ndash; documentano con rara precisione la dieta quotidiana degli antichi ercolanesi. 
 
Il racconto prosegue con il vino, tra le attivit&agrave; economiche pi&ugrave; floride della Campania antica &ndash; Plinio il Vecchio celebrava il Falerno come uno dei vini pi&ugrave; rinomati del suo tempo &ndash; e al tempo stesso ponte verso il divino nel culto di Bacco, dio della vite, della fertilit&agrave; e dell'ebbrezza rituale. Gran finale nella sala dei banchetti, dove una meridiana in marmo scandisce i tre momenti dell'alimentazione antica &ndash; ientaculum, prandium e cena &ndash; tra campanelli in bronzo, vasellame in vetro, bronzo e argento e l'oggetto forse pi&ugrave; peculiare della mostra: la larva convivialis, la piccola figurina scheletrica che, posata sulla tavola, ricordava ai commensali la brevit&agrave; della vita e li invitava, sulle orme di Epicuro, a godere dei piaceri del convivio. 
 
La scelta di Castel Sant'Angelo come sede espositiva riveste un significato particolare. Il monumento, emblema della stratificazione storica di Roma &ndash; da mausoleo imperiale a fortezza, da residenza papale a museo &ndash; offre l'occasione per un dialogo tra due luoghi profondamente diversi ma accomunati dalla capacit&agrave; di conservare, ciascuno secondo la propria storia, straordinarie testimonianze del passato. 
 
Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso questo patrimonio eccezionale grazie al dialogo tra reperti archeologici, installazioni multimediali e ambientazioni immersive. La colata piroclastica che investi Ercolano nel 79 d.C. ha preservato edifici, oggetti, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione unica sulle pratiche alimentari, le attivit&agrave; lavorative, la cura del corpo, le relazioni sociali nel mondo romano antico. 
 
&laquo;Con questa iniziativa - commenta Luca Mercuri, Direttore del Pantheon e Castel Sant'Angelo &ndash; Direzione Musei nazionali della citt&agrave; di Roma e curatore della mostra - Castel Sant'Angelo conferma la propria vocazione a essere luogo di incontro tra patrimoni, istituzioni e pubblici diversi. Questa mostra nasce da una collaborazione che testimonia quanto il dialogo tra musei possa generare progetti culturali di qualit&agrave;, capaci di ampliare le occasioni di conoscenza e di valorizzare il patrimonio attraverso nuovi percorsi di visita. Per Castel Sant'Angelo &egrave; motivo di particolare soddisfazione dare vita a un progetto espositivo che mette in relazione due realt&agrave; di straordinario valore e propone ai visitatori un'esperienza culturale ricca e originale. Si inserisce inoltre in una programmazione culturale sempre pi&ugrave; ampia e diversificata che, attraverso mostre, eventi e iniziative, conferma il Castello come un luogo vivo, aperto al dialogo tra epoche, linguaggi e pubblici differenti.&raquo;
  
&laquo;Ercolano, come Pompei, offre una testimonianza straordinaria della vita di una citt&agrave; romana &ndash; commenta Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attivit&agrave; Culturali e curatore della mostra &ndash;. Le particolari condizioni di conservazione determinate dall'eruzione del 79 d.C. hanno preservato edifici, arredi e oggetti d'uso quotidiano, permettendo di ricostruire le attivit&agrave;, le abitudini alimentari e le forme della convivialit&agrave; dei suoi abitanti. La mostra presenta questo patrimonio attraverso i risultati della ricerca pi&ugrave; recente, offrendo al pubblico nuovi strumenti per comprendere la societ&agrave; romana e la sua vita quotidiana . Portare questo racconto a Roma amplia le occasioni di conoscenza di un contesto archeologico unico e conferma il ruolo dei musei come luoghi di ricerca, confronto e partecipazione.&raquo;
 
&laquo;Portare Ercolano a Castel Sant'Angelo significa far compiere alla citt&agrave; antica un viaggio quasi naturale - commenta Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano e curatrice della mostra &ndash;  si tratta di due luoghi che la storia ha sepolto sotto strati diversi &mdash; uno di cenere e lava, l'altro di funzioni e trasformazioni continue &mdash; e che oggi tornano a raccontarsi a vicenda. In questa mostra abbiamo voluto restituire al pubblico non i monumenti, ma la vita: i gesti quotidiani, i sapori, gli oggetti d'uso che rendono Ercolano una delle testimonianze pi&ugrave; intime e vivide del mondo antico.
&Egrave; un progetto che nasce dal dialogo tra le nostre istituzioni e che desidero ringraziare di cuore per aver reso possibile. Un ringraziamento speciale va a PHI per la preziosa e continua collaborazione, che ha accompagnato anche questo percorso attraverso i contenuti del progetto Ercolano Digitale, e a tutto il personale del Parco Archeologico di Ercolano, che con competenza, entusiasmo e una costante disponibilit&agrave; a mettersi in gioco ha reso possibile ogni forma di collaborazione. Portare a Roma, nel cuore della Capitale, un pezzo autentico dell'arte di vivere degli antichi ercolanesi &egrave; il risultato di un impegno condiviso e di una visione comune.&raquo; 
 
&laquo;Ercolano &egrave; uno straordinario laboratorio a cielo aperto &ndash; dichiara Francesco Sirano, Direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli e curatore della mostra &ndash;. La ricchezza dei materiali rinvenuti, insieme alla quantit&agrave; e alla variet&agrave; delle testimonianze conservate, porta una luce eccezionale sul tema del cibo nel mondo antico. Sono certo che lo studio di Ercolano, luogo da cui ha preso avvio l'archeologia sistematica occidentale, permetter&agrave; di approfondire e comprendere meglio anche molti dei reperti custoditi nel Museo archeologico nazionale di Napoli. Ercolano continua dunque a rappresentare una fonte inesauribile di conoscenza e potr&agrave; riservarci, anche in futuro, nuove e importanti scoperte&raquo;. 
 
&laquo;Ercolano. L'arte di vivere &ndash; commenta Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale &ndash; rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra gli istituti del Ministero della Cultura possa generare progetti di alto profilo scientifico e al tempo stesso raggiungere pubblici sempre pi&ugrave; ampi. La circolazione delle opere, la condivisione delle competenze e il dialogo tra musei rafforzano il Sistema museale nazionale, creando nuove occasioni di conoscenza e valorizzando il patrimonio attraverso reti e percorsi condivisi. &Egrave; questa la direzione nella quale intendiamo continuare a investire: una valorizzazione capace di mettere in connessione luoghi, collezioni e persone, ampliando l'accessibilit&agrave; e la partecipazione culturale.&raquo;</description>
<author>UF.ST.P.A.ERCOLANO</author>
</item>
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<title>I VENERD&Igrave; DI ERCOLANO CONQUISTANO IL PUBBLICO: NUOVO APPUNTAMENTO VENERD&Igrave; 24 LUGLIO TR</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cultura/30887.xhtml</link>
<description>Le sere d'estate a Ercolano continuano ad accendersi di luce, musica e parole antiche. Prosegue con crescente successo il format "I Venerd&igrave; di Ercolano", la rassegna giunta alla sua nona edizione, che quest'anno sta riscuotendo un apprezzamento particolarmente caloroso da parte del pubblico, che d&agrave; appuntamento a venerd&igrave; 24 luglio, quando il Parco Archeologico torner&agrave; a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto tra le rovine dell'antica citt&agrave;, sito Patrimonio dell'Umanit&agrave; UNESCO. Un nuovo appuntamento imperdibile per vivere una serata diversa dal solito, tra i vicoli illuminati di una citt&agrave; che ha duemila anni e non li dimostra.
 
La fascia serale scelta per la rassegna &mdash; dalle 20:00 a mezzanotte &mdash; regala ai visitatori il momento pi&ugrave; piacevole della giornata per una passeggiata all'aperto: la luce calda del tramonto e le atmosfere sospese delle domus di Ercolano, illuminate ad arte per l'occasione, compongono uno scenario che pi&ugrave; che una visita &egrave; un'esperienza da vivere con tutti i sensi.
 
Il filo conduttore dell'edizione 2026, Amore e Guerra, attraversa sette performance site-specific distribuite nei diversi ambienti del sito archeologico. Il pubblico potr&agrave; muoversi liberamente lungo un percorso illuminato, incontrando di volta in volta gli spettacoli, ciascuno ripetuto ciclicamente durante la serata: un'esperienza libera e immersiva, adatta a chi desidera scoprire l'archeologia in una veste inedita.
 
&laquo;La risposta del pubblico a questa nona edizione dei "Venerd&igrave; di Ercolano" ci sta riempiendo di soddisfazione. Con questa rassegna il Parco rinnova il proprio impegno nel rendere il patrimonio archeologico uno spazio vivo, aperto al dialogo con i linguaggi del presente. L'antica citt&agrave; diventa luogo di incontro tra memoria e creativit&agrave;&raquo;.
&mdash; Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano
 
Le prime serate della rassegna hanno registrato un pienone di pubblico e un riscontro molto positivo, confermando "I Venerd&igrave; di Ercolano" come uno degli appuntamenti pi&ugrave; amati dell'estate campana.

Le prossime date
Dopo l'ottima accoglienza riservata alle prime serate, la rassegna proseguir&agrave; venerd&igrave; 24 e 31 luglio e venerd&igrave; 7 agosto 2026, con un'ulteriore data speciale sabato 26 settembre 2026, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio.

Informazioni pratiche e biglietti
Orari Dalle 20:00 alle 24:00, in due turni (20:00&ndash;21:30 e 22:00&ndash;23:30)
Ingressi Corso Resina 187 e Via dei Papiri Ercolanesi 19
Biglietto intero &euro; 10,00
Biglietto ridotto &euro; 5,00 (18-25 anni non compiuti, cittadini UE)
Gratuito Minorenni, disabili e accompagnatori (prenotazione obbligatoria)
 
Acquisto Online su ercolano.coopculture.it o al call center +39 081 0106490 (lun&ndash;sab 9:00&ndash;17:00, festivi esclusi)
 
Consigli Scarpe basse e comode, repellente per insetti: per godersi al meglio la serata all'aperto
 
Una serata a Ercolano, tra le luci soffuse delle antiche domus e le note della musica dal vivo, &egrave; il modo migliore per riscoprire il fascino della citt&agrave; sepolta dal Vesuvio in una veste del tutto inedita. I biglietti sono disponibili online: si consiglia di prenotare con anticipo, vista la disponibilit&agrave; limitata di posti per ciascun turno.
 
Per ulteriori informazioni sul programma e sulle modalit&agrave; di prenotazione: www.ercolano.coopculture.it &mdash; +39 081 0106490.
 
(le foto sono di ANNA ABET)</description>
<author>UF.ST.P.A. ERCOLANO</author>
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