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<title>titolo pagina</title>
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<title>CAMPI FLEGREI, SCHIFONE (FDI): FICO CHIEDA SUBITO LO STATO DI EMERGENZA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30927.xhtml</link>
<description>&ldquo;La nuova scossa registrata questa notte a Pozzuoli, conferma quanto sia ormai non pi&ugrave; rinviabile una risposta straordinaria per i Campi Flegrei. Non si pu&ograve; continuare a gestire con strumenti ordinari un fenomeno di questa portata. Bene ha fatto Fratelli d'Italia in Consiglio regionale a chiedere una seduta dedicata sul tema, nella giornata di Ferragosto: la politica &egrave; fatta anche di simboli, e questo sarebbe un bel segnale da dare ai cittadini, le istituzioni non vanno in vacanza quando un territorio soffre. Al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, chiediamo con altrettanta chiarezza di attivarsi immediatamente per la richiesta dello stato di emergenza: uno strumento che consentirebbe di superare la burocrazia ordinaria e utilizzare rapidamente le risorse gi&agrave; messe a disposizione dal Governo Meloni. Ci sono tutti i presupposti. Ogni giorno di ritardo &egrave; un giorno in pi&ugrave; di incertezza per chi vive nell'area flegrea. Ogni altra soluzione, comunque gi&agrave; all'esame del governo Meloni, richiederebbe mesi di lavoro incompatibili con una eterna emergenza&rdquo;.Cos&igrave; il commissario Fdi della provincia di Napoli, Marta Schifone, deputato di Fratelli d'Italia.
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<author>UF.ST.FRATELLI D&#039;ITALIA CAMERA DEI DEPUTATI</author>
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<title>UN SOLO CHIRURGO TRA SALA OPERATORIA E AMBULATORI, ALL'OSPEDALE DI SALERNO ESPLODE IL CASO DELLA PED</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30926.xhtml</link>
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Un corridoio affollato, i minuti che scorrono lenti e diversi bambini con le vesciche piene d'acqua per un'ecografia, costretti a un'attesa prolungata e spossante. &Egrave; l'amara fotografia scattata la scorsa settimana presso l'ambulatorio di Chirurgia pediatrica - settore urologico - dell'ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno.I disagi per i piccoli pazienti e per le loro famiglie si sono concretizzati quando si &egrave; reso evidente un grave shortage d'organico: un solo chirurgo pediatrico si &egrave; trovato a dover dividere le proprie mansioni, in contemporanea, tra l'attivit&agrave; in sala operatoria e le visite ambulatoriali gi&agrave; programmate. Il risultato &egrave; stato un ritardo accumulato di oltre un'ora per chi aspettava il proprio turno in corsia, con tensioni e disagi per le famiglie. Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato: criticit&agrave; del tutto analoghe si erano gi&agrave; verificate nel mese di luglio, segnalando un problema strutturale non pi&ugrave; rinviabile.Sulla vicenda &egrave; intervenuto con fermezza Mario Polichetti, responsabile nazionale del dipartimento Salute dell'Udc, che ha denunciato senza mezzi termini la gestione della struttura: "&Egrave; inaccettabile che in una struttura di rilievo come l'ospedale di Salerno ci si trovi di fronte a situazioni del genere. Costringere i bambini e i loro genitori ad attese estenuanti, specialmente quando sono previsti esami delicati come le ecografie che richiedono una preparazione specifica, dimostra una profonda mancanza di organizzazione e di rispetto per l'utenza"Polichetti ha poi proseguito sottolineando il carico insostenibile sui medici e la ripetitivit&agrave; del disservizio: "Un solo pediatra non pu&ograve; fare i miracoli dividendosi tra la sala operatoria e i reparti ambulatoriali. Non &egrave; la prima volta che accade: gi&agrave; a luglio avevamo assistito a scene identiche. La dirigenza dell'azienda ospedaliera deve intervenire immediatamente per potenziare l'organico e riorganizzare i turni. Non si pu&ograve; continuare a scaricare il peso delle carenze gestionali sul personale medico e, soprattutto, sui piccoli pazienti".</description>
<author>UF.ST.POLICHETTI</author>
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<title>DAL CROLLO DELL'OSPEDALE DI BATTIPAGLIA UNA LEZIONE PER IL MEZZOGIORNO. CORTAZZI, SANNINO E MARCHESA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30923.xhtml</link>
<description>L'immagine dell'ospedale di Battipaglia evacuato dopo il cedimento di un controsoffitto non pu&ograve; essere archiviata come un semplice fatto di cronaca. Per la CISL Salerno, la FILCA CISL Salerno e la FILCA CISL Campania rappresenta il segnale pi&ugrave; evidente di un modello di governo delle infrastrutture pubbliche che continua a intervenire quando il danno &egrave; gi&agrave; avvenuto, anzich&eacute; prevenire.
&Egrave; da questa vicenda che, alla vigilia della pausa estiva, prende forma una riflessione politica della Segretaria Generale della CISL Salerno, Marilina Cortazzi, del Segretario Generale della FILCA CISL Salerno, Giuseppe Marchesano, e del Segretario Generale della FILCA CISL Campania, Massimo Sannino. Una riflessione che parte da Battipaglia ma investe l'intera provincia di Salerno e, pi&ugrave; in generale, il futuro del Mezzogiorno.&laquo;La vicenda dell'ospedale di Battipaglia&raquo;, afferma Marilina Cortazzi, &laquo;&egrave; molto pi&ugrave; di un episodio. &Egrave; il paradigma di una cultura amministrativa che continua a considerare la manutenzione un costo da rinviare. Ma ogni manutenzione rinviata diventa un'emergenza annunciata. E quando arriva l'emergenza il prezzo lo pagano i cittadini, i lavoratori e le istituzioni.&raquo;Per la segretaria generale della CISL Salerno il punto non &egrave; cercare responsabilit&agrave; contingenti, ma mettere in discussione un modello di sviluppo che privilegia l'inaugurazione delle opere rispetto alla loro conservazione.&laquo;Per troppo tempo abbiamo misurato il progresso contando le opere nuove. &Egrave; una visione miope. La vera modernit&agrave; si misura dalla capacit&agrave; di mantenere efficienti e sicuri gli ospedali, le scuole, le strade, le reti idriche e l'intero patrimonio pubblico. Se un ospedale &egrave; costretto a fermarsi per un cedimento strutturale significa che il problema riguarda la qualit&agrave; della programmazione degli investimenti pubblici.&raquo;Da qui la proposta della CISL Salerno.&laquo;La manutenzione deve diventare la prima infrastruttura della provincia di Salerno e del Mezzogiorno. &Egrave; la politica pubblica che tiene insieme sicurezza, sanit&agrave;, scuola, mobilit&agrave;, ambiente e sviluppo. Non &egrave; una spesa improduttiva, ma il pi&ugrave; importante investimento sulla prevenzione, sulla qualit&agrave; dei servizi e sulla competitivit&agrave; dei territori.&raquo;Per Giuseppe Marchesano, il caso Battipaglia dimostra che anche il settore delle costruzioni deve cambiare prospettiva.&laquo;Il patrimonio pubblico non pu&ograve; essere gestito inseguendo le emergenze. La manutenzione programmata significa sicurezza per i cittadini, continuit&agrave; dei servizi, imprese qualificate e occupazione stabile. &Egrave; una scelta che genera sviluppo prima ancora che cantieri.&raquo;Il segretario della FILCA Salerno rilancia quindi la necessit&agrave; di una politica industriale permanente.&laquo;Le grandi opere restano fondamentali, ma senza una programmazione ordinaria della manutenzione il patrimonio pubblico continua a deteriorarsi. Serve un Piano straordinario della manutenzione che assicuri continuit&agrave; agli investimenti, valorizzi il lavoro regolare e renda il territorio pi&ugrave; resiliente ai cambiamenti climatici.&raquo;Sul piano regionale interviene il Segretario Generale della FILCA CISL Campania, Massimo Sannino, che rivolge una richiesta precisa al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico.&laquo;Quanto accaduto a Battipaglia non pu&ograve; essere archiviato come un episodio isolato. Chiediamo al Presidente Fico di avviare immediatamente un monitoraggio straordinario dello stato strutturale di tutti gli ospedali della Campania e di istituire un Piano regionale permanente della manutenzione del patrimonio sanitario, con risorse certe, verifiche periodiche e un cronoprogramma pubblico degli interventi. La sicurezza delle strutture sanitarie &egrave; parte integrante del diritto alla salute e non pu&ograve; dipendere dall'emergenza o dalla disponibilit&agrave; occasionale di finanziamenti. La Regione ha il dovere di conoscere, prevenire e intervenire prima che siano i cedimenti a imporre le decisioni.&raquo;Sannino propone inoltre che la Giunta regionale presenti ogni anno al Consiglio regionale un Rapporto sullo stato di salute del patrimonio sanitario campano, indicando le criticit&agrave; rilevate, gli interventi programmati, le risorse stanziate e i tempi di realizzazione. &laquo;Solo cos&igrave;&raquo;, conclude, &laquo;la manutenzione diventer&agrave; una politica pubblica permanente e non una risposta episodica alle emergenze.&raquo;Per i tre dirigenti sindacali il caso Battipaglia deve rappresentare un punto di svolta.La proposta &egrave; quella di aprire, a partire da settembre, un confronto stabile tra Regione Campania, Provincia di Salerno, Comuni, imprese e parti sociali per costruire un Piano Straordinario della Manutenzione, capace di programmare gli interventi sul patrimonio pubblico, definire priorit&agrave; condivise e superare definitivamente la logica dell'emergenza.&laquo;Il Mezzogiorno&raquo;, conclude Marilina Cortazzi, &laquo;ha bisogno di una nuova stagione di responsabilit&agrave;. La manutenzione non produce inaugurazioni spettacolari, ma produce ci&ograve; di cui i cittadini hanno davvero bisogno: sicurezza, servizi efficienti, lavoro di qualit&agrave; e fiducia nelle istituzioni.&raquo;Le fa eco Giuseppe Marchesano: &laquo;Le opere pubbliche non finiscono quando vengono inaugurate. Cominciano da quel momento. Custodirle, mantenerle e renderle sicure significa rispettare il lavoro di chi le ha costruite e garantire ai cittadini il diritto di utilizzarle in sicurezza.&raquo;La lezione di Battipaglia &egrave; chiara. Per CISL Salerno, FILCA CISL Salerno e FILCA CISL Campania la manutenzione non &egrave; un tema tecnico riservato agli addetti ai lavori: &egrave; una scelta politica che determina la qualit&agrave; dello sviluppo, la sicurezza delle comunit&agrave; e l'efficienza dei servizi pubblici. Per questo deve diventare la prima, vera infrastruttura del Mezzogiorno</description>
<author>Comunicazioni giornalistiche Campania</author>
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<title>DUE GOZZI SI SCONTRANO A CONCA DEI MARINI, AMALFI, GRAVI DANNI ALLE IMBARCAZIONI, MA NESSUN FERITO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30920.xhtml</link>
<description>Nel pomeriggio odierno, nello specchio acqueo antistante il Comune di Amalfi, in prossimit&agrave; della localit&agrave; Conca dei Marini, si &egrave; verificato un sinistro marittimo che ha coinvolto due unit&agrave; navali, rispettivamente adibite al traffico passeggeri e al diporto impiegato per finalit&agrave; commerciali.
A seguito della collisione, una delle due unit&agrave;, un'imbarcazione in legno di circa 10 metri impiegata nel servizio di trasporto passeggeri lungo la Costiera Amalfitana, ha riportato gravi danni strutturali, tali da determinare il successivo affondamento.
Ricevuta la segnalazione dell'evento, la Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Salerno ha immediatamente coordinato le operazioni di soccorso, disponendo l'invio sul posto di un mezzo navale dipendente. Contestualmente, le persone presenti a bordo delle due unit&agrave; sono state prontamente recuperate anche grazie alla collaborazione delle altre imbarcazioni presenti nell'area.
Tutti i passeggeri ed i componenti degli equipaggi sono stati tratti in salvo e non si registrano feriti.
Sono in corso gli accertamenti di polizia marittima, affidati alla Guardia Costiera di Amalfi, finalizzati alla ricostruzione della dinamica del sinistro e all'individuazione delle cause che lo hanno determinato. Tra gli elementi oggetto di verifica rientrano, tra l'altro, l'eventuale inosservanza delle norme sulla precedenza, possibili errori di manovra e l'adeguatezza della condotta di navigazione rispetto alle condizioni del momento. Gli esiti delle attivit&agrave; istruttorie consentiranno di accertare l'esatta dinamica dei fatti e le eventuali responsabilit&agrave;.
La Guardia Costiera rinnova l'invito a tutti i diportisti e agli operatori del settore a mantenere sempre una condotta di navigazione improntata alla massima prudenza e al rigoroso rispetto delle norme vigenti, al fine di garantire la sicurezza della navigazione e della vita umana in mare.
Si ricorda che, in caso di emergenza in mare, &egrave; possibile contattare il numero gratuito 1530 oppure il 112, Numero Unico Europeo per le Emergenze, per consentire il tempestivo intervento della Guardia Costiera.</description>
<author>UF.ST.GUARDIA COSTIERA SALERNO</author>
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<title>ECSTATIC POMPEII, LA CITTA' DIONISIACA TRA FURORE E MISTERI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30916.xhtml</link>
<description>Si intitola Ecstatic Pompeii, i misteri di Dionysos la seconda edizione di &ldquo;ESOPOP, storie in festival&rdquo;, il progetto del Parco Archeologico di Pompei che, attraverso performance teatrali dal vivo, promuove e valorizza i siti culturali dell'area vesuviana.
 
Gli spettacoli si terranno ogni venerd&igrave; e sabato, dal 28 agosto al 26 settembre 2026, alle ore 20,00 e alle 21,30 in occasione delle aperture serali del Parco nell'ambito delle iniziative speciali di valorizzazione.
 
Il tema dionisiaco &egrave; ispirato allo straordinario ritrovamento (2024-25) della Casa del Tiaso nella Regio IX, una domus raffinata dedicata al dio, con una delle megalografie pi&ugrave; importanti finora venute alla luce. La Casa custodisce, infatti, nella sua sala con colonnato, un affascinante e originale corteo dionisiaco, ancora in fase di restauro, per permetterne poi la fruizione futura anche al pubblico.
 
Ecstatic Pompeii &egrave; quindi uno sguardo sui personaggi centrali del racconto dionisiaco, che si ritrovano in quella domus e in altre rappresentazioni famose. Personaggi che dialogano virtualmente tutti insieme nella Villa dei Misteri di Pompei e che poi ripropongono il proprio racconto in uno degli altri siti del Parco Archeologico: Villa di Poppea a Oplontis, Villa Regina a Boscoreale, Villa San Marco e il Museo Archeologico di Stabia presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia.
 
&laquo;Con la seconda edizione di Esopop e con Ecstatic Pompeii &ndash; spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel &ndash; continuiamo a raccontare il patrimonio del territorio vesuviano anche attraverso linguaggi nuovi e contemporanei. Quest'anno partiamo dalla scoperta della Casa del Tiaso nella Regio IX, che ci ha restituito una testimonianza molto importante del culto di Dioniso a Pompei. Da qui nasce l'idea di portare questo racconto anche fuori dalla citt&agrave; antica, coinvolgendo Oplontis, Boscoreale e Stabia. Vogliamo creare un percorso che metta insieme archeologia, teatro e ricerca e che permetta al pubblico di avvicinarsi al mondo di Dioniso e delle Baccanti in modo diretto e coinvolgente. &Egrave; un modo per far dialogare ci&ograve; che arriva dal passato con il nostro modo di guardare e interpretare quel mondo oggi&raquo;.
 
Dioniso lo straniero, Dioniso maschile e femminile, Semele disperata, Tiresia la voce inascoltata, Tiresia il profeta, Penteo ingannato e sacrificato: sono loro che si muovono tra le rovine, con altri personaggi che circondano queste figure protagoniste delle Baccanti di Euripide.
 
Gli spettacoli di Ecstatic Pompeii sono produzioni inedite di Casa del Contemporaneo produzioni teatrali, hanno una durata di 30 minuti e sono replicati due volte per sera. Anche quest'anno ne curano testi e regia due autori &ndash; Rosario Sparno e Fabio Cocifoglia &ndash; tra i pi&ugrave; interessanti nel mondo della ricerca teatrale, per la loro capacit&agrave; di unire alla scrittura drammaturgica una sensibilit&agrave; per la musica contemporanea e per la danza. 
 
&laquo;A Pompei Dionysos - spiega Rosario Sparno - non assedia le mura dall'esterno; emerge come una crepa interiore, come il ritorno di un rimosso che rivendica il proprio spazio. Qui gli d&egrave;i danzano, danzano, danzano. Resta il teatro a farsi soglia e filtro, specchio che intercetta il loro passo prima che ci travolga&raquo;.
 
&laquo;Dell'immenso e complesso mondo Dionisiaco sono rimasto affascinato dal termine teofanico &ldquo;epidemia&rdquo;, che rappresenta il momento in cui una forza divina (in particolare Dioniso) si manifesta e risiede temporaneamente tra i mortali - sottolinea Fabio Cocifoglia -. L'irruzione di Dioniso nella citt&agrave; genera un &ldquo;contagio&rdquo; inteso come follia rituale e possessione estatica collettiva&raquo;.
 
Quest'anno, inoltre, grazie a una collaborazione di Casa del Contemporaneo con l'azienda toscana Sanctamuerte, i costumi di scena sono parte delle collezioni del fiorentino Filippo Giorgi, che da alcuni anni ha lanciato il suo brand proprio con l'idea di unire arte, ricerca e sartoria. Creazioni che danno alle performance un taglio e un movimento ancora pi&ugrave; contemporaneo e seducente.
 
Il programma. Ecstatic Pompeii inizia il 28 agosto presso la Villa di Poppea a Oplontis e il 29 agosto nella Villa dei Misteri a Pompei con &ldquo;Semele. La verit&agrave; &egrave; un fuoco&rdquo; di Rosario Sparno con Loredana Piedimonte, Costanza Cutaia e Massimo Cordovani.

Venerd&igrave; 4 settembre a Stabia, presso il Museo Archeologico di Stabia alla Reggia di Quisisana, protagonista &egrave; &ldquo;Dionysos. Lo straniero&rdquo; di Rosario Sparno interpretato da Gennaro Apicella con il musicista Francesco Giangrande, che replica il giorno dopo, sabato 5 settembre, a Pompei nella Villa dei Misteri.
 
Venerd&igrave; 11 settembre a Villa San Marco a Stabia e sabato 12 settembre a Villa dei Misteri va in scena &ldquo;Penteo. Dialogo sulla cecit&agrave;&rdquo; di Rosario Sparno con Elisabetta Pogliani nei panni di Tiresia e Luca Iervolino in quelli di Penteo. Con loro anche il musicista e compositore Massimo Cordovani.
 
Venerd&igrave; 18 settembre a Villa San Marco e sabato 19 settembre a Villa dei Misteri &egrave; in programma &ldquo;Tiresia. Dioniso negli occhi&rdquo; di Fabio Cocifoglia con Sonia Barbadoro.
 
Venerd&igrave; 25 settembre &egrave; l'unico giorno di repliche pomeridiane: alle 15,30 e alle 17,00 debuttano a Villa Regina di Boscoreale &ldquo;Io Dioniso. Luce e ombra&rdquo; con Anna e Clara Bocchino, testi e regia di Fabio Cocifoglia e a Villa dei Misteri &ldquo;La Cura del Dio. Frammenti di un contagio&rdquo; di Fabio Cocifoglia, liberamente tratto da &ldquo;Disturbing a Tragedy&rdquo; di Enzo Moscato. In scena Giampiero Schiano e il musicista Mimmo Angrisani.
 
Sabato 26 settembre riprendono gli orari serali alle 20,00 e alle 21,30: nella Villa dei Misteri a Pompei &ldquo;Io Dioniso. Luce e ombra&rdquo; con Anna e Clara Bocchino, e a Villa Regina a Boscoreale va di nuovo in scena &ldquo;La Cura del Dio. Frammenti di un contagio&rdquo;.
 
Ecstatic Pompeii, i misteri di Dionysos &egrave; una produzione del centro di produzione teatrale Casa del Contemporaneo e si avvale della collaborazione de Le Nuvole teatro arte scienza, nell'ambito del progetto &ldquo;Esopop, storie in festival&rdquo; del Parco Archeologico di Pompei, promosso dalla Direzione Generale Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura.
 
L'iniziativa &egrave; promossa in collaborazione con Regione Campania tramite Scabec - Societ&agrave; Campana Beni Culturali con fondi campania&gt;artecard.
 
Prima di ogni replica, una visita accompagnata dagli operatori didattici di Le Nuvole teatro arte scienza illustrer&agrave; al pubblico le caratteristiche e la storia dei luoghi, dalla Villa dei Misteri dedicata a Dioniso alla Villa di Oplontis che, si narra, fosse appartenuta alla moglie di Nerone, Poppea; dalla Villa San Marco, una delle due ville d'ozio di Stabia, alla bellissima collezione di reperti e affreschi custodita nella Reggia borbonica di Quisisana, oggi sede del Museo Archeologico di Stabia, fino alla Villa Regina di Boscoreale.
 
Biglietti: 7,00 &euro;
in vendita da luned&igrave; 17 agosto su www.vivaticket.it selezionando Ecstatic Pompeii.
 
Le immagini del progetto sono state realizzate dal fotografo Simone Florena.
 
Tutte le info su
www.pompeiesopop.it</description>
<author>uf.st.P.A. Pompei</author>
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<title>RIO SGUAZZATORIO, ALIBERTI: &laquo;C'&Egrave; CHI PREFERISCE METTERE LA MELMA SUGLI OCCHI PUR DI NON</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30915.xhtml</link>
<description>&laquo;Resto sconcertato e allibito dalle dichiarazioni del Sindaco di Angri, pertanto ritengo di dover ricostruire quanto accertato durante i sopralluoghi effettuati con la nostra Polizia Municipale.
 
Primo punto di osservazione: Via Orta Longa, in territorio di Angri, quasi all'altezza dell'Alveo comune nocerino.

Qui il Rio Sguazzatorio presenta una portata ridotta, acque visibilmente limpide, nessun cattivo odore e persino la presenza di fauna acquatica.

Secondo punto di osservazione: circa 800/900 metri pi&ugrave; a valle, in direzione Scafati, sempre in territorio di Angri, nella zona industriale.

La situazione cambia completamente: la portata dell'acqua aumenta, le acque diventano scure e torbide e si avverte un odore intenso e nauseabondo.
 
&Egrave; una differenza evidente in meno di un chilometro di percorso. Se l'acqua entra pulita e dopo poche centinaia di metri cambia completamente colore, aumenta di portata e diventa maleodorante, &egrave; chiaro che il problema si genera proprio in quel tratto.
 
Eppure ci risulta che segnalazioni di cittadini e richieste di verifiche da parte della Regione ci siano state.
 
Per questo motivo non ci siamo fermati alle ipotesi, ma abbiamo effettuato controlli anche fuori dal territorio di Scafati, insieme al nostro Comandante della Polizia Municipale e all'ing. Fienga.
 
Sul Controfosso, invece, sono stati eseguiti sopralluoghi presso una grande azienda che insiste nel territorio di Scafati, dove non sono emerse anomalie, e successivamente presso un'azienda del territorio di Poggiomarino. Proprio nei tombini lungo la Strada Provinciale Via Nuova San Marzano abbiamo riscontrato acque dello stesso identico colore di quelle presenti nel Rio Sguazzatorio.
 
Durante il controllo presso abbiamo dovuto attendere circa due ore prima di poter entrare, in attesa dell'ARPAC di Napoli. Nel frattempo sono stati effettuati i prelievi e attendiamo l'esito delle analisi.
Una circostanza, per&ograve;, lascia pi&ugrave; di qualche interrogativo: all'esterno l'acqua era scura e torbida; dopo l'attesa, all'interno dell'azienda l'acqua risultava improvvisamente pulita.
 
Attendiamo gli esiti ufficiali degli accertamenti e continueremo a fare controlli in autonomia, anche oltre i confini comunali, perch&eacute; il Rio Sguazzatorio e la salute dei cittadini meritano la verit&agrave;&raquo;.</description>
<author>STAFF SINDACO DI SCAFATI</author>
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<title>STIPENDI INCOMPLETI AL DEA DI NOCERA, PAGANI E SCAFATI. TOMASCO (NURSIND DI SALERNO): &quot;CHI SBAG</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30911.xhtml</link>
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Un disservizio burocratico che si traduce in un danno economico diretto per i lavoratori. &Egrave; quanto accaduto con la busta paga di luglio 2026 al personale del Dea Nocera/Pagani/Scafati dell'Asl Salerno, privo delle competenze accessorie relative al mese di giugno a causa del ritardo nella trasmissione e chiusura dei cartellini marcatempo da parte dei responsabili preposti.









Una situazione giudicata inaccettabile dalla segreteria territoriale del Nursind Salerno, che con una nota ufficiale ha diffidato l'Asl e richiesto l'immediata apertura di un'istruttoria interna per individuare chi non ha rispettato le scadenze formalmente stabilite.&laquo;Ringraziamo la direttrice del personale per la sensibilit&agrave; dimostrata nel far luce sull'accaduto, ma &egrave; del tutto inaccettabile che a pagare il conto di inefficienze organizzative siano, ancora una volta, i lavoratori che hanno regolarmente garantito l'assistenza ai cittadini. Le competenze accessorie non sono un variabile secondaria o un optional rinviabile, ma retribuzione dovuta. L'Asl non pu&ograve; limitarsi a fissare nuove scadenze per il mese successivo: chi ricopre incarichi di responsabilit&agrave; deve rispondere del proprio operato. Se si pretende puntualit&agrave; dai dipendenti, la stessa puntualit&agrave; deve essere garantita nell'erogazione delle somme maturate&raquo;, ha detto Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno.Il sindacato sottolinea come il blocco degli accessori rischi di generare ripercussioni che vanno ben oltre il semplice rinvio del pagamento.Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind Salerno: &laquo;Chiediamo l'immediata verifica e il riconoscimento di ogni eventuale danno economico o fiscale che questo ritardo potrebbe causare ai lavoratori. Trasferire sui dipendenti il peso di omissioni amministrative altrui &egrave; un principio distorto che non intendiamo tollerare. L'Asl ha l'obbligo di tutelare la retribuzione dei propri dipendenti e adottare contestualmente un sistema di monitoraggio efficace che impedisca in modo definitivo il ripetersi di simili episodi&raquo;.Sulla gestione del personale e sul clima di frustrazione che si respira nei presidi coinvolti interviene anche il coordinamento aziendale.Sul caso &egrave; intervenuto Giovanni Aspromonte, coordinatore del Nursind per l'Asl Salerno: &laquo;Il personale del Dea di Nocera, Pagani e Scafati lavora quotidianamente in condizioni di forte stress e con carichi di lavoro gravosi. Vedersi decurtato lo stipendio di luglio per una mera negligenza procedurale di chi doveva validare i cartellini &egrave; un insulto alla professionalit&agrave; dimostrata sul campo. Chiediamo che la direzione strategica avvii senza indugio i provvedimenti disciplinari e organizzativi nei confronti dei soggetti inadempienti&raquo;.














 


















































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<author>UF.ST.NURSIND SALERNO</author>
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<title>NOCERA SUP., APPROVATA LA SALVAGUARDIA DEGLI EQUILIBRI DI BILANCIO 2026/2028, IL P.E.B.A. E LA VARIA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30907.xhtml</link>
<description>Si &egrave; riunito ieri sera il Consiglio Comunale di Nocera Superiore per una seduta prevalentemente tecnica, con venti punti all'ordine del giorno, tutti approvati dall'assise cittadina. Tra gli atti pi&ugrave; importanti approvati figura la salvaguardia degli equilibri di bilancio 2026/2028, un passaggio fondamentale nella vita amministrativa di un Comune. Si tratta di un adempimento che consente di verificare il permanere degli equilibri finanziari dell'Ente e la solidit&agrave; della gestione economica, garantendo la continuit&agrave; dei servizi ai cittadini e la possibilit&agrave; di programmare con responsabilit&agrave; gli interventi futuri.
Approvate anche alcune variazioni di bilancio conseguenti al riconoscimento di finanziamenti ottenuti dall'Amministrazione comunale. Tra queste assume particolare rilievo quella che destina 720 mila euro di risorse comunali al potenziamento dei servizi per la prima infanzia. L'investimento consentir&agrave;, a partire dal 2027, di attivare 110 posti di asilo nido sull'intero territorio comunale. Un risultato importante per la citt&agrave;, che passer&agrave; dai 30 posti disponibili al momento dell'insediamento dell'Amministrazione nel 2024 ai 110 previsti nel 2027, collocandosi tra le prime citt&agrave; della Campania a raggiungere gli standard nazionali previsti per i servizi educativi destinati alla fascia 0-3 anni.
&laquo;La salvaguardia degli equilibri - ha dichiarato il Sindaco Gennaro D'Acunzi - di bilancio &egrave; un atto fondamentale perch&eacute; certifica la solidit&agrave; dei conti dell'Ente e ci permette di guardare avanti con responsabilit&agrave;. Allo stesso tempo, la scelta di destinare risorse comunali cos&igrave; importanti agli asili nido dimostra la volont&agrave; di investire sulle famiglie e sui servizi essenziali. Passare da 30 a 110 posti in pochi anni rappresenta un risultato significativo e pone Nocera Superiore tra le realt&agrave; pi&ugrave; virtuose della Campania rispetto agli obiettivi nazionali&raquo;.
Il Consiglio Comunale ha inoltre approvato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.), adottato con Delibera di Giunta n. 110 del 6 maggio scorso. Uno strumento strategico che consente di mappare il territorio, individuare le criticit&agrave; presenti negli spazi pubblici e programmare gli interventi necessari per rendere la citt&agrave; sempre pi&ugrave; accessibile. Nocera Superiore &egrave; il terzo Comune della provincia di Salerno ad aver adottato il Piano.
&laquo;Una citt&agrave; accessibile - ha spiegato il Sindaco D'Acunzi - &egrave; una citt&agrave; pi&ugrave; attenta alle persone, alle persone con disabilit&agrave;, agli anziani, alle famiglie con bambini e a chiunque possa incontrare difficolt&agrave; negli spostamenti quotidiani. Tengo a sottolineare il percorso di condivisione e partecipazione che ha accompagnato la redazione di questo Piano, coinvolgendo cittadini e associazioni. Una citt&agrave; cresce attraverso l'ascolto e il dialogo con chi ogni giorno vive gli spazi urbani e pu&ograve; contribuire a migliorarli&raquo;.
Nel corso della seduta si &egrave; registrato un clima di confronto sereno e costruttivo. Pur nel rispetto dei diversi ruoli e delle differenti posizioni politiche, su numerosi punti all'ordine del giorno si &egrave; registrata anche la convergenza dei consiglieri di minoranza, consentendo l'approvazione di provvedimenti importanti per la citt&agrave;.
&laquo;Il confronto democratico - ha aggiunto il Primo cittadino - &egrave; sempre un valore quando &egrave; orientato all'interesse della comunit&agrave;. Il clima collaborativo che si &egrave; respirato in Consiglio Comunale e la condivisione raggiunta su diversi provvedimenti lasciano ben sperare per il lavoro che ci attende nei prossimi mesi. Quando al centro ci sono Nocera Superiore e i suoi cittadini, le differenze possono rappresentare una ricchezza&raquo;.
All'unanimit&agrave; dei presenti, l'assise cittadina ha poi accolto la proposta del Sindaco di conferire l'attestazione di benemerenza civica al Colonnello Gianfranco Albanese, Comandante del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Nocera Inferiore, quale riconoscimento per l'impegno istituzionale, sociale ed educativo svolto a favore della sicurezza, della legalit&agrave; e della comunit&agrave; territoriale.
&laquo;Il Colonnello Albanese - ha affermato il Sindaco D'Acunzi - ha rappresentato per il nostro territorio un punto di riferimento importante, garantendo sicurezza e legalit&agrave; ma anche costruendo un rapporto di fiducia con i cittadini e con le istituzioni. In questi anni abbiamo avuto modo di apprezzarne la disponibilit&agrave; al dialogo, la presenza costante e l'attenzione verso le esigenze delle nostre comunit&agrave;&raquo;.
&laquo;Con questa benemerenza civica il Comune di Nocera Superiore desidera esprimere, a nome dell'intera comunit&agrave;, un sincero sentimento di riconoscenza per il lavoro svolto e per il contributo offerto alla crescita civile e sociale del nostro territorio&raquo;, ha concluso il Sindaco Gennaro D'Acunzi.</description>
<author>CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO</author>
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<title>APRE IL PARCO DEL REAL POLVERIFICIO BORBONICO DI SCAFATI. INAUGURATO IL TEMPORARY USE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30904.xhtml</link>
<description>&Egrave; stato inaugurato il temporary use nel Parco del Real Polverificio Borbonico di Scafati, un nuovo spazio pubblico restituito alla collettivit&agrave; nell'ambito del percorso di valorizzazione di uno dei pi&ugrave; importanti complessi storico-industriali del Mezzogiorno. Durante l'evento di apertura degli spazi, concessi in uso temporaneo per 18 mesi dal Parco Archeologico di Pompei a seguito di un bando pubblico, sono stati presentati anche gli interventi di risistemazione di una parte del Parco e il programma di eventi che animeranno il sito. Sono state svelate, inoltre, due sculture dell'artista britannico Philip Colbert, inserite nel progetto espositivo "Pompeii Mythology", in programma dal 27 luglio a novembre al Parco Archeologico di Pompei. La mostra ospita oltre trenta sculture dell'artista in dialogo con il patrimonio archeologico, creando un collegamento culturale tra Pompei e Scafati. 
L'iniziativa di temporary use si inserisce nel progetto pi&ugrave; ampio di riqualificazione e valorizzazione del Real Polverificio Borbonico, promosso dall'Agenzia del Demanio e dal Parco Archeologico di Pompei con la collaborazione del Comune di Scafati e inserita in un pi&ugrave; ampio percorso condiviso con Regione Campania, Ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno e Universit&agrave; degli Studi di Salerno, che punta a trasformare il complesso in un polo di attrazione turistico-culturale, ambientale e di ricerca scientifica. Nel corso dell'inaugurazione &egrave; stato illustrato un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei progetti e delle procedure in corso, con particolare riferimento al partenariato pubblico-privato (PPP). 
Il Real Polverificio Borbonico di Scafati, realizzato nella met&agrave; dell'Ottocento come uno dei pi&ugrave; avanzati complessi produttivi del Regno delle Due Sicilie, rappresenta oggi un bene dello Stato di grande valore storico, artistico e paesaggistico. L'apertura del Parco costituisce un ulteriore passo nel progetto di valorizzazione del complesso, attraverso un partenariato pubblico-privato per usi temporanei, finalizzato a restituire alla collettivit&agrave; un'area rimasta a lungo chiusa, in attesa della riqualificazione dell'intero compendio. L'attuale concessione interessa una porzione di circa 4,6 ettari all'interno di un'area complessiva di 15 ettari, situata in una posizione strategica tra Napoli e Salerno, a pochi chilometri dal Parco Archeologico di Pompei. 
L'apertura del Parco consente la fruizione del viale dei Platani, asse storico e paesaggistico del Real Polverificio Borbonico che costituisce la struttura ordinatrice dell'intero complesso, mettendo in relazione edifici, sistema delle acque, percorsi e spazi aperti secondo il progetto originario ottocentesco. Con la possibilit&agrave; di percorrere il viale, elemento identitario del sito, i visitatori possono scoprire oltre un secolo e mezzo di storia e il valore del paesaggio come bene culturale e luogo di appartenenza della comunit&agrave;. 
Il Parco &egrave; aperto al pubblico il luned&igrave; e il marted&igrave; dalle 8.00 alle 20.00 e il venerd&igrave;, il sabato e la domenica dalle 8.00 alle 23.00, con accesso pedonale da via Astolelle, a Pompei, e accesso carrabile da via Pasquale Vitiello 108, a Scafati. 
Il programma "Historia" proposto dal concessionario prevede un ricco calendario di iniziative condivise con il Parco Archeologico di Pompei ed il Comune di Scafati, pensato per valorizzare le tradizioni produttive, agricole e culturali del territorio e promuovere la piena fruizione del complesso. Nel corso dell'anno il Parco ospiter&agrave; farmer's market dedicati alle produzioni locali, rievocazioni storiche, eventi equestri, raduni tematici, concerti, attivit&agrave; culturali, iniziative dedicate all'economia circolare e, nel periodo natalizio, un villaggio con mercatini, laboratori ed eventi. L'obiettivo &egrave; restituire alla comunit&agrave; un luogo di rilevanza storica e paesaggistica, favorendone la valorizzazione culturale, l'incremento dell'attrattivit&agrave; turistica e nuove opportunit&agrave; di sviluppo per il territorio. 
&laquo;L'apertura del Parco verde del Real Polverificio Borbonico &ndash; dichiara il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel &ndash; rappresenta un traguardo di straordinario valore per tutto il territorio. Ricordo quando, solo pochi anni fa, quest'area si trovava in uno stato di completo abbandono ed era teatro di attivit&agrave; illecite e sversamenti abusivi. Oggi voltiamo pagina. Grazie alla formula del temporary use, il Parco diventa finalmente un bene vivo e accessibile a cittadini, famiglie e turisti, animato da un programma di eventi settimanali e arricchito dalla presenza delle opere dell'artista Philip Colbert. Questa iniziativa riflette pienamente la nostra visione di sviluppo e valorizzazione del patrimonio: promuovere un turismo sostenibile che superi la logica dei soli numeri di ingresso e del "mordi e fuggi", offrendo ai visitatori un'esperienza autentica e diffusa, estesa anche ad altre ricchezze culturali, paesaggistiche, gastronomiche di questo territorio, capace di generare valore anche per le comunit&agrave; e le imprese locali&raquo;.</description>
<author>uf.st.P.A. Pompei</author>
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<title>&quot;I BAMBINI ITALIANI NON SONO UN POPOLO DI OBESI. LA DIETA MEDITERRANEA NON HA FALLITO: IL PROBL</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/cronaca/30903.xhtml</link>
<description>Pollica, 29 luglio 2026 - L'obesit&agrave; infantile rappresenta un'emergenza sanitaria che va affrontata senza esitazioni. Ma trasformare questa emergenza nell'immagine di un'Italia che avrebbe tradito la Dieta Mediterranea significa raccontare una realt&agrave; parziale e fuorviante.
&Egrave; la posizione del sindaco di Pollica, Comunit&agrave; Emblematica UNESCO della Dieta Mediterranea, che interviene dopo l'inchiesta della BBC dedicata all'aumento dell'obesit&agrave; infantile nel nostro Paese.
Secondo il Comune di Pollica, il problema non &egrave; la Dieta Mediterranea, ma il progressivo affermarsi, negli ultimi decenni, di un ambiente alimentare dominato da prodotti ultraprocessati, da un marketing sempre pi&ugrave; aggressivo e da politiche pubbliche che non sono riuscite a proteggere uno dei patrimoni culturali e sanitari pi&ugrave; importanti del Paese.
&laquo;I bambini italiani non sono un popolo di obesi e l'Italia non pu&ograve; essere raccontata come il Paese che ha tradito la Dieta Mediterranea. Esistono realt&agrave; molto diverse tra loro. Ci sono territori che affrontano maggiori fragilit&agrave; e ci sono comunit&agrave; come Pollica, dove continuiamo a dimostrare che questo modello alimentare funziona quando un territorio sceglie davvero di investirci&raquo;.
A confermarlo sono i dati del progetto LAFA &ndash; Longevity & Fertility Algorithm, coordinato dall'Universit&agrave; degli Studi di Salerno e sviluppato in partnership con il Comune di Pollica nell'ambito del programma nazionale ONFOODS &ndash; PNRR. Lo studio ha analizzato l'aderenza alla Dieta Mediterranea tra bambini e adolescenti del territorio attraverso protocolli scientifici validati a livello internazionale: il KIDMED, applicato a 193 studenti dell'Istituto Omnicomprensivo "Ancel Keys", e il MEDAS del protocollo PREDIMED, somministrato a 137 adolescenti.
I risultati mostrano che il 30,6% dei bambini e dei ragazzi cilentani presenta un'elevata aderenza alla Dieta Mediterranea, un dato pari a circa il doppio della media nazionale italiana (15%) e quasi tre volte superiore rispetto alla media del Sud Italia (11%). Il punteggio medio KIDMED, pari a 6,4 su 12, colloca inoltre il territorio tra le realt&agrave; pi&ugrave; virtuose del bacino mediterraneo.
I dati evidenziano anche la resistenza di alcuni elementi culturali alla base del modello mediterraneo: il 96% degli studenti utilizza quotidianamente olio extravergine di oliva come condimento nella cucina domestica, il 75% consuma piatti preparati con il tradizionale soffritto, oltre il 70% mangia legumi almeno una volta a settimana e pi&ugrave; di 8 ragazzi su 10 (82%) frequentano un fast food al massimo una volta alla settimana.
Per l'amministrazione comunale questi risultati non sono casuali, ma il frutto di una strategia costruita negli anni, capace di integrare alimentazione, educazione, pianificazione urbana, ricerca scientifica e valorizzazione delle produzioni locali. La mensa scolastica ispirata ai principi della Dieta Mediterranea, il coinvolgimento diretto delle famiglie, il lavoro educativo del Paideia Campus, il Piano Urbanistico FOODSCAPE e la scelta di limitare modelli di consumo estranei alla cultura alimentare locale rappresentano, secondo il Comune, strumenti concreti di prevenzione sanitaria prima ancora che semplici politiche alimentari.
&laquo;La Dieta Mediterranea resta uno dei pi&ugrave; importanti strumenti di prevenzione contro l'obesit&agrave;, anche infantile. Ma Pollica dimostra anche un'altra cosa: dove il contesto favorisce scelte alimentari sane, &egrave; pi&ugrave; semplice mantenere stili di vita equilibrati. L'82% dei nostri ragazzi frequenta un fast food al massimo una volta alla settimana, anche perch&eacute; sul nostro territorio non ce ne sono e l'amministrazione intende mantenere questa scelta. Allo stesso modo, le abitudini alimentari quotidiane raccontano la forza di una cultura ancora viva, con il consumo di prodotti e preparazioni che appartengono alla tradizione mediterranea&raquo;.
Per il sindaco continuare a concentrare il dibattito esclusivamente sulla responsabilit&agrave; delle famiglie significa affrontare soltanto gli effetti senza intervenire sulle cause.
Il vero nodo, sostiene il Comune, &egrave; un sistema economico che continua a trarre profitto dalla diffusione di alimenti ad alta densit&agrave; calorica e fortemente ultraprocessati, trasferendo sulla sanit&agrave; pubblica e sulla collettivit&agrave; i costi dell'obesit&agrave;, del diabete e delle malattie croniche. Accanto a questo esiste un altro tema centrale: quello dell'accesso al cibo di qualit&agrave; e delle disuguaglianze alimentari.
&laquo;Dobbiamo smettere di colpevolizzare bambini e famiglie. Il problema non &egrave; una presunta debolezza culturale degli italiani. Il problema &egrave; un modello economico nel quale i profitti restano privati mentre i costi sanitari, sociali e ambientali vengono sostenuti dalla collettivit&agrave;&raquo;.
Secondo il sindaco, merita attenzione anche un altro fenomeno: la crescente spettacolarizzazione del tema alimentare.
&laquo;Accanto alle responsabilit&agrave; di una parte dell'industria alimentare, esiste anche chi utilizza l'allarme sull'obesit&agrave; infantile per promuovere la propria dieta, il proprio metodo o il proprio business. La salute dei bambini non pu&ograve; diventare terreno di marketing, n&eacute; industriale n&eacute; professionale&raquo;.
Per questo Pollica annuncia un ulteriore rafforzamento delle proprie politiche pubbliche. Dopo aver costruito il Piano Urbanistico FOODSCAPE, promosso la cucina mediterranea autentica nella ristorazione locale e introdotto criteri di qualit&agrave; nelle mense scolastiche, il Comune lavorer&agrave; all'introduzione del divieto di pubblicit&agrave; del cibo spazzatura sul territorio comunale, all'adozione di criteri premiali nelle concessioni pubbliche per chi promuove la Dieta Mediterranea e alla conferma del divieto di apertura di nuovi fast food.
Ma, sottolinea il sindaco, le iniziative locali non bastano.
Pollica propone l'apertura di una nuova stagione legislativa che riconosca una maggiore responsabilit&agrave; economica ai produttori di alimenti con i peggiori profili nutrizionali, attraverso l'introduzione di un contributo per la responsabilit&agrave; sanitaria alimentare destinato a finanziare le politiche di prevenzione dell'obesit&agrave;, del diabete e delle malattie cardiovascolari.
Parallelamente, il Comune rivolge un appello al Presidente della Regione Campania affinch&eacute; vengano adottate misure capaci di limitare la presenza di alimenti ultraprocessati nelle scuole, nelle strutture sanitarie e nei servizi pubblici regionali, accompagnando progressivamente le mense scolastiche verso il modello della Dieta Mediterranea.
&laquo;Il vero fallimento non &egrave; della Dieta Mediterranea. Il vero fallimento &egrave; aver permesso che il profitto venisse prima della salute. Chi trae beneficio economico dalla vendita di alimenti che producono elevati costi sanitari dovrebbe contribuire anche alla prevenzione&raquo;.
Il sindaco conclude con un invito alla BBC.
&laquo;Mi auguro che la BBC voglia completare la propria inchiesta visitando Pollica, Comunit&agrave; Emblematica UNESCO della Dieta Mediterranea. Qui, dal lavoro pionieristico di Ancel e Margaret Keys fino alle attivit&agrave; del Centro Studi "Angelo Vassallo", continuiamo a dimostrare che la Dieta Mediterranea non appartiene al passato. &Egrave; un modello contemporaneo di salute, ricerca, educazione e sviluppo che pu&ograve; ancora guidare il futuro dell'Italia&raquo;.
APPROFONDIMENTO 
Nell'ambito del progetto LAFA &ndash; Longevity & Fertility Algorithm (https://lafaproject.it), coordinato dall'Universit&agrave; degli Studi di Salerno e sviluppato insieme al Future Food Institute all'interno del programma nazionale ONFOODS &ndash; PNRR, Pollica e il Cilento sono stati studiati come Living Lab internazionale della longevit&agrave;, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Attraverso protocolli scientifici validati a livello internazionale &ndash; il KIDMED, applicato a 193 studenti dell'Istituto Omnicomprensivo "Ancel Keys", e il MEDAS del protocollo PREDIMED, somministrato a 137 adolescenti &ndash; &egrave; stata misurata per la prima volta l'effettiva aderenza alla Dieta Mediterranea nei giovani del territorio.
I risultati restituiscono un quadro di eccellenza culturale in tensione con i segnali della transizione alimentare. Il 30,6% dei bambini e ragazzi cilentani mostra un'alta aderenza alla Dieta Mediterranea, un dato pari a circa il doppio della media nazionale italiana (15%) e quasi il triplo della media del Sud Italia (11%), con un punteggio medio KIDMED di 6,4 su 12 &mdash; allineato ai migliori performer del bacino mediterraneo come Portogallo ed Egitto. I marker culturali fondanti resistono con forza: il 96% degli studenti utilizza quotidianamente olio extravergine d'oliva come condimento nella cucina domestica &ndash; segno che la casa e la famiglia restano il presidio pi&ugrave; solido di trasmissione della tradizione alimentare &ndash; il 75% consuma piatti preparati con il soffritto tradizionale, oltre il 70% mangia legumi almeno una volta a settimana e pi&ugrave; di 8 ragazzi su 10 (82%) frequentano il fast food al massimo una volta a settimana, un dato che segnala una notevole resistenza culturale al modello alimentare globalizzato, in un'epoca in cui hamburger e formule take-away hanno colonizzato la dieta adolescenziale nel resto d'Italia e d'Europa.
I dati confermano che Pollica resta un modello di riferimento europeo per la salute pediatrica, ma indicano al tempo stesso l'urgenza di politiche mirate &mdash; a partire dalla ristorazione scolastica, dalla riforma della colazione e dal recupero della filiera ittica locale &mdash; per proteggere il patrimonio immateriale UNESCO nella sua dimensione pi&ugrave; concreta: la salute dei bambini che lo erediteranno.
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<author>SILVIA DE CESARE</author>
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