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<title>titolo pagina</title>
<link>url sito web</link>
<description>nome sito</description>
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<title>FIUME SARNO E CANALI, ALIBERTI: &quot;APPREZZIAMO LÂ'IMPEGNO DELLÂ'ON. BORRELLI. MA ADESSO? RESTER&A</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30956.xhtml</link>
<description>Il Sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti: "Il 7 agosto, con un video, per il quale sono stato anche attaccato (e forse oggi capisco perch&eacute;), avevamo gi&agrave; denunciato la presenza di scarichi abusivi riconducibili ad alcune aziende, anche se non residenti nel nostro territorio, esponendoci persino alle contestazioni di qualche imprenditore.
Che nel fiume Sarno, nei suoi affluenti e nei canali ci siano scarichi &egrave; ormai la scoperta di Cristoforo Colombo (che in America arriv&ograve;, per&ograve; attrezzato con tre caravelle). L'on. Borrelli, che da parlamentare ed ex consigliere regionale dovrebbe conoscere bene la storia e la situazione del Sarno, &egrave; andato con il lontro. Eppure le informazioni gli erano gi&agrave; state fornite quando &egrave; venuto a Scafati in occasione della visita che noi avevamo organizzato con la Commissione parlamentare d'inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, che avevamo sollecitato ad intervenire insieme a tutti i suoi componenti, guidati dall'on. Bicchielli.

Apprezziamo l'impegno e siamo contenti che ci affianchi in questa battaglia. Ma oggi vorremmo capire una cosa molto semplice: le immagini che abbiamo visto resteranno soltanto in uno spettacolare servizio giornalistico o verranno trasformate in azioni concrete?

Verranno portate in Procura? Ci sar&agrave; un seguito istituzionale, considerato anche il suo attuale ruolo? O finir&agrave; tutto come &egrave; accaduto negli anni in cui era consigliere regionale nella maggioranza di De Luca?

C'era davvero bisogno di andare sul lontra?

Eppure, nelle audizioni della Commissione d'inchiesta di cui fa parte e durante la visita sul territorio, avevamo spiegato ampiamente che nel fiume, negli affluenti e nei canali convivono scarichi autorizzati, scarichi non autorizzati (e quindi abusivi) e, soprattutto, aziende che, pur essendo autorizzate, potrebbero scaricare abusivamente.

Sono proprio queste ultime che chiediamo da tempo di controllare. Lo avevo denunciato in un video del 7 agosto, lo abbiamo ribadito pi&ugrave; volte quando siamo andati in Procura e nelle comunicazioni inviate alla stessa Procura. Perch&eacute; il Comune di Scafati pu&ograve; controllare il proprio territorio, ma non pu&ograve; sostituirsi agli altri enti nei territori confinanti.

Adesso che tutto &egrave; pi&ugrave; chiaro anche all'onorevole (che probabilmente, come San Tommaso, se non vedeva non credeva), a noi interessa capire:
&#128313;&#65039;quali scarichi siano effettivamente abusivi rispetto a quelli censiti e autorizzati, dei quali il Comune &egrave; in possesso della documentazione, ma che soprattutto dovrebbero essere conosciuti dal Consorzio di Bonifica e dall'Ente Idrico Campano;
&#128313;&#65039;se tutti gli enti stiano facendo fino in fondo il proprio dovere, a partire dalla Regione e dal suo amico Fico, e prima ancora dal suo presidente De Luca;
&#128313;&#65039;perch&eacute; il suo partito, in primis, si oppose al dragaggio nell'ambito del Grande Progetto Sarno nel 2015, dopo aver vinto le elezioni, quando lui era consigliere regionale.

S&igrave;, perch&eacute; non vorremmo che alla fine fosse stata soltanto una gita in barca o uno spettacolo estivo.
Preferiremmo che, attraverso le audizioni della Commissione d'inchiesta di cui &egrave; componente, si riuscisse finalmente ad aprire un tavolo tecnico in Regione Campania, con il presidente Fico, oppure a coinvolgere tutti i Comuni interessati, quelli che controllano e quelli che non controllano, affinch&eacute; si arrivi in Procura con una denuncia dettagliata e documentata sugli scarichi abusivi.

Perch&eacute; altrimenti, alla fine di questa entusiasmante avventura sul fiume, all'on. Borrelli rester&agrave; il ricordo di una bella gita in barca. A noi, invece, resteranno la puzza e melma".
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<author>staff sindaco</author>
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<title>MALTEMPO IN LOCALITA' FOCE A SARNO, L'APPELLO DI SIRICA (FdI): &quot;SUBITO LA RETE FOGNARIA PER EVI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30932.xhtml</link>
<description>Resta irrisolta e complessa la situazione legata alle carenze infrastrutturali in localit&agrave; Foce a Sarno, dove diverse abitazioni continuano a vivere una condizione critica legata all'assenza di una rete fognaria adeguata. Un'infrastruttura fondamentale per la tutela della salute pubblica, la salvaguardia dell'ambiente e lo sviluppo dell'intera area urbana, che ad oggi priva la comunit&agrave; residente di un servizio pubblico essenziale.
Sulla vicenda &egrave; intervenuto Enrico Sirica, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia a Sarno, rivolgendo una richiesta formale e diretta alla gestione commissariale dell'Ente:  &laquo;La localit&agrave; Foce di Sarno continua a vivere una condizione che appare ormai incomprensibile: diverse abitazioni sono ancora prive di una rete fognaria adeguata. Non si tratta di una semplice opera pubblica, ma di un'infrastruttura essenziale che incide sulla qualit&agrave; della vita, sulla tutela della salute pubblica, sulla salvaguardia dell'ambiente e sullo sviluppo del territorio.Per questo rivolgo un rispettoso appello ai commissari straordinari che guidano il Comune di Sarno affinch&eacute; si facciano interpreti delle esigenze dei cittadini, promuovendo un confronto con gli enti competenti per verificare lo stato della progettazione, le risorse disponibili e le iniziative necessarie a realizzare finalmente la rete fognaria nella localit&agrave; Foce.I residenti chiedono soltanto ci&ograve; che dovrebbe essere garantito a ogni cittadino: servizi essenziali, pari dignit&agrave; e attenzione da parte delle istituzioni. Dopo tanti anni di attesa, &egrave; arrivato il momento di dare risposte chiare e tempi certi. Confido nella sensibilit&agrave; dei Commissari affinch&eacute; questa richiesta venga accolta e trasformata in un impegno concreto. La comunit&agrave; della localit&agrave; Foce merita di essere ascoltata e di vedere finalmente affrontato un problema che non pu&ograve; pi&ugrave; essere rinviato. Le istituzioni dimostrano la propria vicinanza ai cittadini attraverso i fatti. Ora &egrave; il momento di compiere un passo decisivo per garantire alla localit&agrave; Foce un servizio fondamentale che attende da troppo tempo&raquo;. 
Dunque, si punta a sollecitare un tavolo istituzionale prioritario, con l'obiettivo di definire il cronoprogramma dei lavori e reperire i fondi necessari alla risoluzione definitiva dell'annoso problema.</description>
<author>UF.ST.SIRICA</author>
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<title>CON LA STAGIONE ESTIVA INFUOCATA SI RIPROPONE L'ANNOSO PROBLEMA DEGLI INCENDI BOSCHIVI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30912.xhtml</link>
<description>Ogni anno di questi tempi iniziano le grandi manovre, le discussioni dei  Piani Antincendio. Ci si agita, si cerca di trovare soluzioni all'annoso problema degli incendi che distruggono gran parte del patrimonio boschivo nostrano e nazionale. I danni economici sono rilevanti per la comunit&agrave;. Specie per la Campania che a leggere le cronache di questi giorni &egrave; la pi&ugrave; colpita dagli incendi tra tutte le regioni italiane. 
Se si pensa che mediamente gli incendi distruggono all'incirca 75.000 ettari di bosco all'anno (l'1,2% di tutta la superficie boschiva), allora &egrave; facile dedurre che i danni sono enormi. Calcolando anche il dissesto idrogeologico derivante dalla distruzione dei boschi lungo i versanti dei monti, allora si arriva a cifre molto gravose per la comunit&agrave; in cui viviamo. 
Dai dati della Protezione civile risulta che &ldquo;In Italia i boschi ricoprono oltre 9.800.000 ettari, circa il 35% del territorio nazionale&rdquo;. Dalla met&agrave; degli anni ottanta ai primi anni del 2000, gli incendi boschivi hanno distrutto circa 1.100.000 ettari di superficie boscata: un'estensione superiore a quella dell'Abruzzo!  Se consideriamo gli incendi avuti fino al 2015, supereremo abbondantemente 1.600.000 ettari di bosco distrutto. 
Ma quali sono le cause principali di questi incendi? Ben 47.000 ettari sono distrutti da incendi dolosi, seguono 28.000 ettari distrutti da incendi dovuti a cause naturali. Quest'ultimi sono molto rari in verit&agrave;. Uno studio inglese ha stilato una tipologia delle cause degli incendi dolosi molto vicina alla realt&agrave;. Secondo questo studio chi incendia lo fa per ricavarne un guadagno, oppure per distogliere l'attenzione delle autorit&agrave; al fine di commettere altri crimini. Ancora, c'&egrave; chi incendia per protesta, per sentirsi un eroe, per disordine mentale (il classico piromane per intenderci), per mantenere il posto di lavoro nelle squadre antincendi, infine per noia. Mentre le cause involontarie (accidentali e colpose) si possono far risalire agli scarichi dei motori lungo i sentieri dei boschi, alle scintille prodotte dai treni attraverso i ceppi frenanti che incendiano le sterpaglie ai margini della strada ferrata (ma con l'alta velocit&agrave; questo non sembra pi&ugrave; possibile), tranne che per i treni regionali e locali, ai mozziconi di sigaretta gettati dai finestrini delle auto e dei treni, alle feste campestri e alle braci lasciate dai campeggiatori, ai fuochi artificiali, all'abbruciamento delle stoppie, a manovre militari e a depositi di immondizia. 
In Italia sono 72 i mezzi aerei antincendio disponibili per situazioni di grave emergenza. A questi si sommano poi le flotte regionali. La prevenzione o lo spegnimenti di incendi boschivi dipendono infatti dalle varie Regioni che possono organizzarsi come meglio credono, attingendo a risorse interne o sottoscrivendo accordi con privati.
-18 Canadair, distribuiti in forza di apposite convenzioni per tutto l'arco della Campagna AIB in Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Basilicata e Sicilia. Impiegati per il lancio di acqua;
-Velivoli G 222 e C 130: impiegati nel lancio di liquido ritardante;
-56 elicotteri Erikson S64F in forza al COAU e dislocati in Campania e Sicilia: idonei al lancio di acqua o di liquido ritardante, al trasporto in loco di liquido estinguente, personale e materiale antincendio. 
Dal 1988 la flotta aerea antincendio della Protezione civile &egrave; stata trasferita al Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. 
Dobbiamo purtroppo constatare che gli incendi stanno rivelandosi fra i pi&ugrave; grandi investimenti che si possono immaginare. Gli interessi sono infatti numerosi, e spesso provocate dalla stessa legge destinata alla protezione della natura (Legge n. 353 del 21 novembre 2000: legge quadro sugli incendi boschivi ). 
Il Governo poi delega le Regioni a redigere un Piano Regionale di Previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. Esse lo approvarono sulla base di linee guida e di direttive deliberate, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. In ogni caso, ogni anno dovrebbe essere aggiornato. Per la regione Campania &egrave; stato adottato con D.M. 3 gennaio 2008 (Gazz. Uff. 22 febbraio 2008, n. 45) e con D.M. 3 settembre 2008 (Gazz. Uff. 9 ottobre 2008, n. 237). 
Ma vediamo cosa muove gli incendiari. A monte di ogni incendio c'&egrave; spesso un fine di ordine economico: il desiderio di ampliare i pascoli a discapito del bosco, molti operai, assunti da squadre antincendio, poi, per garantirsi il posto e ulteriore lavoro per il rimboschimento provocano incendi, ancora, per vendetta da parte di chi sia stato danneggiato dai proprietari dei boschi oppure non sia stato riassunto come operaio stagionale, per avere contributi pubblici in conseguenza della distruzione dei boschi (la cui resa economica &egrave; inferiore ai contributi che se ne ricevono), per interesse da parte delle ditte che producono materiale per spegnere gli incendi e anche da parte di quelli che gestiscono gli elicotteri antincendio e che usufruiscono dei finanziamenti regionali, la speculazione edilizia &egrave; una delle pi&ugrave; frequenti cause. Insomma, il bosco rende pi&ugrave; da morto che da vivo. Solo eliminando questa fabbrica di redditi da bosco si possono risolvere gli incendi, almeno quelli di natura dolosa. 
Occorre inoltre una prevenzione che deve essere culturale, informando sulla importanza ecologica e idrogeologica dei boschi, e tecnica, che pu&ograve; essere attuata con accorgimenti che vanno dalla separazione delle colture agricole dai boschi, alla pulizia, alla realizzazione di sentieri all'aria aperta, alla pulizia del ciglio delle strade, alla pulizia dei boschi in modo da evitare accumuli di erba, arbusti e foglie secche, alla sorveglianza stretta nei periodi maggiormente interessati dagli incendi. Vanno rinforzate le squadre di sorveglianza laddove ci sono e instaurate laddove non esistono. Certo la loro presenza non eviter&agrave; gli incendi, ma servir&agrave; ad evitare, ma sar&agrave; comunque utile per interventi pi&ugrave; rapidi. Infatti, la rapidit&agrave; degli interventi &egrave; indispensabile per ridurre i danni del fuoco. Basta pensare che il fuoco marcia ad una velocit&agrave; molto sostenuta,  100/200 metri all'ora nella stagione invernale e 500/2000 mt all'ora nella stagione estiva.
Velocit&agrave; che si raddoppia addirittura quando il terreno &egrave; in forte pendenza (30%). 
Da tutto quanto precede, e considerando anche il danno economico procurato (anche per il ripascimento dei boschi con specie adatte), sembra alquanto strano e fuori da ogni logica (altro che spending review) che il Governo Renzi abol&igrave; il corpo delle Guardie Forestali per accorparle a quello dei Carabinieri.</description>
<author>PRISCO CUTINO</author>
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<title>INCENDIO A SARNO, SIRICA (FdI): &quot;SERVONO CHIAREZZA, MONITORAGGI COSTANTI E UNA NUOVA STAGIONE D</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30789.xhtml</link>
<description>La grande nube sprigionatasi a seguito dell'incendio che ha interessato l'area industriale di Via Ingegno ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza ambientale e della tutela della salute pubblica. Un episodio che ha generato comprensibile apprensione tra i residenti e che richiama la necessit&agrave; di garantire alla comunit&agrave; informazioni certe, aggiornamenti puntuali e una gestione dell'emergenza fondata esclusivamente sui dati e sulle verifiche degli enti competenti.
Sulla vicenda interviene Enrico Sirica, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia a Sarno, che sottolinea l'importanza di un approccio responsabile e trasparente:
&ldquo;Comprendiamo la preoccupazione dei cittadini di fronte alle immagini dell'incendio e della nube che si &egrave; levata sull'area industriale. In momenti come questi il primo dovere delle istituzioni &egrave; quello di garantire serenit&agrave; attraverso informazioni chiare e verificabili. &Egrave; fondamentale attendere gli esiti degli accertamenti tecnici, ma &egrave; altrettanto necessario che la popolazione venga costantemente aggiornata sugli sviluppi dei monitoraggi ambientali e sulle eventuali indicazioni da seguire&rdquo;.
&ldquo;Il tema della salute pubblica &ndash; prosegue Sirica &ndash; deve rimanere assolutamente prioritario. Ogni valutazione deve essere affidata agli organismi preposti, evitando allarmismi ma anche sottovalutazioni. La trasparenza rappresenta il presupposto indispensabile per costruire fiducia tra cittadini e istituzioni&rdquo;.
Il coordinatore cittadino di FdI richiama inoltre l'attenzione sulle conseguenze economiche e occupazionali dell'evento: &ldquo;Non dobbiamo dimenticare le aziende coinvolte, i lavoratori e le famiglie che vivono una fase di difficolt&agrave;. Dietro ogni attivit&agrave; produttiva ci sono persone, sacrifici e professionalit&agrave; che meritano attenzione e sostegno&rdquo;.
Secondo Sirica, per&ograve;, l'emergenza deve diventare anche occasione di riflessione: &ldquo;Un episodio come quello di Via Ingegno ci impone di guardare oltre la gestione del momento e di aprire un confronto serio sulla sicurezza delle aree produttive, sulla prevenzione dei rischi e sulla capacit&agrave; del territorio di affrontare situazioni straordinarie&rdquo;.
&ldquo;Una citt&agrave; moderna &ndash; aggiunge &ndash; deve saper tenere insieme sviluppo economico, tutela ambientale e sicurezza dei cittadini. Non sono elementi in contrapposizione, ma pilastri dello stesso modello di crescita. La competitivit&agrave; di un territorio passa anche dalla sua capacit&agrave; di garantire sicurezza e qualit&agrave; della vita&rdquo;.
Il rappresentante di Fratelli d'Italia conclude: &ldquo;Sarno &egrave; una comunit&agrave; forte, fatta di cittadini laboriosi, imprese e realt&agrave; associative che ogni giorno contribuiscono alla crescita della citt&agrave;. Proprio per questo servono istituzioni presenti, capaci di ascoltare, programmare e assumersi responsabilit&agrave;. I cittadini chiedono chiarezza, seriet&agrave; e visione: la fiducia si costruisce con i fatti, con decisioni trasparenti e con la capacit&agrave; di mettere sempre al primo posto l'interesse della comunit&agrave;&rdquo;.
&ldquo;Da questa vicenda &ndash; conclude Sirica &ndash; deve nascere un impegno concreto per una Sarno pi&ugrave; sicura, pi&ugrave; organizzata e pi&ugrave; pronta ad affrontare le sfide del futuro&rdquo;.</description>
<author>COMUNICAZIONI GIORNALISTICHE</author>
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<title>PER LE FRANE DEL 6 E 12 FEBBRAIO SCORSO A VIETRI LA REGIONE CAMPANIA APPROVA INTERVENTI PER 1,1 MILI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30707.xhtml</link>
<description>Questo pomeriggio, a Palazzo Santa Lucia a Napoli, si &egrave; riunita la Giunta Regionale della Campania che ha esaminato e approvato, tra gli altri, una serie di provvedimenti in materia di sanit&agrave;, fondi europei, lavoro, ambiente e attivit&agrave; produttive.
Tra i vari provvedimenti, la Giunta ha inoltre preso atto della dichiarazione dello stato di crisi regionale per tre mesi nei territori di Vietri sul Mare e Cetara, colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici del 6-12 febbraio 2026, approvando l'elenco degli interventi necessari per un importo di 1,1 milioni di euro.
Sul provvedimento ha espresso soddisfazione il sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone: &laquo;Il provvedimento era particolarmente atteso per gli interventi gi&agrave; portati a termine e quelli che saranno necessari. Desidero ringraziare l'intera giunta regionale, in particolare il Presidente Roberto Fico e l'assessore alla protezione civile Fiorella Zabatta per l'attenzione rivolta al nostro territorio e per la celerit&agrave; nell'affrontare la situazione che resta seria&raquo;.</description>
<author>ANTONIO ABATE</author>
</item>
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<title>FIUME TANAGRO, LÂ'AREA DELLA VASCA CAPPUCCINI STA GI&Agrave; CAMBIANDO VOLTO: SOPRALLUOGO DI REGIONE</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30681.xhtml</link>
<description>Proseguono i lavori di svuotamento della vasca Cappuccini sul Fiume Calore-Tanagro, nel territorio comunale di Sassano, uno degli interventi pi&ugrave; attesi e strategici per la sicurezza idraulica dell'intera area. Nella mattinata odierna si &egrave; svolto un sopralluogo operativo sul cantiere da parte dei tecnici di SMA Campania e della Difesa del Suolo della Regione Campania, a conferma dell'attenzione che continua ad accompagnare un'opera ritenuta fondamentale per la tutela del territorio. Per la Regione Campania era presente l'architetto Chiara D'Alise, responsabile unico del procedimento (RUP) del progetto, mentre per SMA Campania hanno partecipato diversi tecnici coordinati dal responsabile Nicola Coiro. A fare gli onori di casa una folta rappresentanza del Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro, soggetto attuatore dell'intervento, guidata dal presidente Beniamino Curcio.
&ldquo;La cosa pi&ugrave; significativa -ha commentato Curcio- &egrave; che le immagini del sopralluogo mostrano in maniera evidente come l'area stia gi&agrave; cambiando volto. Sono risultati concreti visibili a tutti: dopo anni di accumulo di sedimenti e vegetazione, il tratto del fiume in localit&agrave; Ponte Cappuccini appare progressivamente pi&ugrave; libero e pi&ugrave; definito dal punto di vista idraulico&rdquo;.
L'intervento, finanziato dalla Regione Campania attraverso SMA Campania per un importo di circa un milione di euro, prevede lo svuotamento della vasca di sedimentazione e la riprofilatura delle sezioni dell'alveo fino all'area del Ponte di Caiazzano e del Ponte Fornino, per risolvere una delle maggiori criticit&agrave; idrauliche dell'intera asta del Tanagro. I lavori in corso fanno parte di un ampio e articolato progetto di messa in sicurezza e riqualificazione del fiume, che ha visto gi&agrave; nel 2023 un intervento nell'area di Polla, e che prevede anche ulteriori interventi dopo quello di Sassano.
Nei giorni scorsi, in occasione dell'avvio ufficiale del cantiere, il presidente del Consorzio Beniamino Curcio aveva ricordato che sul fiume Calore-Tanagro non venivano effettuati interventi strutturali di questo tipo da oltre vent'anni, ringraziando il presidente della Commissione Regionale Bilancio Corrado Matera per la vicinanza e l'impegno profuso per ottenere i relativi finanziamenti.  Il progetto, elaborato direttamente dal Consorzio di Bonifica, punta non soltanto alla messa in sicurezza del territorio ma anche ad una pi&ugrave; ampia opera di riqualificazione ambientale e paesaggistica del corso d'acqua. L'intervento viene realizzato in amministrazione diretta dal Consorzio di Bonifica, con l'impiego di mezzi e operai dell'ente, supportati da lavorazioni specialistiche esterne. Saranno rimossi circa 10mila metri cubi di sedimenti, materiale che verr&agrave; successivamente riutilizzato per il consolidamento e la sistemazione degli argini. Grande attenzione viene riservata anche agli aspetti ambientali e alla futura valorizzazione dell'area fluviale, in un quadro pi&ugrave; ampio che comprende anche il progetto della pista ciclabile lungo il Tanagro.
Il presidente Curcio, soddisfatto per l'esito positivo del sopralluogo, ha colto l'occasione per augurare buon lavoro al RUP, l'architetto Chiara D'Alise, e per ringraziare il personale di SMA Campania, il vicepresidente del consorzio Mario Trezza, gli altri consiglieri presenti e la struttura tecnica e gli operai del Consorzio, coordinati dall'ingegner Mariano Alliegro.</description>
<author>uf.st.consorzio di bonifica Vallo di Diano Tanagro</author>
</item>
<item>
<title>SAN MARZANO SUL SARNO, IL NOSTRO FIUME, IL NOSTRO TERRITORIO: CONOSCERE IL BACINO DEL SARNO</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30423.xhtml</link>
<description>



 







 







Prender&agrave; il via marted&igrave; 24 marzo 2026 il percorso di cittadinanza attiva &ldquo;Il nostro fiume, il nostro territorio &ndash; Conoscere il bacino del Sarno&rdquo;. L'iniziativa &egrave; realizzata dal Corpo Civico Nazionale delle Sentinelle dei Bacini Idrografici Italiani (CNSBII), il gruppo ambientale e formativo nato nel 2016 all'interno dell'ODV &ldquo;Nuove Prospettive&rdquo; ETS, che da anni opera per diffondere la cultura della prevenzione e della conoscenza approfondita del territorio.
Il corso, a partecipazione gratuita, si terr&agrave; presso la Sala Consiliare del Comune di San Marzano sul Sarno e si articoler&agrave; in tre appuntamenti serali, dalle 18:30 alle 21:30:






DataGiornoTitoloOrario

24 marzo 2026
marted&igrave;
Conoscere il bacino
18:30-21:30


26 marzo 2026
gioved&igrave;
Rischio e prevenzione
18:30-21:30


31 marzo 2026
marted&igrave;
Monitoraggio civico
18:30-21:30







A tenere gli incontri sar&agrave; Michele Busc&egrave;, educatore ambientale, giornalista, fondatore e coordinatore del CNSBII, nonch&eacute; presidente di Nuove Prospettive ODV ETS.
Un progetto pilota nazionaleIl bacino del Sarno &egrave; stato scelto come primo laboratorio metodologico del CNSBII per la sua complessit&agrave;: elevata densit&agrave; abitativa, pressioni industriali e agricole, criticit&agrave; idrogeologiche e inquinamento storico. L'esperienza maturata in questo contesto servir&agrave; a mettere a punto un modello replicabile in tutta Italia, dalle valli alpine alle aree interne, dai litorali alle pianure, per costruire una rete nazionale di osservatori civici sui bacini idrografici.
Accanto ai promotori, un ruolo operativo sar&agrave; svolto dall'ODV VI.VAS (protezione civile), che parteciper&agrave; con i propri volontari al percorso formativo per accrescere le competenze ambientali e di prevenzione.







Con il patrocinio di:






Comune San Marzano
Provincia di Salerno
Consorzio Bonifica
Ente Parco Sarno














&laquo;Il nostro intento &ndash; dichiara Michele Busc&egrave; &ndash; &egrave; formare cittadini consapevoli, capaci di leggere il proprio territorio e di interagire in modo responsabile con gli enti gestori. Il CNSBII mette a disposizione un metodo collaudato, basato su protocolli standardizzati e sul dialogo costruttivo con le istituzioni. Vogliamo far passare un messaggio importante: San Marzano sul Sarno ha tutti i requisiti per diventare una Comunit&agrave; Fluviale consapevole e preparata. Il corso toccher&agrave; temi fondamentali come la conoscenza del reticolo idraulico, la prevenzione del rischio allagamenti e l'importanza di un monitoraggio civico documentato, sempre nel massimo rispetto delle competenze istituzionali&raquo;.







A conclusione del percorso, a tutti i partecipanti che avranno frequentato gli incontri sar&agrave; rilasciato un attestato di partecipazione (L. 92/2012 e D.Lgs. 13/2013).
I giornalisti e gli operatori dell'informazione sono invitati all'incontro inaugurale del 24 marzo. Sar&agrave; possibile incontrare i promotori e i rappresentanti delle istituzioni presenti dalle 18:00 alle 18:30, prima dell'inizio puntuale della lezione.




Inquadra per dettagli e iscrizioni
Per iscriversi e verificare i posti disponibili in tempo reale:Link diretto all'eventoo visita la piattaforma formativa:www.cnsbii.it/sentinelle



</description>
<author>Ufficio Stampa CNSBII / Nuove Prospettive ODV ETS</author>
</item>
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<title>FRANA AL PARCO MADONNA DELL'ARCO DI MARINA DI VIETRI: COMINCIATI I LAVORI DI SOMMA URGENZA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30372.xhtml</link>
<description>Sono cominciati i lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza dell'area che insiste sul Parco di via Madonna dell'Arco di Marina di Vietri sul Mare, colpita dalla frana avvenuta il 12 febbraio scorso che ha portato allo sgombero di 8 famiglie e che ha costretto prima alla chiusura totale e poi alla limitazione della circolazione stradale a senso unico alternato della SS.163 Amalfitana nel tratto al Km. 48+300.
&laquo;Finalmente sono iniziati i lavori di messa in sicurezza in somma urgenza. Ci sono state delle difficolt&agrave; con i condomini per capire la propriet&agrave; del costone roccioso. Abbiamo dovuto anche fare prima un importante studio a livello sismografo e geologico. Spero e mi auguro che fatto questo primo intervento di pulizia ci possa essere poi quello del consolidamento che ci porti verso una definitiva risoluzione del problema. &ndash; ha dichiarato il sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone &ndash; Ovviamente &egrave; una situazione particolare perch&eacute; ancora oggi abbiamo sei palazzine che sono state sgomberate, i residenti sono attualmente fuori dalle abitazioni. Abbiamo una strada comunale, la strada di via Madonna dell'Arco, che &egrave; interdetta al traffico pedonale e quindi ovviamente ci sono tutta una serie di problematiche oltre a quella che riguarda la chiusura parziale a senso alternato della SS 163. Ringrazio tutti coloro che si stanno impegnando, a cominciare dalla Regione Campania, con la Protezione Civile che sta dando una collaborazione importante, e la stessa ANAS. Ad oggi sono stati stanziati 646.000 euro dall'ANAS e dal 570.000 euro dal Comune di Vietri sul Mare, quindi stiamo parlando di un lavoro intorno a un milione e duecentomila euro. Credo e mi auguro che fra qualche settimana avremo una definitiva risoluzione del problema per riaprire e ridare sia la viabilit&agrave; che le abitazioni alle persone&raquo;.</description>
<author>ANTONIO ABATE</author>
</item>
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<title>AGGIORNAMENTO FRANA A VIETRI SUL MARE: RESTA IN VIGORE LA CHIUSURA TOTALE DELLA SS.163 AMALFITANA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30324.xhtml</link>
<description>Dopo il vertice di questa mattina in Prefettura a Salerno ed in attesa dei risultati dei nuovi rilievi geologici effettuati sul luogo della frana resta confermata l'interdizione dell'area ai residenti del Parco Madonna dell'Arco e la chiusura totale al traffico veicolare sulla SS. 163 Amalfitana al Km 48+300, tenuto anche conto dell'imminente allerta meteo arancione che incombe da domani mattina dalle ore 6 su gran parte della Campania.
&laquo;Restiamo in attesa dei risultati dei rilievi effettuati questa mattina &ndash; ha dichiarato il sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone &ndash; che condizioneranno ogni possibile intervento futuro. La situazione resta seria e purtroppo non credo che la soluzione sar&agrave; attuata in tempi brevi. Abbiamo attivato tutti i soggetti che devono farsi carico del ripristino dei luoghi e monitoreremo le varie fasi perch&eacute; le procedure siano celeri&raquo;.
Intanto nel pomeriggio sul luogo della frana c'&egrave; stato un sopralluogo dell'assessore regionale alla protezione civile Fiorella Zabatta e dell'assessore regionale allo sviluppo economico Fulvio Bonavitacola che hanno incontrato il sindaco Giovanni De Simone, il presidente della Conferenza dei Sindaci della Costiera Amalfitana e primo cittadino di Cetara Fortunato Della Monica, alcuni rappresentanti e tecnici dell'Anas per rendersi conto di persona della portata del cedimento del costone e fare il punto della situazione.
&laquo;La Regione Campania - ha dichiarato l'assessora Zabatta - &egrave; intervenuta fin dalle prime fasi dell'evento attraverso la Protezione civile e il Genio Civile di Salerno e continuer&agrave; a garantire supporto costante ai sindaci e ai cittadini della Costiera nel corso della fase emergenziale. In fasi delicate come questi la filiera istituzionale deve operare in modo compatto e coordinato, e la Regione non lascer&agrave; soli i territori e i cittadini&raquo;.
&laquo;Le cause dell'accaduto - ha proseguito Fiorella Zabatta - saranno approfondite non appena le condizioni meteo consentiranno la ripresa dei sopralluoghi e delle verifiche. L'attenzione &egrave; massima anche in considerazione del peggioramento delle condizioni meteo che dalle 6 di domani mattina faranno scattare anche in Costiera una allerta meteo di livello Arancione. Con la protezione civile monitoriamo la situazione h24: i Comuni attraverso i Centri Operativi comunali prestino la massima attenzione alle comunicazioni della Sala Operativa regionale sugli eventuali superamenti di soglia&raquo;.
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<author>UF.ST.COMUNE DI VIETRI SUL MARE</author>
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<title>AGGIORNAMENTO SULLA FRANA IN ZONA FUENTI, AL KM 47+300 DELLA SS.163 AMALFITANA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30297.xhtml</link>
<description>Sulla vicenda della frana avvenuta nelle prime ore del mattino del 6 febbraio 2026 sulla SS.163 Amalfitana tra i Comuni di Vietri sul Mare e Cetara, al km 47+300 in zona Fuenti, l'amministrazione civica vietrese comunica che sono in corso i lavori di pulizia e ripristino della carreggiata per consentire quanto prima la riapertura al regolare traffico veicolare.
Vista l'ordinanza contingibile e urgente n. 8/2026 per la messa in sicurezza dell'area &ldquo;ad horas&rdquo; da parte dei proprietari del terreno soggetto a smottamento, il Comune di Vietri sul Mare confida di risolvere la questione nel pi&ugrave; breve tempo possibile, tanto che ha gi&agrave; dato incarico all'ufficio tecnico comunale di individuare le sistemazioni idrogeologiche idonee ad affrontare l'emergenza ed a ripristinare la regolare circolazione veicolare gi&agrave; dalla prossima settimana.
Per l'occasione si ringrazia per la fattiva collaborazione il presidente della Conferenza dei Sindaci della Costiera Amalfitana e sindaco di Cetara Fortunato Della Monica.
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<author>Antonio Abate</author>
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