<?xml version="1.0"  encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0">
<channel>
<title>titolo pagina</title>
<link>url sito web</link>
<description>nome sito</description>
<item>
<title>IL FIUME SARNO IN CONSIGLIO REGIONALE, ALIBERTI: ÂUNA DELIBERA DI GIUNTA RIDUCE I FONDI E RINVIA IL</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/31087.xhtml</link>
<description>Il Sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti: "Questa mattina sono stato in Consiglio regionale per la seduta monotematica sul risanamento e la messa in sicurezza del fiume Sarno che avevo chiesto anche attraverso i consiglieri di opposizione.
La DGR n. 262 del 3 giugno 2026, nell'ambito della razionalizzazione degli interventi, prevede per 11 opere, fino a 2027, una spesa sul Sarno solo del 10% dell'importo programmato che risulta tra l'altro ridotto nel totale rispetto a quello inizialmete previsto. Nella delibera si rinvia la restante parte alla successiva programmazione FESR 2028-2034 (di questo ne discuteremo nel prossimo tavolo con l'assessore all'Ambiente Pecoraro).
Parliamo di interventi che riguardano il Rio Sguazzatorio, le vasche di laminazione, il Canale Conte di Sarno, il Fiume Sarno, il Canale Bottaro e altre opere fondamentali per la sicurezza del nostro territorio.
Siamo nel 2026. Se una parte cos&igrave; importante degli interventi viene rinviata alla programmazione 2028-2034, dobbiamo sapere cosa succede nel frattempo.
Sono venuto anche per questo: per capire come la Regione intenda intervenire sulla manutenzione ordinaria e sugli interventi puntuali necessari a garantire la sicurezza del territorio, mentre si attende il completamento delle grandi opere.
Io continuer&ograve; a chiedere chiarezza, tempi certi e soprattutto interventi. Perch&eacute; il Sarno non pu&ograve; essere ancora una promessa da rinviare alla prossima programmazione".</description>
<author>Staff Sindaco di Scafati</author>
</item>
<item>
<title>NON TUTTI GLI INCENDI SONO DOVUTI A CAUSE NATURALI, MOLTI SONO DOLOSI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/31063.xhtml</link>
<description>Tra il 13 e il 16 settembre 2026 una serie di incendi boschivi, ritenuti di natura dolosa, ha colpito il territorio compreso tra la Costiera Amalfitana e il versante dei Monti Lattari, provocando ingenti danni ambientali e mettendo a dura prova il sistema di protezione del tenitorio.
I roghi pi&ugrave; devastanti si sono verificati nei comuni di Amalfi, Agerola, Positano e Vico Equense.
Due incendi, in particolare, si sono distinti per l'ampiezza delle aree percorse dal fuoco e per il rilevante impatto ecologico. II primo incendio &egrave; scoppiato nella notte del 1 3 settembre in localit&agrave; Vettica, nel comune di Amalfi. Alimentate dal vento e dalle condizioni meteorologiche favorevoli alla propagazione delle fiamme, le lingue di fuoco si sono estese nei giorni successivi verso Tovere di Amalfi e San Lazzaro di Agerola, raggiungendo anche la localit&agrave; Grado, nel territorio di Conca dei Marini. Sebbene il fronte dell'incendio si sia avvicinato ad alcune abitazioni, non si &egrave; resa necessaria l'evacuazione dei residenti.
Nelle stesse ore, un secondo incendio &egrave; stato appiccato nei pressi della Strada Statale 163 Amalfitana, all'altezza della localit&agrave; San Pietro. II rogo si &egrave; propagato rapidamente verso la frazione di Nocelle, nel comune di Positano, devastando circa quattro ettari di macchia mediterranea.
Al quadro emergenziale si &egrave; aggiunto un ulteriore vasto incendio sviluppatosi la sera del 13 settembre in localit&agrave; Acquata, nel comune di Vico Equense. Anche in questo caso il forte vento e la perdurante siccit&agrave; hanno favorito l'avanzata delle fiamme, che hanno raggiunto la localit&agrave; Tordigliano, estendendosi tra il 1 4 e il 15 settembre anche alla porzione ricadente nel territorio di Positano.
A seguito delle segnalazioni del Comando Stazione dei Carabinieri Forestali di Tramonti, la Procura della Repubblica competente ha aperto distinti procedimenti penali, al momento a carico di ignoti, per il reato di incendio boschivo previsto dall'articolo 423-bis del Codice penale. Le indagini sono state avviate immediatamente e vengono condotte con il supporto della Task Force del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo dei Carabinieri Forestali, specializzata nell'accertamento delle cause degli incendi e nell'individuazione dei responsabili.
Gli investigatori stanno lavorando per identificare gli autori dei diversi episodi e non escludono, sulla base dei primi accertamenti, che dietro i vari eventi incendiari possa esservi una regia comune.</description>
<author>uf.st.procura di salerno</author>
</item>
<item>
<title>ATRANI, MESSA IN SICUREZZA DEI COSTONI ROCCIOSI: GARA DI APPALTO IN DIRITTURA D'ARRIVO E BANDO DI GA</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/31007.xhtml</link>
<description>Due passi avanti sul fronte della sicurezza del territorio di Atrani: da un lato l'intervento di messa in sicurezza dei costoni rocciosi entra nella sua fase conclusiva, con la gara d'appalto ormai in dirittura d'arrivo; dall'altro il Sindaco Michele Siravo ha firmato un documento di linee di indirizzo e coordinamento che aggiorna l'impostazione della pianificazione comunale e che si vuole proporre anche sul tavolo del piano intercomunale. Il progetto esecutivo per la messa in sicurezza dei costoni rocciosi che sovrastano il centro abitato di Atrani, lato Ravello e lato Amalfi (CUP I85D10000320001), &egrave; stato approvato in via definitiva dalla Giunta Comunale , con un quadro economico complessivo di 3.600.000 euro che consentir&agrave; di intervenire integralmente su entrambi i versanti.
Nei giorni scorsi l'Area Tecnica del Comune ha adottato la determina a contrarre e indetto la procedura di gara ai sensi dell'art. 71 del D. Lgs. 36/2023. I relativi criteri sono gi&agrave; stati trasmessi alla Centrale Unica di Committenza "Sele-Picentini", che li ha ricevuti e ha completato la predisposizione degli atti di gara: il bando &egrave; quindi prossimo alla pubblicazione, e la gara di affidamento dei lavori potr&agrave; partire a brevissimo.
Il Sindaco Michele Siravo ha inoltre trasmesso agli uffici comunali un documento di linee di indirizzo e coordinamento per l'aggiornamento del piano di Protezione Civile, comunale e intercomunale, che introduce nella pianificazione del rischio un concetto nuovo: il "fattore antropico dinamico", ossia la necessit&agrave; di tenere conto anche della densit&agrave; delle persone presenti in un dato momento nei vicoli e nella piazza del paese &mdash; pensando in particolare alle giornate di maggiore affluenza turistica &mdash; ai fini della gestione del rischio idrogeologico e idraulico legato al torrente Dragone.
Il documento si inserisce nel percorso di aggiornamento del piano comunale di Protezione Civile, finanziato dalla Regione Campania  e propone di estendere alla finalit&agrave; del monitoraggio dei flussi pedonali &mdash; con il supporto dell'intelligenza artificiale &mdash; la rete di videosorveglianza gi&agrave; presente sul territorio comunale, calibrando su questa base i tempi di evacuazione e automatizzando l'allerta precoce alla Sala Operativa Comunale.
&laquo;Sono due passi concreti -ha dichiarato il sindaco di Atrani Michele Siravo - che vanno nella stessa direzione: mettere in sicurezza il nostro territorio e renderlo pi&ugrave; pronto a reagire quando il rischio si manifesta. Il bando dei costoni rocciosi, atteso da anni, &egrave; ormai a un passo dalla pubblicazione; e le nuove linee di indirizzo sulla Protezione Civile ci dotano di uno strumento moderno per una sfida &mdash; quella della sicurezza in un borgo a forte vocazione turistica &mdash; che cambia insieme al nostro territorio e alla sua frequentazione."</description>
<author>UF.ST.COMUNE DI ATRANI</author>
</item>
<item>
<title>FIUME SARNO , ALIBERTI: ÂFACCIAMO SQUADRA SUL SARNO ANCHE IN CONSIGLIO REGIONALEÂ</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30987.xhtml</link>
<description>Scafati, 2 settembre 2026 &ndash; A seguito della riunione della Conferenza dei Sindaci dell'Agro Nocerino-Sarnese nel quale si &egrave; definita una posizione unitaria e condivisa tra tutti gli enti locali sul tema della bonifica, del risanamento ambientale e agli interventi programmati nel territorio attraversato dal fiume Sarno, chiedendo un tavolo con gli organi regionali preposti il Sindaco di Scafati ha chiesto anche l'intervento del partito affinch&eacute; potessero chiedere attraverso i rappresentanti regionali di Forza Italia un consiglio monotematico. La proposta &egrave; sta accolta e sottoscritta nell'immediato dai consiglieri regionali per riportare la questione Sarno nella sede istituzionale competente. 
&laquo;L'interlocuzione sul Fiume Sarno rimane in capo alla Regione Campania. Parliamo di una vicenda che dura da oltre cinquant'anni e che riguarda prevalentemente i comuni dell'Agro ma non solo, con conseguenze ambientali, idrauliche e sociali che tutti conosciamo. Non &egrave; accettabile che una responsabilit&agrave; istituzionale e una problematica cos&igrave; complessa vengano scaricate sui sindaci, che ogni giorno sono in prima linea per affrontare le emergenze.
Ci sono circa 420 milioni di euro destinati agli interventi sul Sarno, con procedure di affidamento che risultano gi&agrave; avviate. Adesso vogliamo capire concretamente quale sia il progetto di dragaggio, come verr&agrave; realizzato e soprattutto quali siano i tempi. La nostra preoccupazione &egrave; che queste risorse possano subire ritardi e che, ancora una volta, si perda tempo. Per questo dopo il confronto con gli altri sindaci, ho ritenuto necessario fare un ulteriore passo istituzionale. Ho chiesto personalmente al partito di Forza Italia, presente in Consiglio regionale, di promuovere un Consiglio regionale monotematico sul Fiume Sarno. La proposta &egrave; stata immediatamente accolta e voglio ringraziare i consiglieri regionali che hanno sottoscritto la richiesta di convocazione del Consiglio regionale straordinario. &Egrave; un segnale importante: significa che il problema del Sarno pu&ograve; e deve tornare al centro del dibattito istituzionale regionale. 
E' arrivato il momento che ciascun livello istituzionale si assuma le proprie responsabilit&agrave;&raquo;.</description>
<author>STAFF SINDACO DI SCAFATI</author>
</item>
<item>
<title>FIUME SARNO E ALLAGAMENTI, ALIBERTI: ÂUNA RIUNIONE TRA I SINDACI DELLÂ'AGRO E DEL BACINO DEL SARNO </title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30980.xhtml</link>
<description>Scafati, 31 agosto 2026 &ndash; Relativamente all'incontro con i sindaci della Valle del Sarno e dell'Agro che si terr&agrave; questa sera e nel quale si parler&agrave; anche della questione &ldquo;Fiume Sarno&rdquo;, il Sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti: 
&ldquo;L'incontro presso la sala consiliare di Nocera Superiore tra i sindaci della Valle del Sarno e dell'Agro va oltre le ideologie e le appartenenze.Saremo solo una piccolissima parte dei 39 Comuni attraversati dal Fiume ed &egrave; il segno di un modo di lavorare delle istituzioni in sinergia su questioni annali come il problema degli allagamenti e del disinquinamento del fiume Sarno. Questa sera sar&agrave; anche l'occasione per raccontarci le attivit&agrave; di vigilanza che abbiamo svolto nonostante i pochi mezzi che abbiamo a disposizione e valutare la collaborazione che ognuno di noi ha avuto in questa vicenda dagli enti preposti e dalle partecipate della Regione Campania. 
Scafati rappresenta il terminale di tutto ci&ograve; che arriva dai 39 Comuni e dalle 3 province attraversate dal Fiume. Non basta la rete fognaria che stiamo completando o il dragaggio che abbiamo ottenuto per circa 2 km del Rio Sguazzatorio, serve un tavolo istituzionale con il Presidente Fico massima espressione responsabile delle opere per il risanamento di un problema di oltre cinquanta anni, per aprire una nuova stagione del dialogo tra gli enti territoriali. In questa sfida non servono ambientalisti di facciata o suggerimenti rispetto alla soluzione del singolo problema, non servono nocchieri e finti paladini dell'ambiente, ma tempi certi e opere da avviare nell'immediato. 
Inoltre, il completamento della rete fognaria, il collettamento del depuratore, interventi sul depuratore di Angri per renderlo funzionale alle esigenze delle aziende che vi scaricano, soprattutto d'estate. Serve una mappatura e una vigilanza, oltre quella che abbiamo fatto come Comune, che possa portarci a denunciare, come pure abbiamo fatto, i nomi e cognomi delle aziende che sversano illegalmente. Abbiamo bisogno di una vigilanza da parte degli organi regionali, ArpaCed Ente Idrico, e l'avvio da subito dei lavori di dragaggio per 400.000 euro, di cui non conosciamo alcun progetto, se non quello del 2014, che era anche di tipo idraulico. 
La politica che vuole darci supporto e che vuole battere con noi i pugni sul tavolo per far capire a chi &egrave; di competenza che qui si gioca con la qualit&agrave; della vita e la salute di un territorio vasto, si faccia avanti. 
Abbiamo bisogno di tutti. Nessuno pu&ograve; vincere questa sfida da solo. Serve collaborazione, comunicazione, volont&agrave;, perch&eacute; fondi per affrontare questa problematica in Regione Campania non mancano&rdquo;.</description>
<author>STAFF SINDACO</author>
</item>
<item>
<title>FIUME SARNO E CANALI, ALIBERTI: &quot;APPREZZIAMO LÂ'IMPEGNO DELLÂ'ON. BORRELLI. MA ADESSO? RESTER&A</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30956.xhtml</link>
<description>Il Sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti: "Il 7 agosto, con un video, per il quale sono stato anche attaccato (e forse oggi capisco perch&eacute;), avevamo gi&agrave; denunciato la presenza di scarichi abusivi riconducibili ad alcune aziende, anche se non residenti nel nostro territorio, esponendoci persino alle contestazioni di qualche imprenditore.
Che nel fiume Sarno, nei suoi affluenti e nei canali ci siano scarichi &egrave; ormai la scoperta di Cristoforo Colombo (che in America arriv&ograve;, per&ograve; attrezzato con tre caravelle). L'on. Borrelli, che da parlamentare ed ex consigliere regionale dovrebbe conoscere bene la storia e la situazione del Sarno, &egrave; andato con il lontro. Eppure le informazioni gli erano gi&agrave; state fornite quando &egrave; venuto a Scafati in occasione della visita che noi avevamo organizzato con la Commissione parlamentare d'inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, che avevamo sollecitato ad intervenire insieme a tutti i suoi componenti, guidati dall'on. Bicchielli.

Apprezziamo l'impegno e siamo contenti che ci affianchi in questa battaglia. Ma oggi vorremmo capire una cosa molto semplice: le immagini che abbiamo visto resteranno soltanto in uno spettacolare servizio giornalistico o verranno trasformate in azioni concrete?

Verranno portate in Procura? Ci sar&agrave; un seguito istituzionale, considerato anche il suo attuale ruolo? O finir&agrave; tutto come &egrave; accaduto negli anni in cui era consigliere regionale nella maggioranza di De Luca?

C'era davvero bisogno di andare sul lontra?

Eppure, nelle audizioni della Commissione d'inchiesta di cui fa parte e durante la visita sul territorio, avevamo spiegato ampiamente che nel fiume, negli affluenti e nei canali convivono scarichi autorizzati, scarichi non autorizzati (e quindi abusivi) e, soprattutto, aziende che, pur essendo autorizzate, potrebbero scaricare abusivamente.

Sono proprio queste ultime che chiediamo da tempo di controllare. Lo avevo denunciato in un video del 7 agosto, lo abbiamo ribadito pi&ugrave; volte quando siamo andati in Procura e nelle comunicazioni inviate alla stessa Procura. Perch&eacute; il Comune di Scafati pu&ograve; controllare il proprio territorio, ma non pu&ograve; sostituirsi agli altri enti nei territori confinanti.

Adesso che tutto &egrave; pi&ugrave; chiaro anche all'onorevole (che probabilmente, come San Tommaso, se non vedeva non credeva), a noi interessa capire:
&#128313;&#65039;quali scarichi siano effettivamente abusivi rispetto a quelli censiti e autorizzati, dei quali il Comune &egrave; in possesso della documentazione, ma che soprattutto dovrebbero essere conosciuti dal Consorzio di Bonifica e dall'Ente Idrico Campano;
&#128313;&#65039;se tutti gli enti stiano facendo fino in fondo il proprio dovere, a partire dalla Regione e dal suo amico Fico, e prima ancora dal suo presidente De Luca;
&#128313;&#65039;perch&eacute; il suo partito, in primis, si oppose al dragaggio nell'ambito del Grande Progetto Sarno nel 2015, dopo aver vinto le elezioni, quando lui era consigliere regionale.

S&igrave;, perch&eacute; non vorremmo che alla fine fosse stata soltanto una gita in barca o uno spettacolo estivo.
Preferiremmo che, attraverso le audizioni della Commissione d'inchiesta di cui &egrave; componente, si riuscisse finalmente ad aprire un tavolo tecnico in Regione Campania, con il presidente Fico, oppure a coinvolgere tutti i Comuni interessati, quelli che controllano e quelli che non controllano, affinch&eacute; si arrivi in Procura con una denuncia dettagliata e documentata sugli scarichi abusivi.

Perch&eacute; altrimenti, alla fine di questa entusiasmante avventura sul fiume, all'on. Borrelli rester&agrave; il ricordo di una bella gita in barca. A noi, invece, resteranno la puzza e melma".
 </description>
<author>staff sindaco</author>
</item>
<item>
<title>MALTEMPO IN LOCALITA' FOCE A SARNO, L'APPELLO DI SIRICA (FdI): &quot;SUBITO LA RETE FOGNARIA PER EVI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30932.xhtml</link>
<description>Resta irrisolta e complessa la situazione legata alle carenze infrastrutturali in localit&agrave; Foce a Sarno, dove diverse abitazioni continuano a vivere una condizione critica legata all'assenza di una rete fognaria adeguata. Un'infrastruttura fondamentale per la tutela della salute pubblica, la salvaguardia dell'ambiente e lo sviluppo dell'intera area urbana, che ad oggi priva la comunit&agrave; residente di un servizio pubblico essenziale.
Sulla vicenda &egrave; intervenuto Enrico Sirica, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia a Sarno, rivolgendo una richiesta formale e diretta alla gestione commissariale dell'Ente:  &laquo;La localit&agrave; Foce di Sarno continua a vivere una condizione che appare ormai incomprensibile: diverse abitazioni sono ancora prive di una rete fognaria adeguata. Non si tratta di una semplice opera pubblica, ma di un'infrastruttura essenziale che incide sulla qualit&agrave; della vita, sulla tutela della salute pubblica, sulla salvaguardia dell'ambiente e sullo sviluppo del territorio.Per questo rivolgo un rispettoso appello ai commissari straordinari che guidano il Comune di Sarno affinch&eacute; si facciano interpreti delle esigenze dei cittadini, promuovendo un confronto con gli enti competenti per verificare lo stato della progettazione, le risorse disponibili e le iniziative necessarie a realizzare finalmente la rete fognaria nella localit&agrave; Foce.I residenti chiedono soltanto ci&ograve; che dovrebbe essere garantito a ogni cittadino: servizi essenziali, pari dignit&agrave; e attenzione da parte delle istituzioni. Dopo tanti anni di attesa, &egrave; arrivato il momento di dare risposte chiare e tempi certi. Confido nella sensibilit&agrave; dei Commissari affinch&eacute; questa richiesta venga accolta e trasformata in un impegno concreto. La comunit&agrave; della localit&agrave; Foce merita di essere ascoltata e di vedere finalmente affrontato un problema che non pu&ograve; pi&ugrave; essere rinviato. Le istituzioni dimostrano la propria vicinanza ai cittadini attraverso i fatti. Ora &egrave; il momento di compiere un passo decisivo per garantire alla localit&agrave; Foce un servizio fondamentale che attende da troppo tempo&raquo;. 
Dunque, si punta a sollecitare un tavolo istituzionale prioritario, con l'obiettivo di definire il cronoprogramma dei lavori e reperire i fondi necessari alla risoluzione definitiva dell'annoso problema.</description>
<author>UF.ST.SIRICA</author>
</item>
<item>
<title>CON LA STAGIONE ESTIVA INFUOCATA SI RIPROPONE L'ANNOSO PROBLEMA DEGLI INCENDI BOSCHIVI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30912.xhtml</link>
<description>Ogni anno di questi tempi iniziano le grandi manovre, le discussioni dei  Piani Antincendio. Ci si agita, si cerca di trovare soluzioni all'annoso problema degli incendi che distruggono gran parte del patrimonio boschivo nostrano e nazionale. I danni economici sono rilevanti per la comunit&agrave;. Specie per la Campania che a leggere le cronache di questi giorni &egrave; la pi&ugrave; colpita dagli incendi tra tutte le regioni italiane. 
Se si pensa che mediamente gli incendi distruggono all'incirca 75.000 ettari di bosco all'anno (l'1,2% di tutta la superficie boschiva), allora &egrave; facile dedurre che i danni sono enormi. Calcolando anche il dissesto idrogeologico derivante dalla distruzione dei boschi lungo i versanti dei monti, allora si arriva a cifre molto gravose per la comunit&agrave; in cui viviamo. 
Dai dati della Protezione civile risulta che &ldquo;In Italia i boschi ricoprono oltre 9.800.000 ettari, circa il 35% del territorio nazionale&rdquo;. Dalla met&agrave; degli anni ottanta ai primi anni del 2000, gli incendi boschivi hanno distrutto circa 1.100.000 ettari di superficie boscata: un'estensione superiore a quella dell'Abruzzo!  Se consideriamo gli incendi avuti fino al 2015, supereremo abbondantemente 1.600.000 ettari di bosco distrutto. 
Ma quali sono le cause principali di questi incendi? Ben 47.000 ettari sono distrutti da incendi dolosi, seguono 28.000 ettari distrutti da incendi dovuti a cause naturali. Quest'ultimi sono molto rari in verit&agrave;. Uno studio inglese ha stilato una tipologia delle cause degli incendi dolosi molto vicina alla realt&agrave;. Secondo questo studio chi incendia lo fa per ricavarne un guadagno, oppure per distogliere l'attenzione delle autorit&agrave; al fine di commettere altri crimini. Ancora, c'&egrave; chi incendia per protesta, per sentirsi un eroe, per disordine mentale (il classico piromane per intenderci), per mantenere il posto di lavoro nelle squadre antincendi, infine per noia. Mentre le cause involontarie (accidentali e colpose) si possono far risalire agli scarichi dei motori lungo i sentieri dei boschi, alle scintille prodotte dai treni attraverso i ceppi frenanti che incendiano le sterpaglie ai margini della strada ferrata (ma con l'alta velocit&agrave; questo non sembra pi&ugrave; possibile), tranne che per i treni regionali e locali, ai mozziconi di sigaretta gettati dai finestrini delle auto e dei treni, alle feste campestri e alle braci lasciate dai campeggiatori, ai fuochi artificiali, all'abbruciamento delle stoppie, a manovre militari e a depositi di immondizia. 
In Italia sono 72 i mezzi aerei antincendio disponibili per situazioni di grave emergenza. A questi si sommano poi le flotte regionali. La prevenzione o lo spegnimenti di incendi boschivi dipendono infatti dalle varie Regioni che possono organizzarsi come meglio credono, attingendo a risorse interne o sottoscrivendo accordi con privati.
-18 Canadair, distribuiti in forza di apposite convenzioni per tutto l'arco della Campagna AIB in Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Molise, Basilicata e Sicilia. Impiegati per il lancio di acqua;
-Velivoli G 222 e C 130: impiegati nel lancio di liquido ritardante;
-56 elicotteri Erikson S64F in forza al COAU e dislocati in Campania e Sicilia: idonei al lancio di acqua o di liquido ritardante, al trasporto in loco di liquido estinguente, personale e materiale antincendio. 
Dal 1988 la flotta aerea antincendio della Protezione civile &egrave; stata trasferita al Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. 
Dobbiamo purtroppo constatare che gli incendi stanno rivelandosi fra i pi&ugrave; grandi investimenti che si possono immaginare. Gli interessi sono infatti numerosi, e spesso provocate dalla stessa legge destinata alla protezione della natura (Legge n. 353 del 21 novembre 2000: legge quadro sugli incendi boschivi ). 
Il Governo poi delega le Regioni a redigere un Piano Regionale di Previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. Esse lo approvarono sulla base di linee guida e di direttive deliberate, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge. In ogni caso, ogni anno dovrebbe essere aggiornato. Per la regione Campania &egrave; stato adottato con D.M. 3 gennaio 2008 (Gazz. Uff. 22 febbraio 2008, n. 45) e con D.M. 3 settembre 2008 (Gazz. Uff. 9 ottobre 2008, n. 237). 
Ma vediamo cosa muove gli incendiari. A monte di ogni incendio c'&egrave; spesso un fine di ordine economico: il desiderio di ampliare i pascoli a discapito del bosco, molti operai, assunti da squadre antincendio, poi, per garantirsi il posto e ulteriore lavoro per il rimboschimento provocano incendi, ancora, per vendetta da parte di chi sia stato danneggiato dai proprietari dei boschi oppure non sia stato riassunto come operaio stagionale, per avere contributi pubblici in conseguenza della distruzione dei boschi (la cui resa economica &egrave; inferiore ai contributi che se ne ricevono), per interesse da parte delle ditte che producono materiale per spegnere gli incendi e anche da parte di quelli che gestiscono gli elicotteri antincendio e che usufruiscono dei finanziamenti regionali, la speculazione edilizia &egrave; una delle pi&ugrave; frequenti cause. Insomma, il bosco rende pi&ugrave; da morto che da vivo. Solo eliminando questa fabbrica di redditi da bosco si possono risolvere gli incendi, almeno quelli di natura dolosa. 
Occorre inoltre una prevenzione che deve essere culturale, informando sulla importanza ecologica e idrogeologica dei boschi, e tecnica, che pu&ograve; essere attuata con accorgimenti che vanno dalla separazione delle colture agricole dai boschi, alla pulizia, alla realizzazione di sentieri all'aria aperta, alla pulizia del ciglio delle strade, alla pulizia dei boschi in modo da evitare accumuli di erba, arbusti e foglie secche, alla sorveglianza stretta nei periodi maggiormente interessati dagli incendi. Vanno rinforzate le squadre di sorveglianza laddove ci sono e instaurate laddove non esistono. Certo la loro presenza non eviter&agrave; gli incendi, ma servir&agrave; ad evitare, ma sar&agrave; comunque utile per interventi pi&ugrave; rapidi. Infatti, la rapidit&agrave; degli interventi &egrave; indispensabile per ridurre i danni del fuoco. Basta pensare che il fuoco marcia ad una velocit&agrave; molto sostenuta,  100/200 metri all'ora nella stagione invernale e 500/2000 mt all'ora nella stagione estiva.
Velocit&agrave; che si raddoppia addirittura quando il terreno &egrave; in forte pendenza (30%). 
Da tutto quanto precede, e considerando anche il danno economico procurato (anche per il ripascimento dei boschi con specie adatte), sembra alquanto strano e fuori da ogni logica (altro che spending review) che il Governo Renzi abol&igrave; il corpo delle Guardie Forestali per accorparle a quello dei Carabinieri.</description>
<author>PRISCO CUTINO</author>
</item>
<item>
<title>INCENDIO A SARNO, SIRICA (FdI): &quot;SERVONO CHIAREZZA, MONITORAGGI COSTANTI E UNA NUOVA STAGIONE D</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30789.xhtml</link>
<description>La grande nube sprigionatasi a seguito dell'incendio che ha interessato l'area industriale di Via Ingegno ha riportato al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza ambientale e della tutela della salute pubblica. Un episodio che ha generato comprensibile apprensione tra i residenti e che richiama la necessit&agrave; di garantire alla comunit&agrave; informazioni certe, aggiornamenti puntuali e una gestione dell'emergenza fondata esclusivamente sui dati e sulle verifiche degli enti competenti.
Sulla vicenda interviene Enrico Sirica, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia a Sarno, che sottolinea l'importanza di un approccio responsabile e trasparente:
&ldquo;Comprendiamo la preoccupazione dei cittadini di fronte alle immagini dell'incendio e della nube che si &egrave; levata sull'area industriale. In momenti come questi il primo dovere delle istituzioni &egrave; quello di garantire serenit&agrave; attraverso informazioni chiare e verificabili. &Egrave; fondamentale attendere gli esiti degli accertamenti tecnici, ma &egrave; altrettanto necessario che la popolazione venga costantemente aggiornata sugli sviluppi dei monitoraggi ambientali e sulle eventuali indicazioni da seguire&rdquo;.
&ldquo;Il tema della salute pubblica &ndash; prosegue Sirica &ndash; deve rimanere assolutamente prioritario. Ogni valutazione deve essere affidata agli organismi preposti, evitando allarmismi ma anche sottovalutazioni. La trasparenza rappresenta il presupposto indispensabile per costruire fiducia tra cittadini e istituzioni&rdquo;.
Il coordinatore cittadino di FdI richiama inoltre l'attenzione sulle conseguenze economiche e occupazionali dell'evento: &ldquo;Non dobbiamo dimenticare le aziende coinvolte, i lavoratori e le famiglie che vivono una fase di difficolt&agrave;. Dietro ogni attivit&agrave; produttiva ci sono persone, sacrifici e professionalit&agrave; che meritano attenzione e sostegno&rdquo;.
Secondo Sirica, per&ograve;, l'emergenza deve diventare anche occasione di riflessione: &ldquo;Un episodio come quello di Via Ingegno ci impone di guardare oltre la gestione del momento e di aprire un confronto serio sulla sicurezza delle aree produttive, sulla prevenzione dei rischi e sulla capacit&agrave; del territorio di affrontare situazioni straordinarie&rdquo;.
&ldquo;Una citt&agrave; moderna &ndash; aggiunge &ndash; deve saper tenere insieme sviluppo economico, tutela ambientale e sicurezza dei cittadini. Non sono elementi in contrapposizione, ma pilastri dello stesso modello di crescita. La competitivit&agrave; di un territorio passa anche dalla sua capacit&agrave; di garantire sicurezza e qualit&agrave; della vita&rdquo;.
Il rappresentante di Fratelli d'Italia conclude: &ldquo;Sarno &egrave; una comunit&agrave; forte, fatta di cittadini laboriosi, imprese e realt&agrave; associative che ogni giorno contribuiscono alla crescita della citt&agrave;. Proprio per questo servono istituzioni presenti, capaci di ascoltare, programmare e assumersi responsabilit&agrave;. I cittadini chiedono chiarezza, seriet&agrave; e visione: la fiducia si costruisce con i fatti, con decisioni trasparenti e con la capacit&agrave; di mettere sempre al primo posto l'interesse della comunit&agrave;&rdquo;.
&ldquo;Da questa vicenda &ndash; conclude Sirica &ndash; deve nascere un impegno concreto per una Sarno pi&ugrave; sicura, pi&ugrave; organizzata e pi&ugrave; pronta ad affrontare le sfide del futuro&rdquo;.</description>
<author>COMUNICAZIONI GIORNALISTICHE</author>
</item>
<item>
<title>PER LE FRANE DEL 6 E 12 FEBBRAIO SCORSO A VIETRI LA REGIONE CAMPANIA APPROVA INTERVENTI PER 1,1 MILI</title>
<link>http://mezzostampa.dev.mtncompany.it/ambiente/30707.xhtml</link>
<description>Questo pomeriggio, a Palazzo Santa Lucia a Napoli, si &egrave; riunita la Giunta Regionale della Campania che ha esaminato e approvato, tra gli altri, una serie di provvedimenti in materia di sanit&agrave;, fondi europei, lavoro, ambiente e attivit&agrave; produttive.
Tra i vari provvedimenti, la Giunta ha inoltre preso atto della dichiarazione dello stato di crisi regionale per tre mesi nei territori di Vietri sul Mare e Cetara, colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici del 6-12 febbraio 2026, approvando l'elenco degli interventi necessari per un importo di 1,1 milioni di euro.
Sul provvedimento ha espresso soddisfazione il sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone: &laquo;Il provvedimento era particolarmente atteso per gli interventi gi&agrave; portati a termine e quelli che saranno necessari. Desidero ringraziare l'intera giunta regionale, in particolare il Presidente Roberto Fico e l'assessore alla protezione civile Fiorella Zabatta per l'attenzione rivolta al nostro territorio e per la celerit&agrave; nell'affrontare la situazione che resta seria&raquo;.</description>
<author>ANTONIO ABATE</author>
</item>
</channel>
</rss>