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BOLLETTE PAZZE GORI. IL COMUNE: INACCETTABILE COMPORTAMENTO
Il PD insorge contro la societàHa suscitato forte indignazione nella cittadinanza l’arrivo di bollette della Gori che recano la dicitura “recupero partite pregresse anno 2012” . Non sono le solite bollette relative al consumo idrico, ma fatture che riguardano il 50% dei conguagli tariffari relativi al periodo ante 2012, spedite a seguito della delibera del Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito ATO 3, n 43 del 30/6/14. La documentazione spiega che l’addebito calcolato corrisponde al 50% della prima rata, cui seguiranno altre 3 rate, che saranno fatturate nei termini e nelle modalità approvate dall’Ente d’Ambito. Chiare le intenzioni del Comune di Scafati in merito all'invio alle utenze GORI di bollette relative al recupero annualità pregresse. E’ al vaglio dell’Ufficio Avvocatura la valutazione delle azioni da mettere in campo contro l’inaccettabile atteggiamento della società. Già ieri l’assessore al Contenzioso, Diego Chirico aveva dichiarato : “Inaccettabile questa continua vessazione da parte della società GORI nei confronti della cittadinanza. Se chi ha amministrato GORI negli anni passati non è stato in grado di valutare che le tariffe deliberate non assicurassero i costi di gestione del servizio idrico ha serie responsabilità amministrative e contabili e non per questo l'errore deve essere pagato a caro prezzo dall'utenza”. Oggi è il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti ad alzare la voce: “Abbiamo sempre attaccato questa società e il suo modo di agire, già in passato non votammo il Bilancio e chiedemmo di liquidare la società e uscire dalla stessa. Oggi più che mai ne siamo convinti perché è inaudito pensare di poter inviare delle bollette del genere ai cittadini, non concordate con i sindaci e in un momento economico così difficile per tutti. Pertanto nei prossimi giorni organizzeremo un’assemblea pubblica con la Città per spiegare in che modo siamo pronti ad agire contro la Gori supportati dai nostri legali per difendere gli interessi dei cittadini e dell’Ente”. Contrariato anche il PD che ha dichiarato: “La GORI, azienda che gestisce il servizio idrico integrato, non può inviare tali tipi di bollette, incomprensibili e difficilmente controllabili dagli utenti in quanto vi è una totale assenza dell’indicazione dei periodi e delle fatture di riferimento, il che non consente neppure di valutare l’eventuale prescrizione degli importi richiesti. Ma a parte profili di legittimità, che investono, in talune bollette, anche la compensazione delle somme da restituire per il canone di depurazione con le partite pregresse, compensazione illegittima secondo la Cassazione, quel che è grave, è che l’azienda gravi in maniera così esosa sui cittadini per fare cassa e risanare, in sole 4 rate, debiti di milioni di euro contratti con la Regione Campania, che la società invece potrà estinguere in molti anni. La verità è che la Gori, accortasi che negli anni “2006/2011“ il gettito proveniente dalle tariffe non ha coperto le spese di gestione del servizio accumulando, così, un debito di 138,3 milioni di euro, poi ridotto a 109 milioni grazie ad un accordo con la Regione Campania, intende ora far ricadere il debito contratto sull’utenza e quindi sui cittadini. Noi del Partito Democratico di Scafati, facendoci portavoce delle istanze dei cittadini, già vessati da altri tributi in scadenza, abbiamo già chiesto all’avv. Cucurachi, che presiede la Commissione di Garanzia, di convocare con urgenza una riunione di commissione in cui invitare formalmente il Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito, Sarro, ed i vertici della Gori perché rendano ogni chiarimento opportuno al fine di valutare la legittimità degli importi richiesti in bolletta riservandoci, all’esito, ogni ulteriore ed opportuna azione. Nel contempo chiediamo che questa Amministrazione, seguendo l’esempio di altri Comuni vicini, si adoperi tempestivamente per ottenere la sospensione del pagamento delle bollette incriminate in attesa di ricevere da tutti gli Organi competenti e coinvolti nella vicenda, le risposte che i cittadini chiedono, anzi, a ben ragione pretendono”.



