LE PRIMARIE PORTANO SFIGA. LO STRUMENTO CHE HA PERMESSO A RENZI DI ESSERE PREMIER STA FRANTUMANDO IL PD

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Quando Berlusconi si oppone alle primarie, e lo ha ribadito anche a Fitto e a qualche altro, è perché si è reso conto, prima che non c’è nessuno che lo può sostituire, secondo perché portano sfiga. Si stanno rivelando come uno strumento che non ha cambiato la politica italiana, come si pensava, ma invece ha deteriorato la politica e il modo di fare politica. 

Finora le primarie non hanno creato una nuova classe dirigente, non coinvolgono più la gente e non legittimano i vincitori. Forse rappresentano solo un discutibile sondaggio fatto con parametri incontrollati e facilmente manipolabili. 

Tutte le grandi città, Roma, Milano, Napoli, Palermo, Genova, che sono state amministrate grazie alle primarie, sono tutte amministrazioni fallite. Le primarie hanno permesso al vincitore di sfruttare l’onda emotiva e mediatica di un “successo” di coalizione per battere l’avversario politico di turno. E così sono nati i Marino, i Pisapia, i De Magistris, gli Orlando, solo per citare i più noti. 

A distanza di tempo, laddove ci sono state le primarie, constatiamo che sono città pessimamente guidate, Consigli e partiti spaccati. 

Dopo aver vinto, si crede di poter continuare a dettar legge nella coalizione che dovrebbe governare la città. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: fallimentari. Sindaci senza maggioranza nei Consigli comunali, partiti che si cannibalizzano a vicenda, il Partito democratico che, puntualmente, si spacca su tutto e crea inutili e dannose guerre tra bande e potentati locali. 

In questi giorni si legge del calo pauroso di iscritti al PD, e la colpa è solo delle primarie naturalmente. Furono decise dal PD la prima volta per eleggere il segretario, ma se il leader non lo elegge l’iscritto al partito, che ci sta a fare nel partito? E infatti non si iscrive più. 

Per quanto riguarda Forza Italia, non sono assolutamente vere le notizie di una rottamazione, il leader Berlusconi ha ancora voglia di combattere e non abbandonerà il campo, anzi, sta cercando di rafforzarlo aumentando la presenza di Forza Italia negli 8000 e passa comuni. Inoltre, tutte le vicissitudini,  la condanna per il caso Mediaset, l’interdizione dai pubblici uffici e il voltafaccia di alleati che hanno scelto di mettersi in proprio o addirittura di passare dall’altra sponda, lo hanno sì provato ma non vinto.  E a Fitto, alla fine del suo “Sei come Fini” ha detto ancora ‘io non perdo mai’

Anche l’ultimo incarico dato a Mara Carfagna ponendola alla guida del nuovo “Dipartimento Liberta Civili e diritti umani” è la dimostrazione che Forza Italia andrà avanti. Mentre l’appoggio dato a Renzi su alcuni punti delle riforme, potrebbe anche diventare la premessa per un Governo Renzi-Berlusconi, spazzando via tutti quelli che lo hanno tradito: da Alfano a Fitto, se non si mette in riga e per Renzi significherebbe relegare la minoranza del PD in un cantuccio.