POMPEI, PRECISAZIONI DEL CONSIGLIERE COMUNALE MARIA PADULOSI IN MERITO AL CONSIGLIO COMUNALE "ILLEGITTIMO" SECONDO IL GRUPPO PD

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Maria Padulosi è stata candidata a sindaco, ora consigliere comunale di minoranza. In merito al Consiglio comunale, che secondo i tre consiglieri PD, era "illegittimo", ha voluto precisare alcune cose:

"Non ritengo di aver partecipato ad un Consiglio Comunale “illegittimo”, in quanto quello del 19.9 u.s., a dispetto di quanto si è andato apoditticamente affermando sul social network e sulla stampa locale, è stato rispettoso della legge e del regolamento. 

Ed invero: 
1) il gruppo consiliare del PD ha lamentato che gli atti e gli allegati relativi agli affari iscritti all’ordine del giorno non erano stati depositati e messi a disposizioni nei termini di legge. 
In realtà io stessa ho ritirato copia della documentazione lunedì 15 settembre, e dunque nei termini dell’art.37 dello Regolamento del Consiglio Comunale della Città di Pompei che testualmente recita:” …gli atti…e i loro allegati…sono depositati almeno quattro giorni prima….”. 
A dettare il criterio per il “computo dei termini” soccorre l’art.155 1° co. c.p.c. ,per il quale: “Nel computo dei termini a giorno o ad ore, si escludono il giorno o l’ora iniziali”. Nel nostro caso escludendo il giorno 15, lo spazio temporale di consultazione è stato proprio quello legale di 4 giorni.
Né ha pregio e rilevanza giuridica sostenere che lo spazio temporale vada calcolato comprendendo 4 giorni c.d. “liberi” cioè senza conteggiare il giorno iniziale (quello della consegna 15.9) e il giorno finale (19.9, quello del C.C.). 
Quando non deve essere computato nel termine né il dies a quo né il dies ad quem la legge richiede - infatti - che la disposizione espressamente lo preveda mediante l’utilizzo dell’aggettivo “liberi” . E, come si è visto, l’art.137 del nostro regolamento non fa uso di tale parola!
2) Gli stessi consiglieri hanno lamentato che l’introduzione di un nuovo punto all’ordine del giorno (il n.10) 2 giorni prima del 19.9 non sarebbe stato rispettoso dei termini.
Anche questa doglianza non è meritevole di alcun pregio giacchè l’art.39, che prevede la possibilità di introdurre nuovi argomenti nell’OdG, richiede che la comunicazione sia fatta 24h prima dell’Adunanza.

Per il profondo senso delle istituzioni, il rispetto dei ruoli, lo spirito di servizio e gli interessi generali che ispirano la mia azione politica ho partecipato, pertanto, al Consiglio Comunale del 19.9.2014.
Gli stessi valori hanno ispirato la mia votazione: evitare aggravi alle casse comunali.
Così i debiti fuori bilancio, costituiti da pronunzie giurisdizionali di condanne di pagamento del Comune di Pompei, ritengo che debbano essere riconosciuti e assolti nel più breve tempo possibile. Questo perché la inosservanza o il tardivo adempimento di sentenze esecutive espone l’Ente debitore ad una lievitazione delle somme da versare al creditore (per interessi e spese legali).
Non sono stata favorevole al riconoscimento del debito di cui al n.5 dell’ordine del giorno (ben €.45.000, a titolo di rimborso di spese legali, che sarebbero stati pagati da due dipendenti), invece,non avendo riscontrato la ricorrenza dei presupposti oggettivi e soggettivi richiesti dalla legge, ovvero in mancanza di adeguata documentazione sulla congruità della parcella. Del resto, non pagare o ritardare questo sollecitato pagamento (in attesa della necessaria verifica) poiché non vi è un titolo giudiziario, non comporta alcun aumento di spesa per il Comune.

Non ho scelto la strada del protagonismo e delle polemiche, non seguo chi ha il solo scopo di dileggiare e screditare l’azione dell’avversario politico; chi ignora le regole del buon senso e della buona politica; chi si comporta come in perenne campagna elettorale alla ricerca di consensi personali; rifiuto lo scontro a tutto campo. Sono convinta che un atteggiamento chiuso, di sola critica, aprioristico e velenoso non sia costruttivo e funzionale alla crescita generale e alla partecipazione democratica.
Rifuggo la politica spettacolo, la politica degli annunci e dei proclami rivolti agli amici di facebook o alla stampa.
Sostengo un modo di fare opposizione, sì dura, critica, intransigente, attenta, attiva. Ma una politica che pone al centro delle nostre iniziative solo i cittadini, non i personalismi, non le aspirazioni politiche e le frustrazioni proprie o di pochi amici. 
Perché, chi siede in consiglio come componente della minoranza ha, da un lato, un ruolo politico di stimolo all’operato della compagine del governo, dall’altro, di verifica dell’attività amministrativa e di controllo della legittimità degli atti. Ma questo ruolo non può spingersi fino ad arrestare, per mero tuziorismo e scopi egoistici, l’operato di chi amministra. 
Non parteciperò, pertanto, al Consiglio Comunale del 30.9 perché la riconvocazione non ha reso alcun vantaggio alla collettività (anzi, costituisce un potenziale pregiudizio economico ritardando pagamenti improcrastinabili e un concreto danno alla macchina amministrativa, rallentandone il suo già difficile e lento cammino); e perché la sala consiliare non è un palco sul quale salire a recitare e replicare commedie a soggetto".
Avv. Maria Padulosi .- Consigliere di opposizione