L'ITALIA DI RENZI IN PIENA CONGIUNTURA

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L'Italia è grave e la sua cartella clinica è quella di un malato quasi terminale con una inflazione da febbre emorragica (Ebola). Praticamente  una inflazione sotto zero in dieci grandi città, e ai minimi storici in tutta Italia; Non vorremmo sembrare catastrofici, ma la disoccupazione generalista è al 13 per cento, mentre quella giovanile sta sfondando ogni tetto di decenza rasentando il 45 per cento.

I conti pubblici sono fuori controllo, e non sono le canzoni dei Gufi a dirlo, ma le tabelle della Ragioneria dello Stato e le analisi di osservatori indipendenti. Mancano trenta miliardi. Insomma fine estate tempestosa in vista di un autunno nero, con un 2014 sotto zero, premessa di un 2015 che partirà con la zavorra e senza grandi speranze.

E si parla di tagliare le pensioni, ma perchè non tagliare i fondi dati ai partiti, ai gruppi, alle fondazioni, i benefits dei parlamentari, i soldi dati ad ogni "onorevole" per la comunicazione e altri benefits? Ai giornali di partito e non solo, e alle tv e radio di partito? Perchè non tagliare le spese inutili? Perchè non tagliare gli stipendi ai dirigenti e parlamentari? Invece dove vanno a colpire? Le pensioni, come se uno non avesse lavorato 40 anni per meritarsela. Caro Renzi, hai deluso le aspettative di tutti gli italiani. Promesse, promesse non mantenute. E tasse che aumenteranno. E intanto Equitalia strozza 2 milioni di cittadini.