LA POLITICA, L’ECONOMIA, GLI APPALTI, IL MOVIMENTO CINQUE STELLE: PENSIERI IN LIBERTA’

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La politica, per capirci, in un Paese normale sta a quella italiana come un’autostrada tedesca sta ad una qualunque strada di Roma, Napoli o Milano. Ecco, se volete che vi indichiamo il segno irreversibile del declino nostrano, vi basti guardare le condizioni dell’asfalto delle grandi città. Dove si annida l’inghippo? Ve lo diciamo subito.

L’economia è messa in moto dal sistema degli appalti. Io vinco l’appalto se mi relaziono alle mafie e propongo un’offerta al ribasso. Naturalmente vinco (e faccio vincere con me quello che ho riempito di mazzette) e subappalto il rifacimento dell’asfalto. Ma dato che ho concorso per vincere solo e per muovere l’economia illegale, l’ultimo dei miei interessi sarà fare un lavoro a regola d’arte. Ergo, quell’asfalto rifatto si presenterà bene, ma al primo inverno italiano (che non è lo stesso di quello polacco o ucraino), l’asfalto si creperà fino a creare vere e proprie buche dove può infilarsi proditoriamente un ciclista o un motociclista o un auto rimettendoci di suo. La provvisorietà del lavoro malfatto rimetterà in circolo l’economia per un nuovo lavoro malfatto e fatiscente, e così via. E l’amministrazione comunale del paese Vattelapesca (da Roma a Milano, come a Napoli etc…, nessuno sfugge) sarà contenta di pagare due volte un lavoro che, se pagato di più e fatto bene una sola volta, resisterebbe per anni.

Chi può rompere questa spirale? Non certo il sistema politico attuale e neanche il Movimento cinque stelle, per carità!! Il M5S è un solitarissimo ago nel pagliaio, è il pungiglione che non fa uscire sangue ma semmai provoca soltanto il solletico al sistema. E’ l’analgesico. Lo sosteneva anche Grillo quando ricordava che era grazie a lui che la gente non era andata a tirare le molotov nelle piazze. Per la verità c’è stato un momento in cui gli bastava dire attacchiamo il palazzo del potere per dare il via alla rivolta. Ma non se l’è sentita ed ha smorzato subito gli entusiasmi dei grillini. Ha avuto paura di quello che stava per mettere in moto.

Forse, anche con l’ultimo atteggiamento nei confronti di Renzi, con cui è andato a colloquio per il nuovo Governo (spinto dalla rete per la verità, perché lui non ci sarebbe andato), ha perso definitivamente il treno per cambiare davvero l’Italia e per sfuggire all’intrappolante inciucio dei due maggiori partiti: PD e Forza Italia. Vorrebbe governare da solo, cosa davvero impossibile in Italia, vorrebbe fare il dittatorello alla Fidel Castro, alla Mussolini, ma sta creando solo spaccature nel suo partito.

I giornali, di destra o sinistra, lo stanno facendo a fette: “Grillo spacca il movimento”; D’Alema: “Con i grillini non si può ragionare”; Napolitano: “Nessuno spazio al Populismo”; Renzi: “Grillo esci dal blog!”. Conclusione: i grillini hanno cominciato a litigare anche nel loro interno (è di pochi giorni fa la messa al bando di 4 senatori che avevano osato criticarlo sul suo blog). Tutto sommato, però, stanno svolgendo un ruolo importante, cioè stanno scaricando le tensioni di piazza della gente, perché oggi, ci sarebbero più ragioni sociali per un fenomeno come le Brigate rosse che negli anni ’70!

Grillo vorrebbe scardinare la democrazia parlamentare senza essere un partito, purtroppo non possiamo passare da una democrazia ad una dittatura di un solo partito o movimento che sia. Grillo e il suo guru Casaleggio si dovrebbero, una volta per sempre, guardare allo specchio e chiedersi: “Cosa vogliamo fare?”, “Dove vogliamo arrivare?”. Il Grillo del colloquio con Renzi mi ha fatto una gran pena. Eppure ne aveva di argomenti per confrontarsi con il “Fonzie” di turno.