PAVIA, LETTERA DEL SINDACO ALESSANDRO CATTANEO

Sindaco di Pavia e Responsabile della Formazione di Forza Italia
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Guardiamo ai fatti. Sembra passata un’eternità, eppure solo poco più di due anni fa Berlusconi era al Governo, incoronato nel 2008 dal 46% degli italiani, un consenso mai visto. Eppure, oggi ne abbiamo la prova, c’era chi tramava nell’ombra per disarcionarlo, approfittando anche di una maggioranza che perdeva deputati e senatori attratti da improbabili sirene. Poi venne il governo Monti, fortemente voluto dall’establishment economico ed europeo, che si è rivelato una delusione per risultati e metodo. Infine le nuove elezioni, meno di un anno fa, che hanno certificato un paese spaccato, e in cui le forze politiche non sono riuscite a creare delle reali larghe intese che, è bene ricordarlo, devono fondarsi innanzitutto su un programma condiviso e un profondo principio di lealtà.

Non c’è stato né l’uno né l’altro. Nonostante gli sforzi di Renzi per dare alla politica un passo e un linguaggio diversi, ci ritroviamo oggi a subire gli strascichi del congresso del PD da una parte e tattiche politicanti da Prima Repubblica dall’altro. Chi allora aveva fortemente voluto sostituire un governo democraticamente eletto, oggi con altrettanta pervicacia ne difende uno creato in provetta. E intanto l’Italia affonda in discussioni sullo zero virgola per consentire a partitini di mantenere il proprio spazio, ignorando quella richiesta di semplificazione che consentirebbe al Paese di essere efficiente.

La costituzione approvata 65 anni fa ha strumenti di governo validi allora: oggi il mondo è diverso. Tanti, soprattutto nei partiti più piccoli, sembrano non volerne sapere. Sarebbe come se un’azienda lavorasse senza computer, senza internet, utilizzando gli stessi strumenti di quando fu fondata. La domanda da porci è: un’azienda così starebbe sul mercato? A noi l’onere e l’onore di cambiare la risposta. Alessandro Cattaneo