ASSOCIAZIONE "NON UNO DI MENO", RENZI, PD, RIFORME E GOVERNO

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Ho sempre pensato che nelle azioni umane (soprattutto in ambiti civili/pubblici/politici), laddove si ritenga debba/possa vigere solo la "legge dell'inesorabilità", vi siano comunque spazi di libertà, di autonomia e di adattamento virtuoso. Certo..!..Le scelte effettuate da Matteo Renzi (primarie, vis/ritmo presidenziale, riforme istituzionali/elettorali), le aspettative suscitate nell’opinione pubblica farebbero ritenere che egli debba “logicamente e conseguentemente” corrispondere a tali attese anteponendo rigidamente le elezioni all’accesso “via staffetta” a Palazzo Chigi. E tuttavia sono dell’opinione che, in un contesto in cui si ha “orrore” del voto dei cittadini e nell’ambito del quale si richiede/invoca all’uopo Renzi (e non viceversa), il sindaco di Firenze possa raccogliere la sfida purchè, alla sua maniera, rilanci.

Faccia valere cioè, nella trattativa e dinanzi all’opinione pubblica (la direzione del pd potrebbe esserne una occasione), alcune condizioni (diversamente si va dritti, e la “si gioca”, ad elezioni con soglie dell’8% al Senato e del 4% alla Camera) per un governo “de combact”, che non si sottragga ad un orizzonte di voto popolare (non troppo rimandato ..dal 2008, ultimo Governo eletto, non abbiamo governi riconducibili al voto dei cittadini):

1) pacchetto di riforme elettorali/istituzionali in cui la nuova legge elettorale si approva subito (prima del resto) prevedendone l’applicazione anche se non si riesce a procedere con la riforma del bicameralismo;

2) Ridisegno contestuale dei collegi elettorali in tempi brevi;

3) abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e delle province;

4) pagamenti integrali dei debiti della P.A verso le imprese,

5) Jobs act (nella versione scandinava di Ichino, Boeri) con cui avviare riforme sul versante del lavoro e del welfare.

Giovanni Celenta

Associazione Non Uno di Meno