DISSESTO IDROGEOLOGICO DELLA STRADA ASCEA-PISCIOTTA, INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL SENATORE ENZO FASANO (F.I.)

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Il dissesto idrogeologico del Cilento è il tema dominante delle interrogazioni parlamentari del senatore Enzo Fasano, ma, stavolta, a prescindere dal finanziamento regionale di circa 29 milioni di euro per la messa in sicurezza delle strade cilentane, presenta l’ennesimo atto ispettivo a proposito della frana sulla statale 447 (Pisciottana) tra i comuni di Ascea e Pisciotta. Un dissesto che, dopo 30 anni, non vede ancora la soluzione. Ecco l'interrogazione parlamentare a risposta scritta indirizzata al Governo Letta:

-Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

-Al Ministro dell’Ambiente

-Al Ministro dell’Interno

-Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali.

Premesso che:

- il sistema delle strade provinciali rappresenta una parte rilevante dei trasporti nella Provincia di Salerno e svolge un ruolo strategico di interconnessione fra le diverse aree del territorio Salernitano, riproducendo l'unico sistema di collegamento fra il Cilento costiero, il territorio del Parco e l’intero territorio nazionale;

- la maggiore criticità è costituita dalla frana di “Rizzico” lungo la strada statale n. 447 (c.d. Pisciottana), fra i comuni di Ascea e Pisciotta al punto che, il tratto di strada suddetto è stato già da alcuni mesi interdetto al transito veicolare e pedonale, creando notevoli disagi alle popolazioni locali e determinando il totale isolamento del Comune di Pisciotta, intercludendolo dai paesi vicini, tra i quali il comune di Vallo della Lucania, unico presidio ospedaliero territoriale;

- la situazione in oggetto si protrae, senza soluzioni di continuità, da oltre trent’anni rappresentando un vero e proprio scandalo nazionale;

- la Provincia di Salerno, alle prese con tagli di spesa non riesce ad utilizzare ai fini della soluzione delle annose problematiche un finanziamento di circa 11 milioni di euro;

- la Regione Campania, nonostante sia proprietaria della strada SS 447 “Pisciottana”, non riesce ad assicurare nemmeno l’ordinaria attività amministrativa di sua competenza costituita dall’autovalutazione di incidenza ambientale (VIA);

- la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici (BAP) di Salerno e Avellino, con un comportamento fortemente discrezionale, nega ciò che precedentemente aveva autorizzato (il tronco lato Ascea della variante al tratto in frana sopraccitato) e approva ciò che precedentemente aveva negato (il tronco lato Pisciotta della stessa proposta di variante) contribuendo, in tal modo, ad appesantire il procedimento amministrativo e a rallentare ulteriormente le procedure burocratiche;

considerato che:

- il movimento franoso investe non solo la viabilità ordinaria costituita dalla detta SS 447 “Pisciottana”, provocando le conseguenze disastrose sopra evidenziate, ma coinvolge anche e soprattutto la sottostante contigua linea ferrata con il concreto pericolo di una interruzione del traffico ferroviario che trancerebbe in due l’intero territorio nazionale, essendo la tratta Salerno/Reggio Calabria l’unico passante ferroviario che collega le Alpi alla Sicilia;

- l’impercorribilità del tracciato stradale (SS 447) ha già causato rilevanti danni economici alle attività produttive locali e rischia di cancellare il turismo e il suo relativo indotto della macroarea geografica denominata “Cilento Costiero” che costituisce – fra l’altro- l’unica fonte di sostentamento delle popolazioni locali,

chiede di sapere:

- quali orientamenti intendano esprimere, in riferimento a quanto esposto in premessa e, conseguentemente, quali iniziative voglia intraprendere, nell'ambito delle proprie competenze, al fine di trovare le possibili soluzioni alle problematiche rappresentate per consentire il normale livello di esercizio dell’unica viabilità territoriale, venendo incontro alle esigenze di vita, lavoro e salute delle popolazioni locali.