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BRESCIA, NASCE IL COMITATO ART.700 DEI PAZIENTI IN LISTA DI ATTESA PER ACCEDERE ALLA METODICA STAMINA
E’ nato il comitato art. 700 dei pazienti collocati nella lista di attesa, presso gli Spedali Civili di Brescia, per accedere alla metodica Stamina. Sono le famiglie che da 10 mesi sono bloccate in questa lista di attesa fantasma in quanto è da aprile 2013 che gli Spedali non hanno permesso a nessun altro paziente di far scorrere la lista. I pazienti, figli, mariti, mogli, padri, madri sono tutti affetti da rare e gravissime malattie neurodegenerative e da paralisi celebrali, patologie a cui la scienza non offre alcuna alternativa terapeutica.
Circa 160 le sentenze giudiziarie che impongono agli Spedali di far accedere i pazienti al trattamento, tutti in via di urgenza; altri 40 pazienti hanno ricevuto un sì alla cura ma condizionato alla clausola che il trattamento dovrebbe essere somministrato presso una delle cell factory, laboratori GMP, presenti in Italia: altra condizione impossibile e vessatoria visto che in nessuna di queste strutture si è mai praticata ne si pratica la metodica Stamina.
Ulteriori 140 sentenze hanno visto il parere contrario dei giudici, una valutazione troppo frettolosa e rea di essere cascata nei trabocchetti e nei depistaggi che l’ufficio legale degli Spedali costruisce ad arte in sede giudiziaria (si perché’ in ogni udienza gli Spedali di Brescia si costituiscono per tentare di impedire l’affermarsi dei diritti dei pazienti, dei malati). Tali diritti sono garantiti dall’art. 32 della Costituzione Italiana per il diritto alla salute e dal Decreto Ministeriale 5 dicembre 2006, Turco-Fazio, detto per le cure compassionevoli, che sancisce i requisiti per accedere, “in mancanza di valida alternativa terapeutica” e “nei casi di urgenza ed emergenza che impongono il paziente in pericolo di vita o di grave danno alla salute nonché’ nei casi di patologie a rapida progressione”, a somministrazioni di medicinali non ancora testati clinicamente. Un diritto garantito dalla Costituzione, sancito dalle sentenze dei giudici di tutta Italia, ciò nonostante sono 10 mesi che la lista di attesa è stata bloccata e scorre solo perchè o si perde il ricorso in sede di reclamo o avvengono i decessi: 8 decessi in un anno sono avvenuti nella lista di attesa, nella più grave e vergognosa indifferenza delle istituzioni e dei media.
Proprio gli organi di informazione, oggi, sono concentrati, piuttosto che sula problematica delle salute dei pazienti, su un processo mediatico sulla figura del prof. Vannoni, sulle sue vicissitudini giudiziarie, con indagini ancora in corso, con il solo scopo di dimostrare il teorema Vannoni ciarlatano uguale a Metodica Stamina è una bufala. La nostra scelta di ricorrere alla metodica oltre che a basarsi su principi di diritto e su norme, che oggi ci pongono all’avanguardia nel mondo per le possibilità offerte ai malati lasciati senza possibilità di terapie, parte da valutazioni mediche certificate e su una letteratura scientifica che ci dice che il mondo delle cellule staminali sono il futuro della medicina rigenerativa.
Il comitato art. 700, composto dai pazienti in lista di attesa per accedere alla metodica Stamina, forti di un interesse comune, di un diritto acquisito inattaccabile, quale categoria sociale, in nome della difesa della vita e della speranza di una cura possibile, esige risposte certe dalle istituzioni, dalla politica, dagli organi che sovraintendono il mantenimento dello Stato di diritto, dagli enti, dalle associazioni di categoria, in merito all’ottemperanza immediata delle proprie sentenze e si fa carico di rappresentare tale istanza in ogni sede legale, giudiziaria, politico-istituzionale e anche in ambito comunitario.
Il Comitato coglie l’occasione per denunciare, già da subito, le mancate risposte della Regione Lombardia. Il 10 dicembre, i familiari, i malati, dopo un anno di vessazione e false promesse, sono stati costretti a irrompere negli Spedali Civili di Brescia per pretendere la verità. Nella riunione drammatica, con la voluta e pretesa presenza delle telecamere delle tv nazionali e locali, (i registrati completi non sono stati mai mandati in onda e sono stati resi indisponibili), il commissario straordinario degli Spedali di Brescia ci comunicava che l'attesa è stata, è, e sarà vana in quanto hanno limitato le cure Stamina a soli 34 pazienti, senza possibilità di far accedere alcun altro. Una verità paradossale per un ospedale di tali dimensioni e numeri, vergognosa per la tanto osannata sanità lombarda, inaccettabile da parte dei malati.
Dopodiché’ il problema rimbalza nuovamente in Regione. A ottobre vi era stato l’incontro tra i pazienti e la commissione sanità lombarda dove si era già affrontato il tema dello sblocco della lista con vane promesse di interessamento. Il comitato ha richiesto, quindi, un nuovo incontro congiunto con i responsabili della Regione Lombardia, con la Stamina Foundation e gli Spedali Civili di Brescia: mentre la Stamina Foundation ha dato, per iscritto, l’immediata disponibilità, dalla Regione lombarda neanche due righe di risposta. Questo la dice lunga di quanto “ci tengano ai malati”. Il Comitato pretende risposte, pretende soluzioni, pretende il rispetto delle sentenze.



