POMPEI, FORMALIZZATA STAMANE LA SFIDUCIA AL SINDACO D’ALESSIO

Ci si chiede che senso abbia la sfiducia a 5 mesi dalle elezioni
letto 1805 volte
claudio-dalessio.jpg

Dire che la sfiducia accontenti tutti i cittadini è falso perché buona parte della città è ancora dalla sua parte, e sicuramente D’Alessio avrebbe avuto voce in capitolo nella scelta del “suo” candidato a Sindaco della città di Pompei. Molte sono le voci sul perché della sfiducia, alquanto inaspettata, mancando ormai pochi mesi alle elezioni di Maggio. E’ stato un vero e proprio sgarbo nei suoi confronti. Sgarbo oppure un altolà per i futuri appalti che dovevano concretizzarsi in questi mesi?

Molte erano le cose che da un paio d’anni in qua non piacevano alla minoranza (ed è normale), ma anche ad elementi della maggioranza (considerati fedelissimi) che si lamentavano del suo decisionismo pro domo suo. Tante le cose che non andavano: La Cartiera, il nuovo appalto dei rifiuti urbani, l’appalto dei parcheggi scaduto, la società di catering e bar che si doveva installare al II piano del palazzo comunale. Cosa si temeva? Si temeva che D’Alessio decidesse da solo senza ascoltare i pareri di altri della maggioranza (cosa che negli ultimi tempi si era verificata).

Ecco quindi che, prima delle decisioni, lo hanno bloccato. Stranamente anche i suoi fedelissimi hanno firmato. Amore per la città? Mah….Da parte di essi una decisione alquanto inaspettata, poiché, a parte qualche lamentela, non avevano dato segnali di volerlo abbandonare. Quindi una sfiducia che non deriva da una vera e propria crisi politica, tanto che nell’ultimo Consiglio Comunale di Dicembre, la maggioranza sembrava più compatta che mai. Quali sono le motivazioni così gravi che hanno spinto i sei della maggioranza a firmare la sfiducia insieme agli otto della minoranza? A sentire loro la sfiducia sarebbe scaturita perché il sindaco D’Alessio non avrebbe condiviso la candidatura a primo cittadino, per le prossime elezioni comunali, del dottor Giuseppe Tortora, specializzato in medicina sportiva, ex consigliere provinciale, e attuale membro della maggioranza (non firmatario della sfiducia).

Anche questa motivazione sembra alquanto strana e poco coerente, perché, se era così, potevano comunque, senza bisogno di sfiducia, creare un nuovo progetto politico, alternativo e candidare Giuseppe Tortora. C’erano e ci sono consiglieri di maggioranza che pur lamentandosi e molto critici nei confronti di D’Alessio, non sono tra i firmatari della sfiducia. Quindi, il gesto di chi ha condiviso il progetto D’Alessio fin dalla sua elezione a Sindaco, è alquanto strano.

Era proprio il caso di portare la città al commissariamento? Cui prodest? Che senso ha sfiduciarlo a pochi mesi dalle elezioni? Sicuramente non è coraggio, ma, alla fine, tutto si riduce a quanto detto in precedenza: non fargli gestire i prossimi appalti. Per adesso, il sindaco D’Alessio non commenta, ma, crediamo che sappia bene chi è il regista di tutta l’operazione che ha coagulato i 14 consiglieri della sfiducia: Carmine Lo Sapio, futuro candidato Sindaco di Pompei, elemento di spicco, oggi, del PD pompeiano, ma in passato, candidato a sindaco di Forza Italia, contro la sinistra. Le stranezze della vita. Lo Sapio, da più di 25 anni sulla scena politica pompeiana, e il suo “Elaboriamo Pompei” ricevette l’imprimatur a candidato sindaco all’hotel Pompei Resort, addirittura da Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno.