PROVINCIA DI SALERNO DECRETATO LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

Dichiarazioni di Iannone e replica del capogruppo PDL alla Provincia, Pasquale Aliberti
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In data odierna, la Prefettura di Salerno ha trasmesso il D.P.R. del 21 ottobre 2013 con il quale, su proposta del Ministro dell’Interno, il Presidente della Repubblica ha decretato lo scioglimento del Consiglio Provinciale di Salerno ai sensi dell’art. 53 del T.U.E.L..

Secondo il presidente della Provincia, Antonio Iannone, ''L'unica motivazione potrebbe essere che è stato seguito l'esempio di Napoli dove il presidente è diventato poi Commissario straordinario. In ogni caso le funzioni di Presidente della Provincia, della Giunta e del Consiglio Provinciale, sono prorogate e andremo avanti nella nostra azione amministrativa. Si tratta quindi di un atto dovuto quando c’è una procedura di decadenza, così come è già avvenuto per la Provincia di Napoli. I consiglieri mi hanno scientemente affidato le funzioni di Presidente, quale vice presidente in carica, così come previsto dalla legge. Chi ci ha ripensato e chi sostiene che la Provincia sia un ente inutile, dovrebbe coerentemente rassegnare le proprie dimissioni. Io certamente non farò nessun atto di diserzione rispetto ai doveri che sento nei confronti del mio territorio”.

Ricordiamo che Iannone, da vice presidente subentrò ad Edmondo Cirielli, dichiarato incompatibile dal Consiglio provinciale in quanto la normativa vietava di ricoprire contemporaneamente la carica di parlamentare e di presidente della Provincia.

A Iannone replica però il capogruppo del PDL alla Provincia, Pasquale Aliberti: “Il commissariamento della Provincia di Salerno, dopo un anno dalle dimissioni del presidente Cirielli, è un provvedimento di una intempestività inaudita. Altrettanto incomprensibile è la nomina di un commissario, nella fattispecie, Antonio Iannone, che non è né un tecnico né un politico eletto per consenso popolare, oltre a non rappresentare elemento di garanzia, visto che fino a ieri ricopriva la carica di presidente della Provincia facente funzione, supportato da una maggioranza che non è più quella espressa dalle urne. Il rischio, dopo un anno di stasi in cui la Provincia non ha prodotto nulla, è che si continui questa fase di immobilismo che favorisce solo un ulteriore distanziamento tra palazzo ed esigenze del territorio. Vista l’indicazione del Governo che sta ragionando sulle aree metropolitane e sul percorso che potrà trasformare la Provincia di Salerno in un ente di II livello, sarebbe stato meglio arrivare allo scioglimento definitivo”.

In ogni caso, sia la giunta che il consiglio provinciale dovrebbero rimanere in carica fino al termine della scadenza naturale della consiliatura, cioè nel prossimo mese di giugno.