LAVORO, ESPOSITO: “VERTENZA ALCATEL,MASSIMA ATTENZIONE SULL'INCONTRO IN PROGRAMMA GIOVEDI' AL MINISTERO”

letto 1084 volte
pina-esposito.jpg

Si sta verificando una situazione davvero sconcertante assolutamente non rispettosa della condizione di gravissimo disagio dei lavoratori del sito di Battipaglia dell’Alcatel". -Così, l’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Pina Esposito, che ha richiesto ed ottenuto presso l’Assessorato al Lavoro della Regione Campania un ulteriore incontro tra lavoratori e sindacati con l’Assessore Regionale al Lavoro Severino Nappi.

Eppure -continua- si tratta di una vertenza delicata e complessa che anni fa vide il salvataggio di posti di lavoro con l’intervento del Gruppo Vivado/Btptecno e che oggi si ritrova a pagare le conseguenze negative del piano di ristrutturazione avviato dalla multinazionale Alcatel in Italia. E’ bene ricordare che l’Alcatel aveva sottoscritto nel 2010 un accordo con il quale si impegnava a garantire un determinato volume di commesse che avrebbe consentito al polo di Battipaglia di sostenere un ciclo produttivo adeguato al mantenimento dei livelli occupazionali”.

Inutile dire – sottolinea – che come sempre a pagare è il territorio meridionale, sempre più desertificato e privo di industrie manifatturiere, ed i lavoratori che hanno assicurato in questi anni impegno e grande senso di responsabilità. Ho chiesto all'assessore Nappi, di attivare un tavolo regionale dedicato alla "vertenza-Salerno" che si faccia carico di verificare complessivamente ed organicamente tutti i percorsi istituzionali e politici necessari per dare risposte concrete ai lavoratori del nostro territorio".

Dal Governo centrale – conclude Esposito – non è arrivato un minimo segnale di attenzione per una vicenda emblematica di quello che sta accadendo nel Mezzogiorno: le industrie preferiscono andare via nel più generale disinteresse di chi ha responsabilità istituzionali di livello nazionale. La riunione di giovedì a Roma a questo punto diventa estremamente importante per iniziare a capire quali strade si prospettano per i lavoratori, ma certamente il metodo fin qui seguito non lascia ben sperare”.