MA QUESTI FAMOSI TAGLI DOVE SONO'

Un barista della Camera viene pagato a peso d’oro, un docente appena un terzo a fine carriera
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Una volta, quando a noi bambini chiedevano: “cosa vuoi fare da grande?”, rispondevamo ingenuamente: “Vorrei fare il barbiere oppure il dottore, etc..”. Quando chiediamo adesso ai bambini di oggi che mestiere vorrebbero fare da grandi, le risposte sono un po’ cambiate, più moderne: “Vorrei fare la velina, il calciatore, la maestra, la ballerina, l’astronauta, etc..”.

Alla luce di quanto stiamo vedendo, leggendo le cronache della politica, potremmo aggiungere tranquillamente una nuova professione: il barista a Montecitorio. Come mai questo mestiere? Basta spulciare tra le carte del Parlamento e constatare che un barista di Montecitorio, a fine carriera, arriva a guadagnare 110.000 euro l'anno. Un 'consigliere', impiegato di quinto livello, 400mila euro lordi. Anche documentaristi, tecnici e ragionieri non se la passano male: vengono assunti con uno stipendio di 1876,57 netti mensili, ma dopo 25 anni arrivano a prendere 227mila euro (lordi) l'anno. Stessa cosa per gli infermieri, i segretari e gli assistenti: da 41mila euro lordi all’anno a 167mila e 400 a fine carriera. Questi dati sono stati raccolti da esponenti del gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle e riportati in un dossier.

Ma, come abbiamo sempre affermato, non bisogna essere per forza del M5S per condividere lo sdegno per questi stipendi che sono un vero affronto a chi ha studiato anni per raggiungere l’agognata laurea. Docenti, dirigenti scolastici, medici, ingegneri: “Avete sbagliato mestiere!!!”.

Infatti, la gente adesso si sta convincendo che il risanamento dei conti pubblici non avverrà mai. E’ di oggi la notizia che il provvedimento per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non sarà più all’esame dell’aula di Montecitorio venerdì 26, come previsto da calendario, ma è stato rinviato, probabilmente dopo le vacanze, chissà. Ma la cosa che più fa imbestialire la gente è che su certe cose, il Parlamento va di fretta, infatti, Su altre, invece, si procede con lentezza. Infatti, per i cittadini è già pronta, con la riforma del Catasto, un'altra stangata sulla casa, invece quando si tratta di toccare le tasche dei partiti, ecco la lentezza, si rinvia, per pensare bene, prima di eliminare il finanziamento pubblico dei partiti.

Adesso le scusanti che il finanziamento pubblico nacque come un modo per rendere i partiti meno dipendenti dai centri di potere, e di finanziamento, esterni. Ok, ma, purtroppo, abbiamo constatato che il famoso rimborso elettorale è più del doppio di quanto realmente speso per le campagne elettorale. Tanto è vero che i partiti riescono a “conservare” un discreto gruzzoletto in cui hanno pascolato i vari Lusi, Fiorito, etc… E ai cittadini cominciano, anzi, già da parecchio, a girare le…….!!