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AAA CERCASI GIORNALISTI A TEMPO PERSO E SENZA SOLDI
L’annosa questione dei giornalisti precari e del finanziamento pubblico ai giornali di partito e cooperative di giornalistiNon lo stiamo scoprendo oggi, ne abbiamo parlato tante volte, a proposito dei “poveri” giornali che non ce la fanno ad esistere senza finanziamenti pubblici a fondo perduto. Quello dei finanziamenti si lega a doppio e triplo filo al problema dei giornalisti precari: lavoro non retribuito, promesse di iscrizione all’albo dei giornalisti, articoli pagati “con i punti come la benzina”. Questo e tanto altro nel dossier sugli annunci di lavoro per giornalisti presentato oggi dal Coordinamento dei giornalisti precari della Campania, durante l’incontro pubblico “AAA Cercasi giornalista a tempo perso”.
Al dibattito hanno preso parte il Presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino, i consiglieri nazionali Alessandro Sansone e Lino Zaccaria, il Presidente dell’Ordine della Campania Ottavio Lucarelli e il consigliere OdG Campania. Mimmo Falco. “L’ordine recepisce questo dossier – ha spiegato Iacopino – e promette lotta senza quartiere a questi editori, coinvolgendo i comitati territoriali di disciplina. E’ arrivato il momento di dare impulso alla Carta di Firenze, non possiamo più aspettare editori e sindacato: la prossima settimana ci riuniremo anche senza di loro”. Il dossier sarà acquisito dall’Ordine che lo trasmetterà al Consiglio di disciplina per verificare le violazioni ai sensi della carta deontologica di Firenze. Lunedì il Coordinamento dei giornalisti precari della Campania consegnerà il dossier anche alla Procura della Repubblica.
Nel frattempo, una delle principali testate della nostra regione, in questi giorni, sta spedendo ai propri collaboratori una comunicazione piuttosto singolare. L’ufficio del Personale lamentando «una grave e persistente crisi di settore» chiede ai colleghi di associare ad ogni articolo un “abstract” ovvero un riassunto di circa 15 righe da pubblicare sull’edizione online della testata. Il tutto, ovviamente, senza ulteriore remunerazione. La cosa che più incuriosisce è l’imbarazzante silenzio dell’Ordine dei Giornalisti, dell’Associazione napoletana della Stampa e del Comitato di redazione dello stesso quotididano.
Ma il problema del precariato è vecchio, come mai lo si affronta o si fa finta di affrontarlo solo adesso? Forse l’Ordine dei Giornalisti non ha volutamente voluto vedere, in tutti questi anni, ciò che molti hanno evidenziato e noi spesso. Ogni volta che si è cercato di affrontare il problema, ecco le lamentele dei giornali: Non ce la facciamo a sopravvivere senza finanziamenti e siamo costretti a licenziare. Ma licenziare chi? I giornalisti senza contratto? O quelli sotto contratto che sono pochissimi in una redazione composta soprattutto da precari pagati ad articolo con pochi euro o addirittura senza soldi e solo con promesse del tipo: “ti daremo la possibilità di prenderti il tesserino di pubblicista”.
Eppure il vero nucleo portante dei giornali, dal grosso al piccolo, sono le migliaia di corrispondenti precari che per pochi euro (spesso anche gratis come abbiamo detto) contribuiscono con il loro lavoro a far uscire le notizie e i giornali. La verità è che si finanziano giornali che sottopagano, o non pagano proprio questi giovani, speranzosi un giorno di essere assunti definitivamente (succede raramente come ben sappiamo, poiché poi vige la solita raccomandazione e l’appartenenza attiva ad un partito).
In tema di spending review è ancora possibile elargire a fondo perduto finanziamenti ai giornali? Ma, un buon giornale ha bisogno di finanziamenti? I finanziamenti non andrebbero assolutamente essere contemplati per i giornali, perché una redazione valida e virtuosa dovrebbe essere in grado di auto sostenersi, tramite le vendite e la pubblicità. Se poi un giornale non ce la fa, allora deve chiudere, come tutte le imprese che non riescono a mantenersi da sole.
Ma oltre ai finanziamenti statali i giornali prendono anche altri tipi di finanziamenti. Se prendiamo un territorio come la Campania, e facciamo il conto di quanti comuni ci sono, vedremo che ogni comune stabilisce una certa cifra (che può arrivare anche a 30000 euro e forse più) per i giornali che meglio fanno risaltare l\'operato di quel Comune (e quando qualche giornale non riceve il contributo inizia una campagna stampa contro quell\'Amministrazione per ritorsione). Quindi, altri finanziamenti. Ma ci sono anche contributi regionali e provinciali. Poi ci sono i contributi dei privati. I giornali pregano perchè vengano presto nuove elezioni, così possono ricavare altri soldi dai candidati che vogliono essere pubblicizzati. Per finire, c\'è la pubblicità dei prodotti che dà una grossa mano a questi quotidiani. A tutto questo bisogna aggiungere i soldi incassati dalla vendita degli stessi. Ci sono poi gli sgravi fiscali sulla carta, sgravi sulla luce (ENEL), IVA ridotta, e chissà cos\'altro. Insomma, a nostro modo di vedere, i giornali sguazzano nel benessere. Chi dice che non ce la fa, vuol dire che ha una cattiva amministrazione. E allora perché non si pagano bene i precari? Mistero!




