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CIRCA UN MESE FA UN CASO DI LEGIONELLA A SALERNO. E’ IL CASO DI PARLARNE
La Legionella Pneumophila, costituisce un problema per la salute dell'uomo quando si trova in grandi concentrazioni e si diffonde mediante la formazione di aerosol (diffusione nel vapore da doccia, nella condensa del condizionatore, etc...). La penetrazione del batterio nei polmoni si ha infatti per inalazione diretta. La Legionella aderisce alla parete delle vie respiratorie grazie alla presenza di flagelli. Questa capacità permette al patogeno di vincere la clearance muco-ciliare, la quale può essere ulteriormente ridotta a seguito di varie cause (fumo, malattie polmonari, alcolismo), in tal modo predisponenti l'infezione.
La legionellosi si può presentare in due diversi quadri clinici: Malattia del legionario (propriamente detta), il quadro clinico che rappresenta una polmonite atipica. I sintomi più comuni sono: febbre alta, cefalea, mialgia, tosse, emoftoe e brividi di freddo. Nel 10-20% dei casi si hanno anche sintomi gastrointestinali come inappetenza, dolore addominale, nausea, vomito. La diarrea è più frequente (25-50% dei casi). Le manifestazioni neurologiche possibili (oltre alla già citata cefalea) sono letargia, encefalopatia, stato confusionale e cambiamenti dello stato mentale. La Febbre di Pontiac è invece un quadro acuto a risoluzione spontanea nel quale non si sviluppa una pneumopatia (non c'è interessamento polmonare).
L'incubazione ha una durata di 24-48 ore. È una manifestazione simil-influenzale con astenia, mialgia e malessere generale nel 97% dei casi, febbre preceduta da brividi nel 80-90% dei casi, cefalea nell'80% dei casi. Sintomi meno frequenti sono artralgie, tosse, nausea, dolori addominali, diarrea presenti complessivamente in un 50% dei casi. Può in alcuni casi svilupparsi anche la Legionellosi extrapolmonare, ovvero la Legionella può localizzarsi anche in altri distretti corporei, dopo disseminazione per via ematica dal polmone. Si sono identificate Legionelle in milza, fegato e rene nel 50% dei riscontri autoptici, in casi di malattia del legionario. Altri riscontri nei pazienti immunodepressi sono: sinusite, peritonite, pielonefrite, cellulite e pancreatite. Infine è dimostrata l'eventualità di una disseminazione per via linfatica.
Nell'ultimo mese abbiamo riscontrato differenti casi di Legionellosi, ultimo dei quali a Salerno, circa un mese fa, dove un uomo di 43 anni è morto per aver contratto la legionellosi nel salernitano. Il decesso è avvenuto presso l’Ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” del capoluogo campano dove era già arrivato in condizioni gravissime. L’uomo, che è stato soccorso dai familiari appena si sono manifestati i sintomi più gravi dell’infezione, aveva svuotato una vasca Imoff per la raccolta dei liquami, uno dei locus preferiti di sviluppo ed infestazione del batterio. Giunto in ospedale è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dove hanno diagnosticato l’infezione da legionella. Poi è stato trasferito nel reparto di rianimazione nel tentativo di salvarlo. Tentativo che, però, non è riuscito. Il numero di casi di Legionellosi è in costante crescita ed è molto preoccupante l’elevato numero di cluster notificati dal 2009 ad oggi.L’Italia si colloca al primo posto tra i Paesi europei per numero di cluster riscontrati.



