Scafati: SOSPESA LA RISCOSSIONE DEGLI ONERI DI DEPURAZIONE

L'Amministrazione recepisce la Sentenza della Corte Costituzionale
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L’Amministrazione comunale scrive ai cittadini per informarli delle iniziative intraprese in materia di consumi idrici e bollettazioni dell’annualità 2003. Nell’elaborazione di questa bolletta si è tenuto conto della normativa consolidata e delle linee guida dettate dalla delibera di Consiglio Comunale n.55 del 2000 che...

addebita le spese di depurazione solo ai residenti in strade servite dalla fognatura comunale. Successivamente, in data 10/10/2008, è stata depositata la sentenza della Corte Costituzionale (n.355) che stabilisce la non debenza dei canoni di depurazione anche in assenza del servizio di depurazione indipendentemente dal collegamento alla rete fognaria. Alla luce di questa sentenza, l’Amministrazione, pur non potendo provvedere alla ristampa delle bollette ormai già pronte per la notifica, ha deciso di recepire e applicare la sentenza della Corte Costituzionale, sospendendo la riscossione delle somme relative ai soli oneri di depurazione e invitando i cittadini a recarsi presso l’ufficio acquedotto per la rimodulazione della fattura e per ogni altra eventuale inesattezza riscontrata. “Questa Amministrazione - ha dichiarato l’Assessore ai Tributi Giacinto Grandito – ha stabilito di sospendere la riscossione dell’ultima annualità, bollettazione 2003, andando incontro alla Sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce l’esenzione dal canone di depurazione per tutti i cittadini non serviti dalla fognatura e dell’impianto di depurazione. Da alcune settimane, gli uffici preposti dell’ente stanno ricevendo una serie di istanze di rimborso da parte di cittadini che chiedono un risarcimento per aver pagato anni addietro, la depurazione, pur non dovendo, in quanto non serviti dai vari servizi di fognatura e depurazione. Abbiamo riscontrato, che tutti i ricorsi pervenuti sono scritti dalla stessa mano. E’ assolutamente strumentale chiedere il risarcimento delle bollette degli anni precedenti, oggi in prescrizione, rischiando, in questo modo, di innescare altri contenziosi che, sull’esempio degli errori del passato – circa 4 milioni di euro spesi per la questione acqua - è risaputo, favoriscono solo poche persone a danno di molte altre. Ci auguriamo, inoltre, che questi eventuali rimborsi, non facciano cessare il rapporto di lavoro tra la società che gestisce il servizio idrico e il comitato promotore dei ricorsi, che avrà sicuramente dimenticato di aver chiesto e ottenuto assunzioni presso la GORI”.