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LA NOVARTIS RICHIAMA SCIROPPI PER LA TOSSE A CAUSA DI DIFETTI DI TENUTA DEL TAPPO
Non è nuova a questi problemi la Fabbrica di medicinali svizzera. Ricordiamo il problema dei vaccini bloccati a fine Ottobre perchè il Ministero della Salute aveva riscontrato la presenza di anomalie.
La Novartis AG ha comunicato ieri Giovedì di aver richiamato 183 lotti di sciroppo
per la tosse dopo aver scoperto che il tappo a prova di
bambino non funzionava correttamente.
La casa farmaceutica svizzera quindi sta richiamando 142 lotti di sciroppo Triaminic e 41 lotti di sciroppo Warming Relief Theraflu prodotti negli Stati Uniti prima del dicembre 2011. La società ha comunicato di aver ricevuto quattro segnalazioni di ingestione accidentale dello sciroppo Triaminic. Un paziente ha richiesto cure mediche ma ha recuperato.
Nessun effetto negativo è stato riportato con lo sciroppo Theraflu, ma il prodotto è stato lo stesso richiamato perché il tappo, come le bottiglie di Triaminic, è malfunzionante.
Le bottiglie di sciroppo per la tosse sono state prodotte nell'impianto di produzione del Lincoln Novartis, in Nebraska. Una denuncia dei consumatori lo scorso novembre ha attivato un'indagine interna che ha portato l'azienda a richiamare il prodotto malfunzionante.
Julie Masow, portavoce della Novartis, ha detto che il 97 per cento del prodotto in questione è stato utilizzato o è già ritornato. L'impianto di produzione a Lincoln, nel Nebraska,è stato sospeso nel dicembre 2011 e deve ancora riaprire, ha detto Masow.
Ricordiamo che la Novartis non è nuova a problemi di questo tipo. A fine Ottobre il ministero della Salute e l'Aifa, l'agenzia italiana per il farmaco, per precauzione a causa di anomalie, vietarono l'acquisto e l'uso di quattro tipologie di vaccini anti-influenzali prodotti dalla multinazionale del farmaco. I vaccini implicati erano Agrippal, Influpozzi subunità, Influpozzi adiuvato e Fluad. Le dosi di vaccini prodotte dalla Novartis per l'Italia sono 3 milioni, ma i restanti 2,5 milioni non erano ancora usciti dagli stabilimenti di Siena, Rosia e Varese.
Bisogna però dire che le 473mila dosi già uscite e distribuite dalla fabbrica, non produssero danni alle persone.



