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L'ITALIA E' IL PAESE DI BENGODI: BENEFITS A VITA E "RIMBORSI ELETTORALI" A SBAFO
Naturalmente la diffidenza e l'astio contro la "Casta" aumenta sempre di più. Così fan tutti, da destra verso sinistra.
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L'Italia è il solo Paese dove i Presidenti delle Camere godono di benefits a vita. Persino negli Stati Uniti d'America, il più potente Stato del Mondo, il Presidente, una volta finito il suo mandato, torna ad essere un comune cittadino. In Italia no! I Presidenti delle Camere conservano, nel prestigioso Palazzo Giustiniani, un ufficio con la disponibilità di cinque segretari, l'auto blu con autista e i voli gratuiti.
La sola voce della riduzione dei benefits a soli dieci anni dopo la fine del mandato al Senato, e quella più accomodante alla Camera, ha scatenato le reazioni degli interessati. Il solo Casini ha fatto il bel gesto di rinunciare da subito ad ogni privilegio, ma è ormai giunto quasi alla soglia dei fatidici 10 anni, e comunque ha sposato la figlia del potente e ricco Caltagirone, con problemi di giustizia, e quindi può anche permettersi di rinunciare. Beh, dopo 29 anni di Parlamento, se lo può anche permettere.
Il Giudice Violante, ex Presidente della Camera, non ha per niente apprezzato il gesto di Casini, anzi, lo ha accusato di ipocrisia. Eppure, per la sua collocazione politica, dovrebbe essere nemico di ogni privilegio. Anche Bertinotti, altro Presidente della Camera ed ex sindacalista, seppure col cuore infranto per l'operaio disoccupato che si è dato fuoco, si è limitato a rimettersi alle decisioni del Governo e dell'Istituzione.
Da parte degli altri ex è tutto un coro da "indignados", che si dichiarano vittime dell'antipolitica. La Pivetti, per la quale rimane ancora da svelare il mistero di quel giorno, quando alla tenera età di 31 anni, venne elevata alla carica di Presidente della Camera, importante lancio, poi, della sua carriera televisiva, è furibonda per la voglia di "forca" dell'antipolitica. Lo stesso fa Pera, che nel dichiararsi rassegnato, denuncia la deriva dell'antipolitica che avrebbe "infestato" il Paese e il giornalismo. Ma anche da parte dello stesso Fini, attuale Presidente della Camera, non c'è stata la reazione che ci si aspettava.
Insomma, questi ex Presidenti "indignados", non hanno capito che sono loro l'antipolitica, sono loro i nemici della vera politica che consiste nel mettersi al servizio della polis, della comunità. Nel difendere i loro privilegi (ma questo è solo un aspetto dei tanti privilegi) di enorme valenza simbolica a fronte dei gravi sacrifici che si chiedono a tutti, dimostrano che sono fuori dalla realtà, incapaci di sintonizzarsi con il volere e il sentire del Popolo. Dichiarano di essere una "casta", un corpo estraneo e parassitario dello Stato.
La sola voce della riduzione dei benefits a soli dieci anni dopo la fine del mandato al Senato, e quella più accomodante alla Camera, ha scatenato le reazioni degli interessati. Il solo Casini ha fatto il bel gesto di rinunciare da subito ad ogni privilegio, ma è ormai giunto quasi alla soglia dei fatidici 10 anni, e comunque ha sposato la figlia del potente e ricco Caltagirone, con problemi di giustizia, e quindi può anche permettersi di rinunciare. Beh, dopo 29 anni di Parlamento, se lo può anche permettere.
Il Giudice Violante, ex Presidente della Camera, non ha per niente apprezzato il gesto di Casini, anzi, lo ha accusato di ipocrisia. Eppure, per la sua collocazione politica, dovrebbe essere nemico di ogni privilegio. Anche Bertinotti, altro Presidente della Camera ed ex sindacalista, seppure col cuore infranto per l'operaio disoccupato che si è dato fuoco, si è limitato a rimettersi alle decisioni del Governo e dell'Istituzione.
Da parte degli altri ex è tutto un coro da "indignados", che si dichiarano vittime dell'antipolitica. La Pivetti, per la quale rimane ancora da svelare il mistero di quel giorno, quando alla tenera età di 31 anni, venne elevata alla carica di Presidente della Camera, importante lancio, poi, della sua carriera televisiva, è furibonda per la voglia di "forca" dell'antipolitica. Lo stesso fa Pera, che nel dichiararsi rassegnato, denuncia la deriva dell'antipolitica che avrebbe "infestato" il Paese e il giornalismo. Ma anche da parte dello stesso Fini, attuale Presidente della Camera, non c'è stata la reazione che ci si aspettava.
Insomma, questi ex Presidenti "indignados", non hanno capito che sono loro l'antipolitica, sono loro i nemici della vera politica che consiste nel mettersi al servizio della polis, della comunità. Nel difendere i loro privilegi (ma questo è solo un aspetto dei tanti privilegi) di enorme valenza simbolica a fronte dei gravi sacrifici che si chiedono a tutti, dimostrano che sono fuori dalla realtà, incapaci di sintonizzarsi con il volere e il sentire del Popolo. Dichiarano di essere una "casta", un corpo estraneo e parassitario dello Stato.



