ALIMENTAZIONE E CELLULITE

Rubrica dedicata alla nutrizione, a cura della Dott.ssa Ferraro Marcella, Biologa Nutrizionista, Specialista in Biochimica Clinica (Scafati), in cui affronterà temi riguardanti una sana e corretta alimentazione
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Il termine cellulite indica una serie di alterazioni morfologico-tissutali ad eziopatogenesi differente, che hanno come manifestazione comuni la pelle ?a buccia d?arancia?, adiposità localizzata, ipotonia muscolare e ristagno di liquidi interstiziali.

In una situazione di normalità il derma e i tessuti che lo sostengono sono in uno stato di equilibrio fisiologico, metabolico e circolatorio che presuppone un reticolo micro-circolatorio, artero-venoso e linfatico perfettamente funzionante e uno strato adiposo sottocutaneo ben vascolarizzato, senza eccessi di accumulo, problemi trofici o fibrosi reattiva. Tutti gli elementi che compongono i differenti strati cutanei sono in stretta relazione, realizzando delle unità tissutali e micro-circolatorie che sono legate sia sul piano anatomo-funzionale che chimico-metabolico. La cosiddetta cellulite, il cui vero nome è panniculopatia edemato ? fibro - sclerotica (P.E.F.S.), deriva dal un'alterazione del derma e dell'ipoderma; in condizioni ottimali, le cellule adipose (adipociti) normalmente presenti nel tessuto sottocutaneo funzionano da riserva di energia per l'organismo, che brucia grassi ogniqualvolta abbia necessità di combustibile. In caso di stasi del circolo venoso questa "riserva" diventa difficile da utilizzare, si accumula fino a comprimere i capillari sanguigni, già fragili, che iniziano a trasudare plasma dalle loro pareti divenute porose. Il plasma si infiltra fra le cellule, con il tempo provoca un' infiammazione del tessuto adiposo con formazione di fibrosi dei tessuti sottocutanei: i capillari vengono compressi e il drenaggio dei liquidi in eccesso si fa più difficile. Si innesca quindi un circolo vizioso che autoalimenta questa patologia, perché di vera e propria patologia si tratta, anche se spesso ci si limita al suo significato di banale inestetismo.

La PEFS è un problema prevalentemente femminile per due ragioni: le donne hanno una maggiore percentuale di tessuto adiposo rispetto agli uomini e, aspetto non secondario, è stato dimostrato che gli estrogeni provocano un aumento della permeabilità vascolare con conseguente incremento di ritenzione idrica.

Le sedi di insorgenza sono soprattutto interno ed esterno coscia, glutei e addome.

LE CAUSE DELLA CELLULITE

L'insorgere della cellulite dipende da diversi fattori che spesso si sommano fra loro; alcuni di essi non sono eliminabili e sono quindi definiti primari (ad es. il sesso, la razza o la familiarità), altri, detti secondari, sono collegati ad alcune fasi della vita, a patologie particolari o all'assunzione di farmaci; altri invece, definiti fattori aggravanti (ad es. cattiva alimentazione o sedentarietà), sicuramente potrebbero essere controllati adottando uno stile di vita diverso.

In questi anni la medicina estetica ha messo a punto numerose soluzioni per combattere la cellulite, ma per ottenere risultati significativi è opportuno sottolineare l?importanza di personalizzare il tipo di terapia in relazione al quadro clinico del paziente ricordando che il successo di qualsiasi trattamento non può prescindere dal rispetto di uno stile di vita corretto e dallo svolgimento costante di attività fisica.

Focalizziamo quindi la nostra attenzione sui cosiddetti fattori aggravanti:

Una muscolatura di cattiva qualità, sia per sedentarietà sia a seguito di un dimagrimento eccessivamente rapido è sicuramente uno dei fattori favorenti la cellulite.

Il moto aiuta a mantenere efficiente muscolatura, circolazione e metabolismo aiutando a bruciare i grassi e a prevenire la stasi circolatoria.

Una postura sbagliata contribuisce ad aggravare il quadro clinico: stare molte ore seduti rallenta la circolazione perché la sedia comprime i vasi e la situazione peggiora se si tengono le gambe accavallate. Non fa neanche bene trascorrere troppo tempo in piedi immobili, perché il sangue fa fatica a risalire dagli arti inferiori, con conseguente stasi circolatoria.

Si deve evitare l'abbigliamento eccessivamente costrittivo:abiti e biancheria attillati comprimono i vasi, scarpe troppo strette o con tacco alto, oltre i 5 cm.,

Stress e fumo sono altri fattori che favoriscono l'aggravarsi del quadro, l'uno per le inevitabili ripercussioni sul quadro ormonale, l'altro per la sua azione vasocostrittrice e per la sua capacità di aumentare i radicali liberi, sostanze che favoriscono i danni a carico del microcircolo ed accelerano i processi di invecchiamento generale dell'organismo.

Per quanto riguarda l?alimentazione possono essere consigliate alcune regole generali da seguire. Un corretto stile di vita, un'alimentazione sana ed equilibrata fanno sì che pesantezza, gonfiori alle gambe e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati. E' fondamentale, dunque una corretta "educazione alimentare", sapere cioè qual è il modo corretto di mangiare non solo riguardo alla quantità, ma anche riguardo alla qualità , sia che si debba mantenere il peso corporeo, se giusto, sia che si debba dimagrire con una dieta ipocalorica.

Uno dei luoghi comuni che confondono le idee sulle strategie contro la cellulite afferma che bisognerebbe bere poca acqua. Niente di più sbagliato: è sempre consigliabile, al contrario, assumere molta acqua. Un litro e mezzo al giorno è la quantità di acqua minima da assumere, per permettere una buona diuresi e un'eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto. Particolare attenzione va messa soprattutto nella lettura delle etichette delle acque minerali, che, apparentemente uguali, possono risultare utili o controindicate secondo la quantità di minerali in esse disciolti: per chi soffre di ritenzione idrica, naturalmente, sono controindicate quelle ricche di sodio. Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna prestare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti. Il sale è il nemico numero uno per una dieta anticellulite. La prima regola da seguire per chi soffre di ritenzione idrica, o per chi intende prevenirla, è di ridurre l'assunzione di sodio: sostanza che il nostro organismo assume principalmente sottoforma di cloruro (il comune sale da cucina). Il sodio trattiene acqua all'interno dei tessuti impedendo il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l'esterno. Per evitare accumuli di sodio, quindi, bisognerebbe cercare sempre di attenersi ai limiti del fabbisogno giornaliero.

Nel sodio assunto durante una giornata, però, non bisogna considerare solo il sale da cucina, ma anche tutti i prodotti utili per condire, ma ricchi di sodio, come: i dadi, le salse, le conserve, ecc. Rinunciare ad un po' di sale non significa fare a meno dei sapori perché può essere sostituito con gli usuali aromi da cucina per esempio come timo, basilico, cipolla, prezzemolo e aglio.

Da evitare gli eccessi di caffè (oltre 2-3 tazzine il giorno), di cioccolato e di bevande alcoliche (come vino, birra e liquori), poiché affaticano il fegato impedendogli di svolgere la sua azione depuratrice.

Da preferire invece gli alimenti freschi, ricchi di vitamine e sali minerali ad alto contenuto di fibra (sostanza che facilita la digestione e combatte la stitichezza),vitamina C, E e Potassio.

Frutta e verdura, (finocchi, indivia, sedano, carciofi, asparagi, carote, arance, kiwi, pompelmo, prugne fresche, albicocche e pesche) sono quindi da consumare in grandi quantità ma anche piselli, patate, lenticchie, cipolla, che hanno proprietà diuretiche, facilitando l'eliminazione dei liquidi in eccesso e delle sostanze di rifiuto. Inoltre il loro apporto di fibra fa aumentare la velocità del transito intestinale, facilitando l'evacuazione delle scorie alimentari (un buon funzionamento dell'intestino è un altro punto fondamentale per combattere efficacemente il disturbo), riducendo l'assorbimento degli zuccheri e dei grassi, senza disturbare l'utilizzazione delle proteine e degli oligoelementi (ferro, rame, selenio, zinco, magnesio e calcio).

I bioflavonoidi poi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono dei veri alleati per una buona microcircolazione.Tutta la frutta ricca di acqua come anguria, melone, fragole ha azione diuretica.

Concludendo per intervenire sul problema è bene sempre rivolgersi ad un esperto che potrà consigliare un regime alimentare mirato evitando evitando il fai da te e le figure non qualificate, la salute è un valore primario che va salvaguardato continuamente.