LA MANOVRA MONTI "SALVA ITALIA" SALVA I RICCHI E I POLITICI MA NON SALVA I PENSIONATI

Ancora una volta colpite le fasce deboli. Nessun taglio ai costi della politica e niente lotta all'evasione
letto 1094 volte
monti_cdm_manovra--400x300.jpg

Purtroppo le lacrime della ministra Fornero non le capiamo e non vogliamo capirle. Quello che si doveva fare non è stato fatto. Una manovra da 30 miliardi di euro. Ma a pagare saranno sempre i soliti noti: i pensionati. Infatti, viene esteso dal primo gennaio 2012 a tutti i lavoratori del metodo contributo per il calcolo delle pensioni per le anzianità future, aumentata l'età pensionabile a 62 anni per le donne, con una fascia di uscita flessibile incentivata fino a 70 anni, e a 66 per gli uomini, per i quali la fascia di flessibilità è tra i 66 e i 70 anni. Bloccato per due anni l'aumento previsto per l'inflazione, tranne per le pensioni minime. Insomma, ogni Governo che viene ha nel mirino i pensionati, i quali prendono la pensione non perchè sono privilegiati, ma perchè hanno versato ogni mese, per 40 anni, i contributi allo Stato.

Monti afferma che i sacrifici adottati con la manovra economica varata dal governo sono stati distribuiti in modo giusto. Il governo ha "avuto grande cura nel distribuirli nel modo che ci è parso equo", prima di tutto prendendo "misure significative contro l'evasione fiscale". Ma quando mai? Come può essere equa una manovra da 25 mld di euro di cui 2/3 vengono "sottratti" dalle tasche degli italiani e non dai tagli agli innumerevoli sprechi italiani? Siamo alle solite! Manca una tassa sulle grandi ricchezze, perché la tassazione sulla casa reintrodotta sembra cadere ancora una volta sui soliti noti, mentre la lotta all'evasione non è stata affrontata come si doveva. Infatti, l'introduzione di una tantum con una aliquota dell'1,5% a carico dei capitali rientrati in Italia con il cosiddetto "scudo fiscale", è veramente poca cosa.

Viene anticipata l'introduzione sperimentale dell'IMU. Tale intervento accresce il contributo che viene chiesto al patrimonio e alla ricchezza allo sforzo per superare la crisi. Si pagherà anche sulla prima casa. Aliquote dello 0,4% sulla prima casa e dello 0,75% per le altre. Già i proprietari di case si stanno dando da fare per far ricadere la tassa sugli inquilini. E a pagare è sempre la gente che stenta a sopravvivere.

Il governo ha avviato un'azione di selezione e di riordino dei programmi di spesa con l'abolizione di una serie di enti ritenuti non più utili. In particolare, le province vengono riportate alla funzione di organi di indirizzo e coordinamento. Vengono abolite le giunte, ridotti a 10 i consiglieri provinciali, e ridotte drasticamente le spese in funzioni già svolte da altri enti territoriali. Purtroppo, queste cose non si avvereranno mai. Urge l'abolizione delle piccole province, dei Consorzi di bonifica e di altri Enti inutili, perchè c'è già la Regione che con il suo personale tecnico preparato è e deve essere demandato a questi compiti. Niente più incarichi esterni. Abbiamo visto quanto spreco di denaro pubblico si è fatto in Campania nell'era Bassoliniana. Ma bisogna anche ridurre i benefits dei parlamentari e ridurne il numero. Togliere i finanziamenti ai giornali (ma perchè devono avere soldi a fondo perduto sulle copie 'stampate' e non vendute, quando sono pieni di pubblicità che va a finire nelle tasche dei grandi gruppi delle case editrici?). Togliere soprattutto i famosi 'rimborsi elettorali'. Si eviterebbe la nascita di gruppi e partiti che nascono solo per opportunità e non per ideologia.

Ma soprattutto ci vorrebbe una legge che vieti di ricandidarsi al Parlamento dopo 3 mandati. Si dà la colpa a Berlusconi di tutto, ma Berlusconi è uno dei più giovani presenti nel Parlamento (17 anni). Vi siete mai chiesti da quanti anni sta in Parlamento un "Giovane" come Casini, come Fini, come D'Alema, etc..? Ebbene, questi cosiddetti "giovani" della politica che chiedono a Berlusconi di fare un passo indietro, per prenderne il suo posto, stanno in Parlamento da quando erano ragazzi. Casini  e Fini da solo 27 anni, e D'Alema da 24 anni. Praticamente da quando avevano 23/24 anni. Quindi non hanno mai lavorato in vita loro, tranne che per fare politica.