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PINO APRILE RACCONTA I "TERRONI"
Incontro all'Istituzione Scafati SolidaleStamattina presso il centro Scafati solidale i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori della città hanno incontrato Pino Aprile, autore del bestseller Terroni. Dopo i saluti delle autorità, ha preso la parola lo storico Angelo Pesce: ?Ferdinando II di Borbone ha compiuto opere importanti per il sud Italia ? ha dichiarato ? tra le quali la costruzione del quartiere per terremotati a Battipaglia o la rettifica del basso Sarno per bonificare l?agro, rendendo i campi coltivabili e prevenendo le epidemie di malaria. Era un tiranno, ma lo erano tutti i re dell?epoca. Bisogna eliminare qualsiasi ombra storica negativa legata alla sua figura. Lo stesso appellativo di Re Bomba, con cui ancora oggi è ricordato, fa riferimento al bombardamento di Messina. Anche Vittorio Emanuele II bombardò Genova provocando il triplo dei morti di Messina, era una strategia politica comune in quegli anni per sedare le rivolte?. Le parole dello storico hanno introdotto le numerose domande degli studenti delle scuole medie. Innanzi tutto, i ragazzi della scuola media Martiri d?Ungheria hanno chiesto quale fosse la verità sui mille: erano eroi o avanzi di galera? ?Tutte le cose vengono abbellite ? ha spiegato Pino Aprile ? nell?Iliade tutti i personaggi sono ricchi di pregi. La realtà è diversa dal mito. Noi siamo fermi al mito dei mille. Lo stesso Garibaldi scrive che erano avanzi di galera della peggior specie. In fondo, chi combatte in guerra? Di certo non Gandhi, né Cristo o Socrate. Combattono coloro che hanno il coraggio di uccidere. La guerra è il tempo in cui gli uomini peggiori diventano i migliori. In conclusione, mito e storia sono entrambi necessari?. Anche l?assessore alla cultura, Cristoforo Salvati, ha posto un quesito allo scrittore: ?L?unità d?Italia è stata voluta sia da affaristi sia da uomini guidati da nobili sentimenti che credevano in ciò che facevano. Demonizzando il processo che ha portato all?unità, non corriamo il rischio di generalizzare ciò che è accaduto?? ?Assolutamente sì ? ha concordato Pino Aprile ? le sintesi uccidono la storia, i meccanismi sono sempre più complessi e noi non riusciamo a raccontarli. In quei momenti entrano in gioco tantissimi elementi, come l?affarismo, la religione, l?idealismo e così via?. Le ragazze della scuola media S. Pietro hanno chiesto quali libri leggere per appassionarsi alle tematiche storiche, a volte pesanti, e se ci sarà un seguito del libro. ?I miei libri nascono sempre da domande, a volte anche stupide. Io sono un incapace, specializzato in niente, ma ho una grande curiosità. Terroni è nato perché i conti non tornavano: perché il sud d?Italia si era ribellato contro l?esercito se i piemontesi stavano portando la libertà? e perché dopo l?affermazione di questa libertà migliaia di meridionali sono fuggiti dalle loro terre? Non ci sarà Terroni 2, perché ora sto cercando di dare una risposta ad un?altra domanda, sempre relativa al meridione. Girando per le città, vedo tanti piccoli fermenti al Sud, che ogni giorno crescono di numero e quantità. A cosa porterà tutto questo? Per quanto riguarda le letture da scegliere non posso dare consigli, ognuno costruisce il proprio percorso sulla base delle proprie esperienze. Si procede a caso, facendosi guidare dai propri interessi?. Sempre dagli studenti di S. Pietro è venuta un?altra domanda: la mafia e la camorra sono nate dall?insoddisfazione dei meridionali dopo l?Unità? In questo caso, lo scrittore ha risposto citando Rocco Chinnici: ?La mafia esisteva già, ma ha acquisito una nuova veste con l?arrivo degli agenti inviati da Vittorio Emanuele II per avere il sostegno dei signori locali in cambio di denaro. Garibaldi è entrato a Napoli con soli dodici suoi uomini, ma con la protezione di circa duecento camorristi. La mafia ancora oggi, purtroppo, non è una forza che agisce contro lo Stato, ma è la parte peggiore della gestione dello Stato stesso?. Infine, le studentesse della Tommaso Anardi hanno chiesto quali sono state le critiche mosse al libro e se fosse possibile risolvere la questione meridionale. Pino Aprile ha risposto: ?Hanno accusato il mio libro di non avere note bibliografiche in margine, ma non si tratta di un libro accademico, ha uno scopo divulgativo, è un articolo di giornale lungo 300 pagine. Inoltre, mi hanno accusato di essere troppo veemente, ma la veemenza è una forma di onestà. Infine, hanno detto che incita al mugugno i meridionali, ma i meridionali sono incazzati di suo... La questione meridionale è nata con l?Unità e continua ad esserci perché si vuole che ci sia?. Le curiosità degli studenti hanno permesso loro di entrare nel laboratorio dello scrittore, comprendendo i processi che hanno portato alla stesura del libro e i segreti del suo successo.



