APPROVATO IL REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA

Il documento era stato nei giorni scorsi criticato dalle forze dell'opposizione
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E' stato approvato nel Consiglio comunale di ieri il regolamento di polizia urbana proposto dal sindaco, Luigi Bobbio:?Esprimo soddisfazione per un provvedimento che riporta Castellammare nel novero delle città civili?, ha dichiarato il primo cittadino. Il documento che ha destato nei giorni scorsi critiche e sorrisini è già stato pubblicato, sul sito istituzionale del Comune di Castellammare di Stabia (www.comune.castellammare-di-stabia.napoli.it).

?Sono soddisfatto della discussione sul Regolamento di Polizia Urbana, soprattutto in considerazione del fatto che il Sindaco ha recepito tutte le nostre richieste? è quanto sostiene il consigliere comunale della città delle acque, esponente dell' opposizione di centrodestra, Antonio Sicignano, leader del Cdl stabiese che aveva criticato fortemente il regolamento. ?Dalla modifica del termine ?abiti succinti? - spiega Sicignano - passando per il divieto dei falò e dell'illegalità connessa, per finire con il divieto di raccogliere acqua delle fontanine di Piazza Fontana Grande, il Sindaco ha dimostrato di recepire tutte le nostre richieste, annunciando provvedimenti specifici da adottare a breve. Per questo motivo ho ritirato i miei emendamenti al testo e, quale esponente dell'opposizione di centrodestra, mi ritengo soddisfato. Ed invero, mentre per i falò il Sindaco, dopo le nostre richieste, ci ha manifestato l'intenzione di spingere per  realizzare bracieri da usare sull'arenile stabiese; per la raccolta selvagga dell'acqua - che ora avviene soprattutto dalle fontane di Piazza Fontana Grande, con utenti armati di taniche e bottiglie, che impediscono a chiunque di stazionare nella struttura - si sta studiando un sistema elettronico con badge, da permettere, tra l'altro, un utilizzo gratuito del servizio per gli stabiesi. Quanto invece alla nostra proposta ? aggiunge - di vietare ai locali commerciali di utilizzare le insegne scritte solo in lingua cinese, ci tengo a precisare che si tratta di un provvedimento già adottato da altre città e che trova il proprio fonamento, non su inconcepili trattamenti sfavorevoli per gli stranieri, ma nell'esigenza di imporre alla comunità cinese di uscire da quell'isolamento in cui purtroppo spesso si chiude  quando staziona in un paese estero. Si pensi che secondo le ultime stastiche più della metà dei cinesi che vive in Italia non conosce minimamente la lingua italiana. Ciò - conclude - è inaccettabile?.