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FALCONE REPLICA PER IL PRINCIPE ARECHI
Il capogruppo: "Non siamo una corrente ma un'associazione culturale'"Non è mio costume polemizzare inutilmente - afferma Mariano Falcone, capogruppo del gruppo consiliare PdL-Principe Arechi - nè erigermi a difensore di alcuno, ma ritengo che alcuni chiarimenti vadano fatti, in merito alle dichiarazioni del capogruppo del Pdl Giancarlo Fele.
Ribadisco con forza la mia appartenenza al PdL e quella dei consiglieri e degli assessori di riferimento al gruppo PdL- Principe Arechi.
L'associazione culturale Principe Arechi non è una corrente interna al partito ma vuole rappresentare uno strumento vitale per la costruzione del nuovo partito, esso rappresenta "il pensatoio".
Per la crescita di un partito di massa come il PdL, non si può solo pensare all'organizzazione, seppur fondamentale, ma occorre un'attività di pensiero che si traduca in progetto, legandolo al territorio.
Chi parla di Principe Arechi, come di una corrente è palesemente in malafede. Il gruppo consiliare di cui sono capogruppo al Comune di Scafati, pur riconoscendosi a pieno titolo per la storia politica e per i comportamenti umani nel PdL, ha la sua ragion di esistere per la caratterizzazione sociale che lo contraddistingue e non rappresenta affatto una lista civica, bensì un ponte tra il partito e la gente.
Rispetto alla rimodulazione della giunta penso che dopo due anni sia giusto azzerare le attuali deleghe ed attuare una ricognizione, ma credo nel modo più assoluto che non vada sostituita la squadra che ci ha portato alla vittoria, e composta da consiglieri eletti. Ritengo che un aumento degli assessori sia necessario, vista la mole di lavoro che stiamo sostenendo e che si prospetta per il futuro, ma il detto "squadra che vince non si cambia" ha il suo valore.
Non ritengo che a Scafati esista un PdL di serie A ed uno di serie B, ma degli uomini del PdL con la propria storia politica che hanno condiviso un progetto e che nella dialettica interna, nel confronto di tutti i giorni sui temi e problemi reali hanno il dovere di confrontarsi per dare delle risposte valide alla nostra comunità.
Così come penso che riconoscere e riconoscersi in un leader che si chiama Edmondo Cirielli e che non deve dimostrare niente a nessuno, visti i risultati politici ed amministrativi che ottine da anni, debba essere motivo di ghettizzazione da parte di qualcuno nei nostri confronti, Questo, si che sarebbe spirito correntizio che va combattuto con forza.



