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SCAFATI, GRIMALDI (PD): UN SINDACO CONTRO LA CITTA' (E LE FASCE DEBOLI): IL PASTICCIO DELL'ADDIZIONALE IRPEF E DEI BILANCI"
Michele Grimaldi, capogruppo democratici e progressisti.Ieri in Consiglio comunale, assieme ai colleghi Michele Russo e Michelangelo Ambrunzo, abbiamo presentato un emendamento alla proposta di delibera sull'addizionale comunale IRPEF: per chiedere che dal 2023, ed in ogni caso appena possibile secondo gli equilibri di bilancio, il Sindaco e la Giunta si impegnassero:
1) ad abbassare l'aliquota dall'attuale 0,08% allo 0,07%
2) a prevedere una soglia di esenzione per i redditi ISEE inferiori agli 8mila euro
3) a passare dall'attuale aliquota unica ai quattro scaglioni previsti dalla legge, al fine di favorire un regime di prelievo fiscale più equo e progressivo.
Tre proposte semplici, dunque, che andavano e vanno nella direzione di aiutare chi tra pandemia e guerra sta pagando il prezzo più alto della crisi.
Ed invece è successo il finimondo: con l'emendamento approvato, il Sindaco ad urlare che avrebbe spedito la delibera alla Corte dei Conti, e la stessa maggioranza che qualche minuto dopo boccia la delibera da essa stessa presentata.
Il tutto per non impegnarsi, appena possibile e consentito, ad attuare politiche fiscali che chiedessero un po' in più a chi ha di più, e un po' in meno a chi è in difficoltà.
Tra l'altro, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il parere tecnico del Ragioniere capo al nostro emendamento, citando il 243bis del TUEL, conferma che finché il Comune è sottoposto al Piano di riequilibrio approvato dalla Corte dei Conti, l'Ente sarà sempre costretto ad approvare aliquote e tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita.
Ci preme sottolineare che però lo stesso articolo, assieme a questa prescrizione di certo punitiva verso la cittadinanza, impone anche all'Ente di rispettare gli impegni assunti: e ad oggi, tra mancata alienazione delle farmacie comunali, mancata ricognizione dei debiti delle farmacie comunali e del vecchio Piano di Zona, mancato rispetto del Piano delle alienazioni, mancata riorganizzazione dell'ufficio tributi (che al momento non ha un responsabile) e presenta un altissimo tasso di evasione fiscale, questi impegni ci appaiono tutt'altro che adempiuti.
Nel frattempo, nonostante il termine fissato dalla legge e la diffida del Prefetto, non è stato approvato entro il 30 aprile il bilancio consuntivo 2021, né è iniziata la procedura per approvare il bilancio previsionale 2022-2024, il cui termine è il 31 maggio.
Che dice, il Sindaco, scriviamo assieme alla Corte dei Conti?



