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INFLUENZA A/H1N1 : ESCLUSIVA INTERVISTA AL FAMOSO VIROLOGO PROF. GIULIO TARRO
Il famoso ricercatore, assistente del prof. Sabin quando scoprì il siero antipolio, risponde alle nostre domande in merito alla psicosi che sta dilagando in Campania a proposito dell'influenza AQuello che sta succedendo nelle nostre zone ha molte analogie con la famigerata ?Virosi respiratoria?, il cosiddetto ?male oscuro? che nel 1979, sei anni dopo l?epidemia di colera, creò a Napoli panico e 80 morti fra i bambini. Ma le analogie, a detta del prof. Tarro, riguardano soprattutto il panico e la psicosi collettiva. Per il resto non ci sono analogie riguardo le modalità. Allora fu una bronchiolite che causò i morti fra i bambini, soprattutto all?ospedale Santobono. Abbiamo rivolto alcune domande al prof. Giulio Tarro, primario emerito dell?ospedale Cotugno di Napoli, 71 anni, medaglia d?oro del Ministro della Pubblica Istruzione, conferitagli nel 1975 dal Presidente della Repubblica, nominato nel 2007 presidente della commissione sulle biotecnologie della virosfera Unesco a Parigi, presidente a vita della Fondazione ?Beaumont Bonelli? per le ricerche sul cancro, ma, soprattutto, lavorò insieme al prof. Sabin quando inventò il siero antipolio all?Università di Cincinnati e insieme con Frederick, dimostrando l?associazione degli herpes virus con alcuni tumori dell?uomo. Ma per elencare i meriti del prof. Tarro dovremmo scrivere pagine e pagine di questo articolo. Il prof. ha gentilmente risposto alle nostre domande.
<<Prof. Tarro, ma è davvero così pericolosa questa influenza da virus H1N1? E? giustificata la psicosi? E? giustificata la chiusura delle scuole?>>
?Esiste un rischio potenziale di ricombinazione genetica con virus influenzali umani già circolanti che potrebbe esitare in una variante virale capace di una trasmissione da uomo a uomo di tipo aggressivo e più dannosa. Questa influenza si diffonde attraverso l?aria con le cosiddette goccioline di Pflugge o per contatto diretto, mediante le mani contaminate da secrezioni. Non si giustifica una sindrome da panico che spesso avviene attraverso una cattiva informazione o una scarsa conoscenza del fenomeno. Quindi nessun allarmismo perché il numero delle vittime è decisamente inferiore ad altre forme influenzali. Pertanto non è giustificata la chiusura delle scuole?.
<<Professore, ci dice come mai i casi di influenza A sono concentrati soprattutto in Campania? Nell?Agro Sarnese-Nocerino in particolare, dove si sono avuti già numerosi casi?>>
?Dal momento che si è osservato un aumento di mortalità a Napoli per questa epidemia, si è creato un certo panico per questa apparente stranezza in Campania. Anzitutto dobbiamo sapere che il laboratorio di virologia del Cotugno fa parte della rete di sorveglianza sul virus influenzale come unico centro riconosciuto dal Ministero della Salute per la nostra regione: questo permette di effettuare il test per la nuova influenza A/H1N1 e di correlare la diagnosi con i casi ricoverati, quelli ambulatoriali, e soprattutto con tutti i casi gravi che vengono portati, spesso in fase terminale, allo stesso ospedale. Pertanto è ragionevole ipotizzare che per molti decessi registrati nel frattempo altrove, e ci riferiamo ovviamente ad altre regioni, non vi sia la stessa capacità e possibilità di correlare la diagnosi virologica alla causa di morte soprattutto quando il virus influenzale agisce come cofattore?.
<Cioè essendoci una psicosi maggiore, c?è maggiore pressione a sottoporsi al tampone, anche quando non sarebbe necessario, e quindi escono fuori i casi di influenza A, mentre in altri posti d?Italia, pur essendoci altri morti di H1N1, non sono inseriti nella casistica perché non è stata effettuata la verifica della positività, è questo che vuole dire?>
?Esatto. Più o meno è questo il mio pensiero?
<Che attinenza c?è con la famosa VIROSI RESPIRATORIA del 79? Il famigerato male oscuro?>
?Nessuna attinenza con la bronchiolite causata dal virus respiratorio sinciziale che nel ?79 è passata alla storia come male oscuro, nient?altro che?..una virosi respiratoria?.
?Lei è un primario emerito dell?Ospedale Cotugno di Napoli. Di cosa si sta occupando adesso?>
?Da tempo la lotta contro il cancro sta vedendo oltre ai tradizionali strumenti chemioterapici, radiologici e chirurgici, l'utilizzo dell? immunoterapia. In questo senso di particolare interesse risultano i nuovi approcci della terapia immunologica, mediante l'impiego di farmaci che restaurino le riduzioni dell'immunità (causata dal cancro e/o dalle cure citostatiche fisiche e farmacologiche) e l'uso di interferone oppure cellule killers attivate in presenza di interleuchina-2. Il mio lavoro svolto con il centro del prof. Pederzini di Mantova ha avuto come obbiettivo di ricerca un antigene neoplastico (siglato TLP) sufficientemente immunogenico per indurre nel canceroso uno stimolo oncolitico specifico efficace. Inoltre gli antigeni sia purificati che ottenuti per sintesi possono essere utilizzati nell'immunoterapia specifica attiva con protocolli già prestabiliti, ottenendo come traguardo sostanze immunogene direttamente dai tumori ovvero prodotti mediante ingegneria genetica. L?identificazione della sequenza aminoacidica è frutto della collaborazione dell'Istituto Sbarro di Filadelfia (USA) diretto dal Prof. Antonio Giordano. L'analisi strutturale dell'antigene del carcinoma del polmone e stata condotta con successo ottenendo informazioni sulla sequenza aminoacida e di recente pubblicata su Journal of Cellular Physiology. 221:26-30, 2009. tutto questo rappresenta il tema di cui mi sto occupando con ottimistiche prospettive nella terapia immunologica del cancro?.
Ringraziamo il prof. Tarro per la sua disponibilità e ci pare di capire dalla discussione che molta responsabilità nella psicosi di questi giorni è dovuta alla cattiva informazione, a volte contraddittoria dei media.
Prisco Cutino



