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SIRI, MICHETTI (G.A.R.I.) "BANDO AI MORALISMI. NON CONFONDIAMO LA PRESUNZIONE DI INNOCENZA CON LA PRESUNZIONE DI COLPEVOLEZZA"
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"Siri ultima vittima dell'attuale inquisizione".
"L' articolo 27 della Costituzione recita: 'L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva', ma nella Gomorra della politica la presunzione d'innocenza non vale persino per l'indagato, ossia per colui che, non soltanto non ha neanche potuto difendersi, ma soprattutto per il quale non è stata neanche accertata la fondatezza delle accuse". Lo scrive su Facebook il prof. avv. Enrico Michetti, direttore della Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana e del Quotidiano della P.A.
"In un Paese - spiega Michetti - in cui vi è l'obbligatorietà dell'azione penale per indagare una persona l'invidia, l'impotenza, la viltà, l'incapacità o peggio le finalità meschine, di chi probabilmente non ha altri mezzi per competere lealmente, sono tutti ingredienti naturali idonei a strumentalizzare l'opera della magistratura nell'esercizio legittimo dei suoi poteri al fine di favorire l'estromissione dell'avversario".
"In tale clima infernale - continua il direttore di G.A.R.I. - l'avviso di garanzia, non è considerato come un atto di garanzia nei confronti dell'indagato, ma come sentenza definitiva di condanna alla defenestrazione dalla vita pubblica".
"Siri è soltanto l'ultima vittima dell'attuale 'inquisizione'. Dell'esecuzione" se n'è fatto carico addirittura un Presidente del Consiglio, Giudice, che forse confonde la presunzione di innocenza con la presunzione di colpevolezza. Oggi si dice che tale soggetto avesse patteggiato un reato di bancarotta. Ma questo era noto a tutti sin dall'inizio. Un bancarottiere prima di tutto non andrebbe neanche candidato, ma il vero scandalo è averlo addirittura nominato membro del governo. In altre parole il Presidente del Consiglio non si è fatto scrupoli, pur di governare, di chiamare nella squadra di governo un bancarottiere. Ed ora fa il moralista?" Conclude.



