-
UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET22:56
-
OLGA CHIEFFI22:37
-
ANTONIO BENFORTE22:20
-
Clelia Ardone19:42
-
CHRISTIAN GENIALE STAFF SINDACO19:24
-
STAFF SINDACO18:46
-
Luca Costanzo18:17
-
UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET23:23
-
ENDER COMUNICAZIONI22:40
-
UF.ST.NURSIND SALERNO21:58
-
MARIATERESA CONTE21:48
-
SILVIA DE CESARE21:32
-
GIOVANNA DI GIORGIO19:39
-
UF.ST.ASSOCIAZIONE PRIMO AIUTO19:32
-
EMILIO D'ARCO STRATEGO COMUNICAZIONI19:20
MANOVRA: BRUNETTA, “SALVINI-DI MAIO SEPARATI IN CASA, LEADER LEGA IL PIÙ DEBOLE”
“Matteo Salvini e Luigi Di Maio vivono ormai da separati in casa all’interno del Governo. Divisi su tutto, l’unica cosa che li tiene assieme è il potere. Nello scontro interno alla maggioranza, la posizione di Salvini è quella più debole. Sarebbe infatti paradossale che la Lega facesse saltare il Governo per un condono fiscale dopo che ha taciuto su una manovra che stanzia 8 miliardi di spesa assistenzialista come imposto dai Cinque Stelle e neanche un euro per la riduzione della pressione fiscale a imprese e lavoratori. È su questo che Salvini si è allontanato dall’elettorato di centrodestra e si è consegnato mani e piedi a Di Maio.
Come scrive giustamente il professor Ceccanti, le esternazioni che si succedono in queste ore da parte dei membri del Governo conseguiranno solo il risultato di accelerare la crisi di sistema. Innanzitutto, la volontà ribadita dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di non modificare affatto una Legge di Bilancio già bocciata dall’UPB, spingerà fatalmente sia la Commissione che le agenzie di rating ad accelerare i tempi della bocciatura: senza dialogo, inutile perdere tempo. Secondariamente, la tesi di Di Maio sul fatto che i componenti della Commissione non siano sereni perché sarebbero già in campagna elettorale per le elezioni europee, ignora che anche i partiti sovranisti che si spacciano per loro alleati lo sono e che questi non intendono certo dire ai loro elettori che sono disposti a pagare i buchi delle finanze pubbliche italiane. Il loro obiettivo comune è solo quello di limitare l’ingerenza dell’Europa nei loro Stati. Poi, per definizione, ognuno è sovranista a danno dell’altro, come ha recentemente fatto intendere il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che all’alleanza con l’Italia di Salvini e l’Ungheria di Orban ha preferito quella con la Germania della Merkel. Infine, il tasso di credibilità di un Esecutivo in cui uno denuncia l’altro in Procura e l’altro ricambia con accuse di incapacità nel leggere i testi normativi, è nulla. Alla fine, come nella Prima Repubblica, le crisi di Governo si possono sempre rattoppare, ma quelle di sistema si possono solo accelerare.
Nel frattempo, il Governo dovrà correre per presentare entro lunedì prossimo le proprie risposte alla durissima lettera inviata ieri dalla Commissione al Tesoro, prima che il giorno successivo la stessa si riunisca per decidere se bocciare la manovra. Qualche ora dopo toccherà alle agenzie di rating esprimere il loro giudizio. In caso di bocciatura, è già pronto sul piatto degli investitori internazionali un nuovo sell-off di BTP e, come ha fatto intendere l’agenzia di rating Fitch, il downgrade delle principali banche italiane, comprese Unicredit e Intesa SanPaolo”.



