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GOVERNO: BRUNETTA, "SE PASSA LA LINEA TRIA, SALVINI E DI MAIO DOVRANNO RINUNCIARE A PIANO DA OLTRE 100 MLD"
“I mercati finanziari hanno dimostrato ancora una volta di apprezzare la linea europeista e di rigore sui conti pubblici espressa ieri dal ministro dell’economia Giovanni Tria, nel suo discorso davanti alle Camere sulla risoluzione al Documento di Economia e Finanze, nel quale egli ha dichiarato che è un bene per l’Italia ‘non mettere a repentaglio la discesa del rapporto debito/Pil’. Lo spread tra i nostri titoli di Stato e i Bund tedeschi a 10 anni è sceso, infatti, a 214 punti base, portandosi in prossimità dei minimi di un mese, e il rendimento dei BTP decennali è anch’esso sceso al 2,53%, lontano dal 3,2% toccato solo pochi giorni fa”.
“Gli apprezzamenti per le parole del ministro Tria provenienti dall’Europa hanno contribuito a rasserenare il clima tra Italia e Bruxelles, a poche ore dal vertice Econofin tra tutti i ministri economici dell’Unione e a solo una settimana dall’importantissimo Consiglio Europeo nel quale si discuterà della riforma della governance economica europea. Un vertice che, secondo le indiscrezioni della stampa, dovrebbe essere dominato dalle proposte di Francia e Germania, dopo il vertice franco-tedesco di ieri, conclusosi con successo, nel quale Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno siglato il patto di ferro per lanciare il bilancio europeo e il Fondo Monetario Europeo per la gestione delle crisi di debito sovrane. La riduzione delle tensioni sul mercato finanziario dei titoli sovrani potrebbe, tuttavia, essere soltanto temporanea ed una nuova escalation dello spread potrebbe verificarsi già dal prossimo settembre, quando la Banca Centrale Europea dimezzerà, per effetto del cosiddetto “tapering”, l’ammontare di acquisti mensili di titoli degli stati membri, dagli attuali 30 miliardi di euro a 15 miliardi, in attesa della cessazione definitiva del programma di Quantitative Easing a partire dal prossimo gennaio. La riduzione della domanda di BTP rappresentata dalla banca centrale sul mercato secondario provocherà quasi sicuramente ad un aumento dei rendimenti d’emissione anche sulle prossime aste del Tesoro, aumentando la spesa per interessi sul debito e, di riflesso, il defict pubblico”.
“Il momento sarà estremamente delicato, perché coinciderà con la presentazione da parte del Ministero dell’Economia della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanze, prevista proprio per settembre, nella quale il Governo sarà obbligato a mettere per iscritto la quantificazione delle misure economiche che intende finanziare con la Legge di Bilancio di fine anno e i saldi di finanza pubblica, che verranno utilizzati dalla Commissione Europea per calcolare gli indicatori deficit/Pil e debito/Pil, valutando il rispetto del percorso di aggiustamento dei conti pubblici. A quel punto, tutti i nodi verranno al pettine. Se passerà la linea di rottura con le regole europee portata avanti dai leader di Lega e Movimento Cinque Stelle, la Commissione Europea potrebbe aprire una procedura formale di infrazione per deficit eccessivo contro l’Italia, con la conseguenza che gli investitori internazionali effettuerebbero un’altra ondata di vendite dei BTP. Se, invece, dovesse passare la linea del ministro Tria, Matteo Salvini e Luigi Di Maio dovranno rinunciare al loro ambizioso piano economico da oltre 100 miliardi di euro, comprendete l’introduzione del reddito di cittadinanza, la riforma della Legge Fornero e l’introduzione della flat tax con aliquota al 15%”.



