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PRESENTAZIONE DEL LIBRO “10 COSE DA SAPERE SUI VACCINI” DEL PROF. GIULIO TARRO, VIROLOGO DI FAMA INTERNAZIONALE
E’ di questi giorni l’uscita del libro del prof. Giulio Tarro, Medico-virologo. Allievo di Albert Bruce Sabin. Editore in capo della rivista sui vaccini “Journal of Vaccine Research and Development”, Singapore/Pechino, CTP di molti casi clinici di danni da vaccini. Componente del Comitato Nazionale di Bioetica (che proprio sui vaccini ha redatto, nel 1995, il suo certamente più famoso testo). Nomina con decreto del Ministero della Salute 20/5/2015, quale componente del Comitato Tecnico Sanitario istituito con D.P.R. 28/3/2013, n. 44, “10 cose da sapere sui vaccini”. Un libro che cerca di fare luce su questo problema che, per certi versi, pone vari quesiti, tra cui quello più noto “Ma i vaccini sono davvero utili?”.
A questa domanda il professore sgombra il campo da dubbi “..che le vaccinazioni siano utili lo dicono i numeri”. Malattie come il vaiolo, ad esempio, sono praticamente scomparse dalla faccia della Terra, grazie al vaccino.
Inoltre, il vaccino contro il morbillo, la parotite e rosolia ha contribuito notevolmente a ridurre i casi di encefalite, senza vaccino 1000 casi su un milione, col vaccino si verifica solo un caso su un milione.
E potremmo continuare con altri esempi. Nel 1750 con la vaccinazione di Jenner anti vaiolo l’aspettativa di vita si alzò di 25 anni.
Il problema non è la vaccinazione in sè e per sè, ma la libertà di scegliere se farla o meno deve essere “libera e consapevole”.
Come è noto, l’iniziativa del ministro della Salute di imporre (con un decreto approvato tramite un voto di fiducia), la somministrazione obbligatoria di ben dieci vaccini, pena il divieto di frequenza agli asili e le sanzioni per i genitori inadempienti, ha scatenato nel nostro Paese una vera e propria crociata contro i vaccini tout-court. Crociata alimentata anche dalla radiazione dall’Ordine dei Medici di professionisti che avevano osato esporre pubblicamente le loro legittime perplessità, e da dichiarazioni, davvero improvvide, su fantomatiche epidemie da “centinaia di morti per morbillo” che si sarebbero verificate negli anni passati in Inghilterra. Difficile, quindi, esporre alcune considerazioni sulle vaccinazioni evitando di “schierarsi” ’per l’uno o ’per l’altro dei “fronti” opposti. Proverò a farlo cercando di evitare quell’aurea di “sacralità” con la quale spesso si ammantano non pochi scienziati e accademici nella illusione di mettere a tacere alcune certamente legittime considerazioni.
Come medico virologo e come allievo di Sabin inizialmente il mio atteggiamento nei confronti delle vaccinazioni era quello della cosiddetta “scienza ufficiale”. Poi, studiando quello che è stato l’andamento delle epidemie in rapporto ai benefici dei vaccini, analizzando alcuni casi clinici e – last but not least – facendo parte del Comitato nazionale di bioetica (che proprio sui vaccini ha redatto, nel 1995, il suo testo più noto), ho maturato una serie di convinzioni che mi hanno portato anche a supportare associazioni, presiedute da genitori di bambini devastati da alcuni vaccini, che chiedevano una maggiore consapevolezza sul rapporto rischi/benefici dei vaccini stessi.
Consapevolezza spesso mortificata dalla sostanziale ipocrisia che per anni ha ammantato nel nostro Paese tale questione. Mi riferisco alla diffusa pratica delle false certificazioni che non pochi pediatri compiacenti stilavano a favore dei renitenti. E purtroppo non si trattava di casi sporadici se si pensa che, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in alcune Regioni la percentuale dei ritardi nelle vaccinazioni superava il 50 per cento. Del resto, va detto che le inadempienze più gravi sono imputabili allo Stato, considerando che la stragrande maggioranza delle asl non ha mai messo in atto un controllo incrociato tra le liste vaccinali e quelle anagrafiche, per smascherare così gli inadempienti. A questo va aggiunto la mancata applicazione della legge 210 del 25 febbraio 1992 che imponeva di attuare, entro sei mesi, progetti di informazione pubblica sui possibili rischi delle vaccinazioni.
E dire che nel 2012 la sentenza della Corte Costituzionale n. 107 riconosceva il diritto all’indennizzo per i danni derivanti dai vaccini, anche quando non obbligatori, ma meramente «raccomandati», evidenziando come non potessero essere definite «libere e consapevoli» le vaccinazioni quando, così come proposto da alcune associazioni, non era previsto alcun test preliminare per stabilire l’eventuale vulnerabilità dell’individuo da vaccinare o in presenza della diffusa pratica di sottacere ai genitori quanto riportato nel “bugiardino” (e cioè il foglietto illustrativo che deve riportare le eventuali controindicazioni del vaccino).
Molto probabilmente, se queste iniziative fossero state messe in atto, non avremmo visto le scomposte campagne “No Vax” alle quali ha fatto da contraltare un autoritarismo mai visto prima nel campo della sanità, fatto di roboanti proclami e “disposizioni urgenti”, quasi come se spaventose epidemie fossero alle porte. Il tutto mentre la sanità pubblica italiana (ancora considerata una delle migliori del mondo) conosce continui tagli e un conseguente peggioramento delle prestazioni e mentre si pretende che i – peraltro costosi – test diagnostici (che dovrebbero dimostrare la presenza di anticorpi protettivi o sconsigliare la vaccinazione) siano a carico dei genitori. Una situazione che lascia presagire gravi situazioni di conflitto all’insorgere dei primi danni accertati su bambini vaccinati e che rischia di alimentare una davvero preoccupante diffidenza di massa nei riguardi della medicina.
A questo atteggiamento rischia di contrapporsi una davvero irritante “levata di scudi” della “medicina ufficiale” che vede nel vaccino una sorta di dogma di fede da imporre ai fedeli, suscitando così ribellioni eretiche e agnostiche diserzioni. Si scatenano così fanatismi che avrebbero potuto essere evitati spiegando, tra l’altro, quali studi hanno portato a decidere l’obbligatorietà di ben dieci vaccini nel primo anno di vita e perché l’Italia sta adottando sulle vaccinazioni una politica ben diversa rispetto a quella degli altri Paesi, anche quelli più avanzati, nonostante manchi l’evidenza di una imminente pandemia.
Così non è stato e la “campagna di informazione” sui dieci vaccini obbligatori è stata portata avanti fondamentalmente con rissosi talk show ed enigmatiche circolari, redatte dai più svariati enti, che hanno finito di avvelenare il clima. Eppure studi sulla diffusa (e crescente) diffidenza nei riguardi dei vaccini (soprattutto quelli polivalenti) non mancano; uno degli ultimi in ordine di tempo è quello contenuto nel numero monografico (aprile 2017) dell’autorevole rivista «Science» che analizza i timori tuttora presenti sui vaccini della popolazione statunitense ed evidenzia le metodologie e le strategie di “marketing” per superarli. Studi analoghi hanno permesso di strutturare capillari campagne di informazione che hanno, in quattro anni, fatto aumentare – dal 69 al 72 per cento – la percentuale dei neonati americani vaccinati contro sette malattie.
Ancora una volta, quindi, viene confermata l’efficacia di una corretta informazione per garantire l’allargamento della popolazione vaccinata. E nella speranza di poter dare un contributo in tal senso, chiudendo questa presentazione, mi accingo ad onorare quanto promesso dal titolo di questo libro.
Premessa
Parte prima: alcune considerazioni
Cap. 1 Vaccinazioni ed “effetto gregge”
Cap. 2 Il costo delle mancate vaccinazioni
Cap. 3 La minaccia delle epidemie
Cap. 4 La paura del vaccino
Cap. 5 Una sbalorditiva “campagna vaccinale”
Cap. 6 Caccia alle streghe
Cap. 7 Infezioni e vaccinazioni
Cap. 8 I danni da vaccino
Parte seconda: Documentazione
Dieci vaccini:
Difterite
Epatite B
Influenza da Haemophilusinfluenzae tipo B
Morbillo
Parotite
Pertosse
Poliomielite
Rosolia
Tetano
Varicella
Parte terza; L’informazione ufficiale
Vaccinazioni pediatriche: le domande difficili
Domande e risposte sui vaccini
Domande frequenti sui vaccini
Parte quarta: Il caso Roberto Gava
Caccia alle streghe
Relazione sulle affermazioni del dr. Roberto Gava sulle vaccinazioni pediatriche
SINTESI DEL CURRICULUM DI GIULIO TARRO
Giulio (Filippo Giacomo) Tarro, nato a Messina il 9-7-38 si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli nel 1962, dove ha studiato con il Prof. F. Magrassi problemi di chemioterapia antivirale. Capitano di Corvetta della Marina Militare Italiana e successivamente di Fregata. Già professore di Virologia Oncologica dell’Università di Napoli, primario emerito dell’Ospedale “D. Cotugno”, è stato “figlio scientifico” di Albert B. Sabin. Per primi hanno studiato l’associazione dei virus con alcuni tumori dell’uomo presso l’Università di Cincinnati, Ohio, dove Giulio Tarro è stato collaboratore di ricerca presso la divisione di virologia e ricerche per il cancro del Children Hospital (1965-68) e quindi assistant professor di ricerche pediatriche del College of Medicine (1968-69). Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e del National Cancer Institute (USA) a Frederick, Maryland, è stato antesignano della diagnosi e della terapia immunologica dei tumori e coordinatore dell’ipertermia extracorporea in pazienti con epatite C per il First Circle Medicine di Minneapolis. Ha scoperto la causa del cosiddetto “male oscuro di Napoli”, isolando il virus respiratorio sinciziale nei bambini affetti da bronchiolite. Grande ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti. Tra i molti ricordiamo: il premio Lenghi dell’Accademia dei Lincei, il conferimento delle medaglie d’oro da parte del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministero della Pubblica Istruzione e del Ministero della Salute, diverse cittadinanze onorarie italiane e lauree honoris causa all’estero. Nel 1996 è diventato giornalista pubblicista ed è iscritto all’albo dei giornalisti; ha ricevuto la “scheda di autorità” (autore) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per le numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Presidente a vita della Fondazione de Beaumont Bonelli (DPR 3-1-78) per le ricerche sul cancro e della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT (Accademia Mondiale di Tecnologie Biomediche) UNESCO. Professore aggiunto del Dipartimento di Biologia alla Temple University di Philadelphia, è stato presidente della Società Consortile della Regione Campania, Centro Tecnologie e Ambiente (CCTA) e della Lega Internazionale dei Medici contro la Vivisezione (LIMAV). Negli anni 1995-98 è stato membro del Comitato Nazionale di Bioetica dalla Presidenza del Consiglio. Nominato, con decreto del Ministro della Salute 20-05-2015, Componente del Comitato Tecnico Sanitario Nazionale nella sezione Lotta contro l’AIDS. Direttore responsabile del Journal of Vaccine Research and Development, Singapore.




