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ROTONDI: "QUESTE ELEZIONI SI VINCONO NON VALORIZANDO I CANDIDATI UNINOMINALI MA SBATTENDOSI PER IL PROPRIO PARTITO"
"Danno tutti troppa importanza alla pantomima dei candidati nei collegi uninominali, che però rappresentano solo una parte marginale dei seggi in palio. Invece queste elezioni si vinceranno non valorizzando i candidati uninominali, bensì sbattendosi per il proprio partito". Lo afferma il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, in un'intervista oggi su "Il Giornale".
"Suggerisco al mio leader di far partire al più presto una grande campagna sul simbolo di Forza Italia, chiarendo che dovrà essere anch'esso sbarrato dagli elettori. Mettendo la croce soltanto sul candidato uninominale - spiega Rotondi - il voto viene trasferito automaticamente alla coalizione, ma ripartito proporzionalmente tra tutte le liste collegate. Chi ha più tradizione territoriale e identitaria, come la Lega e magari pure Fratelli d'Italia, rischia di essere assai favorito nel computo finale dei seggi".
E sul dibattito legato alla titolarità dello scudocrociato il democristiano Rotondi racconta: "Con Cesa ci coordiniamo, visto che ha la legittima possibilità di usare lo Scudocrociato, secondo una delibera del Cdu di Buttiglione. Io invece sono quello che viene chiamato in giudizio: finora sto sui 3/ 400mila euro di spese legali. A differenza loro, io ritengo che quel blocco sociale rappresentato dalla Dc abbia trovato in Berlusconi il suo continuatore. Fi è la prosecuzione dei nostri valori in uno schema di partito diverso. La Dc democratica e collegiale, Fi democratica e carismatica. Quando avremo vinto, sarà chiaro che Berlusconi sarà pure il leader del Ppe. La mission di oggi - chiosa Rotondi - è vincere e portare Forza Italia al 30 per cento. Dovessimo fare le analisi del sangue non se ne uscirebbe vivi. Diciamo che, nei documenti notarili di Fi, ci sono soltanto due firme ancora stabili. Quella di Silvio, e la mia".



