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ROTONDI: "DA CESA USO LEGITTIMO DELLO SCUDOCROCIATO, MA IO STO CON SILVIO"
"Oramai è una costante, che si ripresenta da anni. Ogni volta che lo Scudo Crociato riprende fiato, ecco che in un Tribunale si materializzano persone pronte a rivendicarlo. Ed è capitato anche che qualche giudice abbia collaborato all'equivoco". Così Gianfranco Rotondi, leader di Rivoluzione Cristiana, federata con Forza Italia, commenta sul "Tempo" la notizia che l'Associazione, che riunisce i tesserati del '93 della Dc, ha presentato ricorso urgente per l'utilizzo del nome e del simbolo della Dc.
"In questo disegno - spiega Rotondi - è sempre stata utilizzata la buona fede di democristiani convinti di lavorare in favore di un ritorno della Dc. Però hanno sempre ottenuto l'effetto contrario, cioè di mortificare ogni tentativo di rinascita. Riconosco, ripeto, la buona fede e anche qualche ragione ai membri dell'associazione. Però - aggiunge il segretario di Rivoluzione Cristiana - voglio porre al presidente, Raffaele Cerenza, una domanda: in attesa di un ritorno a vele spiegate della Dc di un tempo, non ci si può contentare di avere sulla scheda elettorale lo scudo crociato partecipe di una bella battaglia di libertà? Dico questo contro il mio interesse, perché io sostengo Forza Italia e non lo scudo crociato, a cui mi lega soltanto qualche ricordo e qualche diritto che non esercito più".
Secondo Rotondi, al quale 23 pronunce, l'ultima delle quali in Cassazione, hanno dato insieme al Cdu di Rocco Buttiglione la titolarità dello scudo crociato "Di sicuro c'è lo spazio per ricostruire una nuova Dc cristiana e liberale. Ci sono valori comuni e c'è un leader come Silvio Berlusconi che li ha sempre rappresentati più e meglio di altri. Attorno a lui può rinascere un grande Partito Popolare. I tempi - conclude il deputato- sono propizi, ma serve ambizione. D'altronde, come diceva Adolfo Sarti, per un vero Dc non c'è gusto a far politica in una realtà che abbia meno del 30%".



