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RIVOL.CRISTIANA, ROTONDI: "SONO STATO UTILIZZATO DA DEL DEBBIO"
“Sono una persona sportiva, so stare al gioco e quello di certe trasmissioni è individuare "il mostro della sera". Così apre l'intervista sul "Tempo" il segretario politico di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, che l’altra sera ha abbandonato, durante la puntata, gli studi della nota trasmissione, condotta da Paolo Del Debbio "Quinta Colonna".
"Io servivo come "mostro della casta" dice al "Tempo". E’ uno schema che ci può stare. D’altronde, ho scritto un libro per contrastare la più potente campagna anti parlamentare, messa in atto dal prefascismo in poi. Non c’è mai stato, in Italia, un attacco al Parlamento così forte come quello condotto da dieci anni a questa parte. In Tangentopoli - spiega Rotondi al giornalista - c’era l’attacco a politici che si presumeva rubassero. Ora l’attacco è alla classe parlamentare, che viene accusata di prendere il vitalizio per legge. E’ un attacco a reti unificate, condotto da giornalisti che sono la casta del Quarto Potere, abboffati di milioni di euro all’anno".
Al commento del giornalista, che richiama l'esistenza di un sentimento popolare. Gianfranco risponde: "Eh no, eh no! Se io racconto al popolo tutti i giorni una storia, poi quella diventa una verità. C’è una bella frase del mio maestro Fiorentino Sullo, che cito a memoria: "raccogliere l’opinione dell’uomo della strada non è democrazia, è aritmocrazia", cioè la dittatura dei numeri. Il compito della classe dirigente giornalistica e politica è formare secondo i principi dell’opinione pubblica e, solo dopo aver svolto questo ruolo, interrogarla. La lezione di Sullo, che risale al fascismo, viene rovesciata dai cattivi maestri di oggi. Loro prima per dieci anni parlano della "casta" eccitando l’odio, la tensione sociale, la disgregazione. E poi consegnano il microfono ai cittadini. Tra l’altro, voglio dire una cosa. La signora, che ci ha insultato l'altra sera, non era un’emarginata, ma un’attivista del 5 Stelle. Con il Sindaco di Marigliano, che era presente a Quinta Colonna, abbiamo riconosciuto anche un consigliere comunale ed uno regionale, sempre dei 5 Stelle. Sa, siamo campani tutti e due. E mi è molto dispiaciuto che al grido "ladri" il conduttore Del Debbio non ci abbia difeso. Avrebbe potuto dire: "stiamo discutendo, anche animatamente, ma nessuno ha il diritto di fare accuse diffamatorie". "Ho già dato mandato ai miei legali - aggiunge il deputato forzista - di procedere per ciò che loro riterranno, e credo sia partita la richiesta a Mediaset di avere una copia del filmato. Mi chiedo perché in quella trasmissione si sia scelto di partecipare alla campagna a reti unificate per Grillo. Un’idea me la sono fatta, e credo che saranno assolti per non aver compreso il fatto".
Infine conclude: "Io con Mario Giordano, a forza di litigare, sono diventato amico e quindi non sono risentito. Sono dispiaciuto con Del Debbio, perché lo reputavo obiettivo ed una persona amica. Il problema è che non mi hanno fatto parlare, e non ci andrò più". E poi una piccola rivincita: "Sulla pagina Facebook di Quinta Colonna i post critici superano quelli di consenso a Del Debbio. E sui miei profili social la solidarietà regala numeri mai conosciuti nel mio piccolo".



