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Scafati: SPECULAZIONI EDILIZIE NEL MIRINO
Aliberti: << Non permetteremo che si ritorni agli anni bui di questa città>>voce delle periferie”, così si è definita Annalisa consapevole delle difficoltà e delle responsabilità cui, candidandosi, andrà in contro “ma felice nel suo piccolo si poter aiutare S. Vincenzo e le periferie a crescere”. Reduce dalla serata, Aliberti, non ha perso tempo e ha commentato un passaggio del programma del candidato del Partito Democratico, Francesco Bottoni sulla questione delle speculazioni edilizie. Argomento, che negli anni ’80 ebbe un ruolo da protagonista a Scafati per le note vicende che interessarono la politica cittadina e la consuetudine di molti personaggi di fare del territorio un vero e proprio monopolio. <<Resto spiazzato e sbigottito dalle dichiarazioni rafforzate da un volantino elettorale del sindaco uscente in tema di “Diritto alla casa e lotta alla speculazione” – si legge da un comunicato a firma di Aliberti - Si tratta di riferimenti alle speculazioni edilizie dilaganti negli anni ’80, dove interi quartieri furono costruiti senza servizi e senza infrastrutture, dove personaggi dal peso politico hanno razziato il territorio, monopolizzandolo. E’decisamente anacronistico e fuori luogo paventare un interesse verso l’argomento delle speculazioni edilizie, quando, è palese ormai, dai manifesti affissi alle mura della città, che nel calderone che il sindaco uscente propone alla città, ci sia la presenza di quegli uomini che in quegli anni bui fecero da padroni, facendo della speculazione una costante. Queste preoccupazioni sono state sempre nostre – incalza - promotori all’inizio degli anni ’90 di sentite battaglie di civiltà, contro la camorra e il peso di un clima difficile da sostenere. Ricordo, inoltre, che intervenimmo in tanti e il sottoscritto in primis, per promuovere e diffondere un principio di trasparenza e lealtà, che all’epoca sembrava dimenticato. Oggi, un’analoga situazione, si ripropone con l’altra coalizione, dove, pur di raccattare consensi, non si è agito con “coraggio”, come abbiamo fatto noi, allontanando personaggi dai trascorsi non proprio edificanti, ma imbarcando nelle proprie liste di tutto e di più. Invece, il nostro punto forte, quello che la gente sta apprezzando in maniera appassionata durante le tappe della campagna elettorale del Popolo della Libertà, è proprio il PUC. Ultima, quella di S. Vincenzo, che ha visto la partecipazione dell’On. Mario Landolfi e dei cittadini delle periferie, centro nevralgico del piano urbanistico che abbiamo in mente e che ci proponiamo di approvare entro dicembre. Non possiamo più permettere che ad arricchirsi siano sempre le solite, poche, famiglie e che si ritorni alle speculazioni degli anni bui di questa città. Metteremo in campo, un’edilizia di tipo familiare, in grado di andare in contro alle esigenze delle giovani coppie che non chiedono altro che una casa dove vivere con la propria famiglia e la possibilità di sposarsi senza dover fare sacrifici tutta la vita>>. Il candidato del Popolo della Libertà ha continuato a spiegare le coordinate del suo progetto urbanistico. << Sarà un Piano Urbanistico teso a rilanciare e riqualificare il territorio, attraverso l’abbattimento e la ricostruzione a parità di volumetria, laddove possibile nel centro storico, preservando gli edifici storicamente rilevanti. Promuoveremo una serie di interventi per rimettere in moto un’edilizia a vantaggio della famiglia con mansarde abitabili, sopraelevazioni, prevedendo la riduzione dell’attuale lotto minimo in zona agricola>>. Il discorso si sposta lentamente sulla recente diatriba con l’A.C.S.E. in merito alle discriminazioni messe in campo dalla partecipata e sull’intervento del Presidente Aniello Longobardi in difesa della società e, non troppo velatamente, del sindaco uscente. <<I progetti sono tanti, per rinnovare, cambiare e sradicare un sistema che crea tensioni e ingiustizie, dove anche chi, non ha le competenze per esprimersi, non perde occasione per dire la sua a garanzia del sindaco uscente. Atteggiamento assunto dal presidente dell’A.C.S.E, Aniello Longobardi, che ancora una volta ha perso l’occasione per fare silenzio, arrogandosi il diritto, senza averne competenza e con estrema arroganza per il tono assunto, di decidere, fare e disfare senza informarsi delle normative vigenti. Gravissimo –continua Aliberti - è infatti, per il presidente non conoscere le disposizioni dell’art. 6 della legge 212/56 e della propaganda mobile che la legge non solo consente, ma che è possibile realizzare dietro una semplice comunicazione alle società competenti, così come non sono abusivi gli striscioni di propaganda che Longobardi ha inutilmente criticato. Di fronte a questi avvertimenti verbali, ci sentiamo a dir poco minacciati. Il presidente, farebbe bene a dimettersi e a zittire non solo per il ruolo che ricopre ma soprattutto per difendere l’agibilità democratica di questa campagna elettorale. La sensazione è che, l’altra coalizione, voglia quasi “occultare”i propri volti e i propri manifesti, propagandando i propri interessi nel sottobosco delle famiglie di Scafati, sempre le stesse. Così fanno da sempre, così ha fatto il sindaco uscente disertando una trasmissione televisiva, evitando il confronto con i candidati sindaco, in quell’occasione presenti e disponibili al dialogo>>. Francesca Cutino
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