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UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET21:24
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UF.ST. COMUNE DI SALERNO16:37
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SILVIA DE CESARE16:15
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Di Luca Spagnolo, rappresentante legale del MOSAC – Movimento Sindacale Autonomo Carabinieri15:41
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MARCO PIROLLO15:23
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UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET18:15
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ANTONIO ABATE22:39
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UF.ST. Flaica Cub Salerno22:30
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Antonio Abate22:05
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Raffaele Paciello Segretario Provinciale Avellino OR.S.A. Trasporti TPL Campania21:43
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Marella Brunetto18:52
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VINILE PRESS15:58
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UF.ST.GIVOVA SCAFATI BASKET22:57
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Silvia De Cesare16:28
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UF.ST.P.A.ERCOLANO15:48
REFERENDUM, ROTONDI: "BATTAGLIA PER IL 'NO' INSIEME AGLI EREDI DELLA DC"
"Le ragioni per il no al referendum potrebbero far rinascere lo scudo crociato ed aprire la strada ad un nuovo scenario politico". Lo afferma il deputato di Forza Italia e presidente di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi, in un'intervista al Quotidiano del Sud.
"C'è un fatto politicamente nuovo -spiega Gianfranco Rotondi- e cioè che gli eredi della Dc, divisi da 22 anni di diaspora, si ritrovano tutti insieme per il no al referendum, parlo del mio partito, dell'Udc, che rappresenta una novità perché ha fatto parte della maggioranza di governo, ma mi riferisco anche ai popolari di Mario Mauro e di personalità che vengono dalla Dc come il sindaco di Benevento, Clemente Mastella e il sempreverde Cirino Pomicino. Ho ripreso a sentirmi quasi tutti i giorni con Lorenzo Cesa, circostanza che non avveniva da molti anni -racconta il leader di Rivoluzione Cristiana- ed è naturale che sia così perché dal referendum uscirà il riassetto dei poli, le battaglie referendarie selezionano nuove forze politiche: fu così ai tempi di Segni ed è stato sempre così nella politica italiana. Adesso però -chiosa Rotondi- bisogna fare la campagna elettorale. Io mi sono convinto delle ragioni del no per la spinta del mondo cattolico e per una spinta di ciò che resta e che torna della Dc. Dentro di me avevo più di qualche dubbio nel senso che sono d'accordo su alcune ragioni della riforma, naturalmente quando poi mi sono reso conto che il mondo cattolico avvertiva come un tradimento una riforma fatta a maggioranza e senza il metodo costituente della condivisione delle forze politiche, mi sono convinto per il no".



