ECCOLI...I PIU’ VOTATI (PD E FI): FRANCO PICARONE E MONICA PAOLINO

Conosciamoli meglio come politici e come persone.
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Lui, Francesco Picarone, per tutti Franco è il leader indiscusso delle recenti elezioni regionali, vantando 17.125 preferenze. Già assessore all’Annona del Comune di Salerno, ha accumulato una serie di esperienze come consigliere comunale. Nel 2010 per un soffio (con ben 14.000 voti) non riesce ad essere eletto. Lei, Monica Paolino, è la più votata di Forza Italia nella Provincia di Salerno, con i suoi 13.285 voti, già consigliere regionale negli ultimi cinque anni di governo Caldoro e dal ‘94 in FI insieme a suo marito, Pasquale Aliberti, sindaco di Scafati. Due personalità diverse, appartenenti a due partiti agli antipodi. Unico punto di incontro: essere i leader politici delle rispettive bandiere in provincia di Salerno.

1- Lo slogan

PICARONE: ‘Il cambiamento che conosci’

PAOLINO: ‘Diamo forza ai territori’

2- Prime sensazioni dopo l’elezione

PICARONE ”Ho sentito un grande affetto da parte dei sostenitori”.

PAOLINO: “Ho provato una grande gioia, ma è stata una vittoria a metà, a causa della sconfitta di Caldoro”.

3- Cosa pensi del nuovo governatore?

PICARONE: “La sua squadra cambierà la Campania. Lui ha le qualità per farlo”.

PAOLINO: “Preferisco esprimere un giudizio dopo averlo visto all’opera”.

4- E di Caldoro?

PICARONE: “Caldoro si presenta bene, ma non ha saputo mantenere le redini per controllare ciò che gli accadeva intorno” PAOLINO: “Penso che sia una persona perbene, capace di gestire con serietà e trasparenza la fase più difficile dopo lo sfascio della sinistra”.

5- Un aggettivo per descriversi

PICARONE: “Tenace”

PAOLINO: “Umana”

6- Una frase, un volto, la cosa che le è rimasta impressa in campagna elettorale

PICARONE: “La domanda unica di cambiamento che proveniva dai territori. La richiesta unanime di tagliare gli impedimenti che ostacolano lo sviluppo e il lavoro”.

PAOLINO: “Gli sguardi di tanti disoccupati e famiglie dieperate, che in modo composto mi chiedevano un aiuto una speranza”.

7- La persona che le è stata più vicina

PICARONE: “Mia figlia. Ha collaborato con me e mi ha sostenuto da tutti i punti di vista. E’ stata matura e molto vicina. Ha saputo adottare un comportamento equilibrato verso tutti i miei collaboratori. A lei va un grande applauso”.

PAOLINO: “Mia mamma, mio marito e i miei figli. La mia famiglia per il grande sostegno offertomi nel corso della campagna elettorale”.

8- Cosa le ha detto sua moglie/marito dopo l’elezione?

PICARONE: “Cambiamo domanda”

PAOLINO: “Sono stata io a dire a lui: adesso tocca assumermi una responsabilità più grande”.

9- Priorità dell’agenda in Regione secondo lei

PICARONE: “Ambiente, Trasporti, velocizzazione dei tempi per l’impiego dei fondi europei. Bisogna spendere tutto e bene”.

PAOLINO: “La Sanità in primis, riapertura degli ospedali come da piano ospedaliero, completamento della grandi opere avviate e finanziate. Grande attenzione sul grande progetto Sarno, priorità assoluta per il mio territorio”.

10 - Meriti del governo Caldoro

PICARONE: “Non ne vedo di particolarmente rilevanti. La Regione Campania non aveva bisogno di ordinaria amministrazione, ma di un cambiamento radicale, di una tempra forte capace di prendere di petto le questioni”.

PAOLINO: “Il grande merito di aver risanato i conti, di aver utilizzato al meglio i fondi europei, ma soprattutto di aver restituito credibilità in Italia e in Europa alla Campania. Una credibilità ormai del tutto persa.

11 - Demeriti o errori

PICARONE: “Si presenta come persona perbene, ma non impedisce ad ‘alcuni’ di devastare la Campania. E’ proprio giusto l’eufemismo con il quale è stato etichettato, ovvero che ‘è stato presidente della Regione a sua insaputa’”

PAOLINO: Più che fare annunci e proclami ha pensato alla politica del fare. Dobbiamo prendere atto della mancata comunicazione dei grandi risultati”.

12 - Il ‘metodo Salerno’ è applicabile alla Regione?

PICARONE: “Non è un metodo, ma un modo di governare che promuove il bene comune e non la gestione del potere”.

PAOLINO: “Una cosa è amministrare un comune, altra cosa è governare una Regione. Sarà utile abbandonare le logiche delle clientele e avere la capacità di confrontarsi con tutti, al di là delle appartenenze.

13 - Conosce Picarone/Paolino? Cosa pensa di lui/lei?

PICARONE: “Conosco Aliberti, di sicuro un amministratore con personalità. Non conosco sua moglie e non mi permetto di giudicare se la sua elezione sia frutto del suo modo di governare in questi anni o del contributo dato da suo marito”.

PAOLINO: “Non lo conosco personalmente, ma attraverso il racconto di altri, che mi dicono essere stato un buon amministratore a Salerno”.

14 - Il suo lavoro al di là della politica?

PICARONE: “Per me la politica è una funzione pubblica. Il mio lavoro è il bancario. Sono analista finanziario sebbene laureato in Legge. Presto, però, sarò costretto a rimettermi in aspettativa. La politica è un compito difficile che si esercita perchè qualcuno ti ha dato il consenso. Quando finirà il consenso, terminerà anche il mio compito. Ma non credo sia ancora il mio momento”.

PAOLINO: “Prima di questa esperienza, supportavo con un contributo fattivo la società di famiglia, lavoro che ho dovuto abbandonare per la politica. La politica comporta un grande impegno ed io intendo investire ancora più energie, oggi più che mai, visto il grande consenso ottenuto e le responsabilità aumentate”.

15 - Cosa pensa del M5S?

PICARONE: “Il M5S è una spinta al cambiamento che i partiti storici devono raccogliere per autoriformarsi. Non mi è piaciuto, però, come il movimento ha affrontato le Regionali, cavalcando la Severino e una presunta legalità e moralità.E’ bene che ci sia per i tanti elementi giovani che si cimentano nella proposta politica, ma per fortuna non ha prevalso”.

PAOLINO: “Il M5S è un segnale del clima di anti politica che cresce. E’ una proposta politica demagogica. E’ l’esigenza per i partiti di accorciare le distanze tra le istituzioni e la gente”.

16 - Perchè la gente non è andata a votare?

PICARONE: “Perchè è stata una campagna elettorale troppo strumentalizzata. La gente è andata in confusione sulla questione degli ‘impresentabili’.

PAOLINO: “E’ da anni che la gente non va a votare, per la crescita del fenomeno del grillismo e dell’astensionismo. La politica non riesce a dare risposte sui temi sociali ed economici. La gente soffre”.

17 - Una parola per descrivere Forza Italia

PICARONE: “Non credibile”

PAOLINO: “Libertà”

18 – Se dico Bassolino cosa le viene in mente?

PICARONE: “Un’altra stagione politica”

PAOLINO: “L’emblema della distruzione di una Regione”.

19 – Se dico Cosentino?

PICARONE: “Una fase politica archiviata”

PAOLINO: “Un uomo del territorio”

20 - La frase che ha ripetuto più spesso in campagna elettorale?

PICARONE: “Centralità del bene comune”

PAOLINO: “Far prevalere gli interessi dei territori su tutto”

21 - Ultimo libro letto

PICARONE: “’La biografia di Tony Blair’, che ho trovato calzante con il nostro premier Renzi.

PAOLINO: “’Il desiderio di essere come tutti’ di Francesco Piccolo. Una visione diversa della poltitica ideologica da giovane, concreta in età matura”.

22 - Programma tv preferito

PICARONE: “I programmi trasmessi da SKY, ovvero’ National geographic’ e ‘Discovery Channel’. Report, anche se trovo la Gabanelli eccessiva”.

PAOLINO: “Più che guardare la tv, preferisco dedicare ai figli il mio tempo, sempre di meno da quando mi occupo direttamente di politica”.

23 - Legge severino...sarà applicata?

PICARONE: “Sarà applicata nei limiti della sua applicabilità. E la sua applicabilità non mette in discussione il governo De Luca”.

PAOLINO: “E’ una legge ingiusta per gli amministratori. Ma in quanto legge dovrebbe essere applicata a tutti gli amministratori che l’hanno subita. Non sarà così, siamo in Italia. Ciò che vale per il Berlusconi di turno, non può valere per un uomo di sinistra”.

24 - Cosa pensa degli impresentabili?

PICARONE: “Una grande ‘porcheria’. Usare la Commissione Antimafia a due giorni dalle elezioni – quando ormai non puoi più difenderti – è vergognoso! E’ una barbarie politica! Credo che dietro a tutto questo ci sia chi ha governato l’Italia per circa venti anni...per me la politica è qualcosa di più alto. Per il resto sono garantista”.

PAOLINO: “Sono garantista fino a prova contraria. E lo ero anche quando alcuni giudizi li ho dovuti subire sulla mia persona”.

25 -Cosa si augura per i prossimi 5 anni?

PICARONE: “Un rilancio della Campania sul tema dello sviluppo, dei trasporti e della sanità”.

PAOLINO: Che il lavoro di risanamento non venga vanificato, che i comuni continuino a beneficiare dei fondi europei, un rilancio definito della sanità, e che le grandi opere avviate vengano seguite e completate”.

26 - Perchè la gente l’ha votata?

PICARONE: “Per la reputazione personale”

PAOLINO: “Perchè in questi anni ho dimostrato vicinanza ai territori e agli amministratori locali”.

27 - Si ritiene più un buon padre/madre o un buon politico?

PICARONE: “Un buon politico. Purtroppo le due cose non sono compatibili e di questo mi rammarico fortemente. Per fortuna, ora, sono i figli che mi rincorrono e questo mi consente di incontrarli”.

PAOLINO: “Madre prima di tutto. Se perdi i valori della famiglia rischi di perdere anche i sani e buoni valori della politica”.

28 - Piatto preferito

PICARONE: “Spaghetti alle zucchine di Nerano”

PAOLINO: “Ne sono troppi. Non ce ne è uno in particolare. Dovrei fare una lunga lista”.

29 - Che rapporto ha con i social?

PICARONE: “Altalenante. In questo periodo molto intenso. Seguire tutto è una fatica troppo grande, ma irrinunciabile per chi fa politica”.

PAOLINO: “L’indispensabile, per quanto siano utili per chi fa politica”

30 - Che consiglio si sente di dare a De Luca?

PICARONE: “Non ha bisogno di consigli. Quando è capitato di dargliene, ha saputo prenderli in considerazione. E’una persona in grado di cambiare idea, vede lontano”.

PAOLINO: “Di affrontare i temi seri della Campania, senza pensare che con le sole luminarie e le luci d’artista si possa rilanciare una Regione. Di rispettare le regole, affinchè non cresca ancora la disaffezione e la sfiducia delle persone nella politica”.

Intervista di Francesca Cutino