IL PD ALL'ATTACCO: "CALDORO DICE SOLO BUGIE"

Le accuse del partito locale al consigliere Paolino e al Sindaco Aliberti
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Duro attacco del PD locale al governatore uscente della Campania Stefano Caldoro, al consigliere regionale Monica Paolino e al sindaco Pasquale Aliberti. Oggetto dell’accusa, come spesso accade, l’ospedale Mauro Scarlato. “Non accetteremo mai che i cittadini debbano sopportare ancora una volta le loro fandonie e le loro bugie sulla grave situazione in cui versa l’Ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati, chiuso oramai da circa 1500 GIORNI dal decreto 49 del 2010 firmato dal Commissario Stefano Caldoro, attuale candidato del centro-destra alla guida della regione Campania nonché presidente uscente. Non accettiamo – si legge ancora dal comunicato stampa - che venga buttato del fango su nostro candidato alla presidenza della regione, Vincenzo De Luca, perché se uno spiraglio di speranza può aprirsi sarà solo grazie alla sua presenza come governatore. Bisogna chiarire una cosa, per amore di verità, che se l’ospedale, ad oggi, dopo cinque anni è ancora chiuso la colpa è solo di chi prima ha firmato il decreto 49 e poi lo ha modificato, prorogando la chiusura di altri nosocomi sparsi per l’intera Regione Campania, senza curarsi minimamente di ciò che accadeva nella nostra città. Non bastava il decreto 49, durante la campagna elettorale sia la Sig.ra Aliberti che Stefano Caldoro non hanno propagandato che il ministro della sanità ha bocciato il piano ospedaliero presentato dallo stesso Caldoro lo scorso primo Aprile, sancendo ancora una volta la chiusura del Mauro Scarlato e provocando le seguenti conseguenze: Abbassamento dei livelli essenziali di assistenza a fronte di ticket e tasse gonfiate; pensionamenti causeranno un aumento di personale non dipendente, con un aggravio notevole sulla spesa regionale sulla sanità; riorganizzazione varata infine, che si propone di ridisegnare la rete ospedaliera, mancherebbe di un cronoprogramma dettagliato di attuazione, lasciando i tecnici responsabili a lavorare alla cieca su quest’ultima e senza una reale scadenza creando pesanti carenze sul sistema emergenza-urgenza”.