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INTERVISTA AL PROF.GIULIO TARRO SULLA NUOVA INFLUENZA
Abbiamo intervistato il Prof. Giulio Tarro, Primario emerito dell’ Azienda Ospedaliera “D.Cotugno” di Napoli, Chairman della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT-UNESCO di Parigi, Adjunct Professor College of Science and Technology, Temple University, Philadelphia, Presidente della Fondazione de Beaumont Bonelli per le ricerche sul cancro – ONLUS. Il professore Tarro che, ricordiamo, è stato assistente del prof. Sabin in America quando scoprì il siero antipolio, protagonista quando ci fu il colera a Napoli, protagonista e studioso della virosi respiratoria che colpì i bambini napoletani, il virus H1N1, ma per elencarne i meriti dovremmo scrivere pagine e pagine di questo articolo. Il prof.Tarro ha risposto alle nostre domande e ci ha gentilmente concesso questa intervista per chiarirci definitivamente le idee sulla nuova influenza e sul vaccino antinfluenzale.
Mezzostampa: Prof. Tarro qual è la storia dei virus influenzali?
Tarro: L’influenza ha origine da animali volatili, genericamente acquatici, per poi passare all’uomo attraverso il “salto” nei maiali. La promiscuità degli allevamenti, come è in uso in Asia, determina questo passaggio e poi la diffusione. Hanno avuto così origine l’ influenza Spagnola (1918, H1N1), l’Asiatica (1957, H2N2), quella di Hong Kong (1968, H3N2) e così via.
Mezzostampa: Chi è più protetto?
Tarro: Le persone meno giovani presentano anticorpi diretti verso i virus con i quali sono venuti a contatto con il progredire dell’età. Ogni contatto successivo con un virus influenzale di tipo A comporta non solo la produzione di anticorpi specifici, ma anche un aumento di quelli diretti verso il tipo virale responsabile della prima infezione influenzale del soggetto (fenomeno del “peccato antigenico originario”).
Mezzostampa: Come si diffonde un nuovo virus dell’ influenza?
Tarro: L’immunizzazione verso un determinato virus, diffuso in una determinata epoca, comporta progressivamente una crescente difficoltà alla sua ulteriore diffusione e crea il vantaggio selettivo, per una qualche variante del virus, di moltiplicarsi e diffondersi. Come risultato di ciò, poco dopo l’apparizione di un nuovo tipo, le vecchie forme scompariranno e la nuova famiglia diverrà dominante per un periodo che in linea generale copre 10-20 anni, nel quale si assiste, per la comparsa di mutazioni, alla suddivisione in vari sottotipi virali.
Mezzostampa: Come sfugge il virus dagli anticorpi, anche vaccinali?
Tarro: Affinché un tipo di virus influenzale abbia un’ampia distribuzione, le sue caratteristiche devono far sì che esso sfugga alla neutralizzazione da parte degli anticorpi dell’ospite e della popolazione circostante. Così le manifestazioni epidemiche si potranno verificare con quei virus che si adattano alle assenze anticorpali della popolazione. Pertanto le variazioni dei virus influenzali A possono essere concepite in senso unitario, nell’ ambito di un principio e di un uno svolgimento evoluzionistico, detto “immunological drift” o sterzata immunologica.
Mezzostampa: Cosa possiamo dire in conclusione?
Tarro: Il virus influenzale A mostra una capacità ed un‘attitudine alla sopravvivenza che si articola sulla comparsa di nuove forme virali che consentono al virus di diffondersi facilmente attraverso popolazioni non ancora immuni ai nuovi tipi virali.
Mezzostampa: Qual è il vero pericolo?
Tarro: Esiste un rischio potenziale di ricombinazione genetica con virus influenzali umani già circolanti che potrebbe esitare in una variante virale capace di una trasmissione da uomo a uomo di tipo aggressivo e più dannosa.
Mezzostampa: Come si trasmette?
Tarro: Questa influenza si diffonde attraverso l’aria con le cosiddette goccioline di Pflugge o per contatto diretto, mediante le mani contaminate da secrezioni.È fondamentale seguire i principi elementari della buona igiene (mascherina in vicinanza dei pazienti potenzialmente affetti da influenza e ripetuto lavaggio delle mani).
Mezzostampa: Quali sintomi devono far preoccupare e i rimedi attuali li ritiene sufficienti?
Tarro: Febbre, sonnolenza, inappetenza, mialgie (dolori muscolari), tosse, starnuti, raffreddore, mal di gola ed eventuali sintomi secondari addominali (nausea, vomito, diarrea), congiuntivite.
Mezzostampa: Di cosa dobbiamo aver paura?
Tarro: Non si giustifica una sindrome da panico che spesso avviene attraverso una cattiva informazione o una scarsa conoscenza del fenomeno. Quindi nessun allarmismo perché il numero delle vittime è decisamente inferiore ad altre forme influenzali.
Mezzostampa: In Italia che livello di allerta e sicurezza esiste al momento?
Tarro: In Italia c’è un sistema di sorveglianza composto da 15 laboratori coordinati dall’Istituto Superiore di Sanità. Sono tutti in allerta come d’altra parte gli uffici di Sanità e gli istituti zoo-profilattici. Sul sito www.ministrosalute.it sono pubblicate le informazioni per chi viaggia tra Massico, USA e Italia. Presso il ministero del Welfare sono stoccate 40 milioni di dosi di farmaci antivirali. Esiste un numero verde “1500” a cui i cittadini viaggiatori si possono rivolgere per ricevere informazioni. Esistono precise misure di prevenzione con un rafforzamento dei controlli anche per quanto riguarda gli aerei e le navi provenienti da zone a rischio. Ovviamente la priorità è il vaccino.
Mezzostampa: Come si previene o si cura?
Tarro: La vaccinazione contro l’ influenza è il metodo più efficace per prevenire la malattia. Dal momento che ci troviamo di fronte all’isolamento di un nuovo virus influenzale, dovremo aspettare la preparazione di un nuovo vaccino specifico che sarà pronto per la prossima stagione influenzale in autunno. I farmaci antivirali (inibitori della neuraminidasi, recettore di superficie del virus) dovrebbero essere assunti entro 48 ore dalla comparsa dei sintomi influenzali e nei soggetti esposti ad uno stretto contatto con persone infettate dal virus influenzale.
Mezzostampa: E’ efficace il vaccino contro la nuova influenza? Chi deve farlo?
Tarro: Il vaccino per il nuovo virus influenzale A/H1N1, ormai in distribuzione, è efficace nel prevenire la malattia nel 70-80% dei casi, 2-3 settimane dopo la sua somministrazione per via intramuscolare, tempo necessario perché l’organismo sviluppi gli anticorpi specifici. Sembra che possa essere sufficiente una sola dose senza ricorrere alla seconda vaccinazione 30 giorni dopo la prima.
La massiccia campagna promozionale sul vaccino è giustificata dal fatto che arrestando l’ influenza, la maggior parte della popolazione verrà protetta perché si riduce la diffusione del virus che, sebbene non aggressivo, è però molto contagioso. I vaccini prototipo, preparati in anticipo, non hanno registrato effetti collaterali indesiderati, ad eccezione di blande reazioni già osservate per i simili vaccini antinfluenzali stagionali.
Il vaccino è gratuito e somministrato dai medici di famiglia e pediatri di base o nelle strutture ospedaliere. La vaccinazione non è obbligatoria, ma solo raccomandata a partire dai 6 mesi soprattutto per i bambini con malattie croniche e i prematuri sotto i 2 anni, e per le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza per proteggere anche i neonati.
Il Ministero della Salute ha disposto di vaccinare in via prioritaria il personale sanitario, gli addetti ai servizi pubblici essenziali, di pubblica sicurezza e protezione civile, i donatori di sangue periodici, le persone a rischio di età estesa fino ai 65 anni. Successivamente verranno vaccinati le persone di età compresa tra 6 mesi e 27 anni non inclusi nelle categorie precedenti. Il vaccino è sconsigliato a chi è allergico alla proteina dell’uovo, perché vengono usate uova embrionali di pollo per la sua produzione.
Secondo il centro di malattie contagiose di Atlanta (il CDC americano) è utile la vaccinazione contro i virus dell’ influenza stagionale con vaccini che contengono due ceppi di influenza A e un ceppo di influenza B selezionati ogni anno. Questa vaccinazione antinfluenzale è rivolta ad individui ad alto rischio di complicanze influenzali, come i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni, tutti i soggetti di età superiore ai 50 anni, le persone con patologie croniche e le donne in qualsiasi trimestre di gravidanza durante la stagione influenzale. Dovrebbero essere vaccinati anche gli operatori sanitari e le persone che vivono a stretto contatto con soggetti ad alto rischio, inoltre da quest’anno in USA è stata prevista l’estensione della vaccinazione antinfluenzale ai bambini e agli adolescenti di età compresa tra i 5 e i 18 anni.
Mezzostampa: Grazie professore per essere sempre disponibile con il nostro giornale.
Altre interviste al prof Giulio Tarro già pubblicate:
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