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DE LUCA, CIRIELLI: SINDACO DI SALERNO ATTACCATO ALLA POLTRONA
La sentenza di condanna per Vincenzo De Luca conferma due punti fondamentali. Il primo è che, per venti anni, la città di Salerno è stata gestita come una proprietà privata, nell’esclusivo interesse di pochi. Il secondo punto è l’inadeguatezza del Pd ad affrontare situazioni scomode come quella della sindaco Vincenzo De Luca. Sull'argomento è intervenuto Edmondo Cirielli, deputato di FdI-AN:
“Non sorprendono le parole del sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, all’indomani della condanna per abuso d’ufficio. Il primo cittadino svillaneggia Magistratura, leggi e sentenze. Un disprezzo che aveva dimostrato interamente già nella vicenda dell’incompatibilità, oltre che un’insofferenza e un fastidio nel rispetto delle regole, palesati nei casi dell’osservanza delle norme contabili della gestione del Comune e quando ha voluto cambiare l’urbanistica della città”.
“E potremmo continuare – sottolinea – Penso anche alla gestione degli Enti sovracomunali. In una parola: De Luca non sa cosa vuol dire rispettare le regole e soprattutto le Istituzioni. Le motivazioni di tutto ciò risiedono in un unico concetto, l’attaccamento alla poltrona per gestire il potere ad uso e consumo dei suoi sodali, come testimonia la vicenda Di Lorenzo. Non si tratta semplicemente di aver confuso due ruoli, quello di Responsabile Unico del Procedimento e di Project Manager, come De Luca ha detto fantasiosamente, sostenendo che si tratta di ruoli equivalenti. Il fatto grave è che la legge giustamente pretende per quel ruolo un ingegnere. Allora, perché con i tanti ingegneri che ci sono a Salerno e in tutt’Italia, De Luca ha scelto per una cosa così delicata e “costosa” un uomo di fiducia, anche se non laureato in ingegneria? Probabilmente, di qui la richiesta del Pm di peculato e non di omissione di atti d’ufficio”.
“Sul termovalorizzatore, ad ogni modo – conclude Cirielli – ci saranno altre puntate. La cosa più deprimente, per la verità, è lo stucchevole appiattimento in questi anni della classe dirigente imprenditoriale e professionale della cosiddetta società civile salernitana, ampiamente collusa con il sistema, il cui sfascio non può dipendere da un solo uomo”.




